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31/1/18
UNA SERA NELLA TANA DEL SUSTINENZA

Nel più tipico tra i vespri gennarini della bassa veronese, piatto, ovattato, circoscritto e attanagliato, da quell’uggiosità che quasi ti priva di ogni sentimento positivo, siamo andati a trovare gli amici del Sustinenza. E dove, se non nella loro “tana” peculiare: il caloroso “Jolly Bar” di Paola&Paolo (sempre prima le signorine) Leardini, dove amano ritrovarsi, per discutere in quel clima di familar tepore, lo spiritoso Presidente Marco Zuliani, l’intraprendente direttore Sportivo Mirko Brentaro, l’impavido allenatore Andrea Bertelli, ed il vice Presidente Paolo Leardini - per forza, è casa sua!

Dopo aver inalato ed assimilato il casereccio olezzo del “nido” sustinentino, il “Jolly Bar”, ed essermi ambientato anche grazie ad un delicato e rinfrancante cappuccino offertomi assai gentilmente dal Vice Presidente Paolo, ci accomodiamo ad un tavolo assieme al Presidente Zuliani ed il diesse Brentaro. Subito chiedo al Presidente (dandogli del tu, come mi ha, quasi coattivamente, imposto) quali sono le squadre più attrezzate per vincere quest’anno: “Ma, innanzitutto cito l’Atletico Vigasio, in seconda battuta il SanguinettoVenera. I primi però giocano un calcio di livello superiore, molto estetico”. Mirko Brentaro, aggiunge “anche l’Albaredo ha una grande gruppo, ma pecca di continuità”.

Abbiamo parlato degli altri, bene, adesso tocca al Sustinenza: l’obiettivo qual è? A Natale ci avevate detto i playoff.. “è vero, ma attualmente siamo distanti. I pesanti e ripetuti infortuni hanno gravato sulla stagione, siamo stati troppo sfortunati”. Cita ad esempio l’episodio di Steven Mirandola, che in campo, dopo un colpo al viso involontario da parte di un avversario, si è aperto l’arcata sopraccigliare procurandosi 15 punti. Infine, con un retrogusto di amarezza, afferma “Dobbiamo innanzitutto mantenere la categoria”. Brentaro aggiunge “ è vero quello che dice il presidente per quanto riguarda gli infortuni, domenica il mister ha detto: finalmente posso fare cinque cambi! Anche se poi non li ha fatti.. (ride). Ma sopratutto, c’è stato più di qualche screzio di troppo con gli arbitri. Non ci hanno dato una mano, anzi..”

Passiamo all’argomento giovani: il Sustinenza ne ha in abbondanza, tra i titolari. Potrebbe quindi essere un fattore, nei mesi terminali della stagione, quando gli “anziani” cominceranno ad arrancare? Marco Zuliani si dice sicuro, “i nostri giovani saranno di certo un fattore in positivo. Sono straordinari, molto attaccati alla maglia e al contesto, anche se sarà difficile che ci portino fino ai 47 punti dell’anno scorso”. Mirko è d’accordo con il presidente, e certifica, “siamo una famiglia”.

Una “famiglia” vincente, però. Il Sustinenza non è mai stato così continuo nel palcoscenico della Seconda Categoria, come ci spiega Zuliani, “noi siamo la storia del Sustinenza. Siamo in Seconda da tre anni, questa squadra in precedenza riuscì a raggiungerla una sola volta, ma poi retrocesse malamente. L’anno scorso abbiamo addirittura sfiorato i playoff arrivando quinti.. non si giocarono perché la discrepanza con la seconda era troppo ampia”. “Speriamo di esserci anche per l’anno prossimo!”, afferma Brentaro, ma irrompe come un falco il Presidente, “No! Dobbiamo esserci anche l’anno prossimo” (la risata è generale).

Scorre il tempo al “Jolly Bar” di Paolo Leardini, dove il clima è molto disteso, quando il Presidente prende la parola. “Devo dire che siamo contentissimi anche del nostro mister, Andrea Bertelli: ha 39 anni, è giovane, serio, si impegna e fa impegnare i ragazzi. È stato il nostro miglior acquisto, tende a fare maggiormente gruppo rispetto a Guerra – l’allenatore precedente, oggi al Roverchiara – anche se sono bravissimi entrambi”. Come al solito si accoda il sorridente diesse Brentaro, “è vero, col Mister il clima è fantastico. I ragazzi ad agosto vogliono capire se ad allenare ci sarà Andrea, prima di scegliere se rimanere o meno. Con lui si è allargata la “famiglia” del Sustinenza, c’è un bel clima”.

Mirko continua, con un sorriso incancellabile, i suoi complimenti, ampliandoli anche ad un personaggio arrivato da poco. “Circa un mese fa abbiamo ingaggiato un nuovo allenatore dei portieri, Lorenzo Manetti, di Casaleone. Anche lui si è già legato intensamente al gruppo, anche se è appena arrivato”. Ride, anche il Presidente: “è vero! Una domenica, quando abbiamo pareggiato, nell’esultanza generale mi ha preso per un braccio.. lo ha fatto talmente forte che ho pensato di perderlo. Me lo stava stritolando!”. Il Presidente poi accenna anche alla buona persona di Moreno Moschetta, ex team manager del Legnago e grande amico della società.

A questo punto si aggiunge al tavolo il “padrone di casa”, Paolo Leardini, prima indaffarato, assieme alla graziosa ed affabile sorella Paola, con la notevole clientela del “Jolly Bar”. Per lui subito un paio di domande: chi è il “Jolly” della squadra? E siccome lui è il “Jolly”, il factotum della società, quanto conta il mantra del lavoro nel mondo del calcio? Sorride, il buon Paolo, poi afferma: “ci sono tanti Jolly nella squadra, non voglio creare gelosie.. se devo proprio scegliere, ma solo perchè me lo hai chiesto, direi Andrea “tarocchetto”, Tarocco, il nostro numero 10. Con noi ha anche vinto la Terza Categoria qualche anno fa, è uno dei veterani assieme a Marco “Mandzukic” Calian e Andrea De Bianchi, il nostro capitano. La cultura del lavoro, nel calcio, è tutto. Se non ci sono passione e lavoro, non si va avanti”.

A proposito di passione, interviene Marco Zuliani, che racconta: “3 anni fa, quando vincemmo i playoff - reti di Lanza e Tenzon sul finale - battendo i rivali del Boys, scoppiai in lacrime. Fortunatamente abbiamo mantenuto la tradizione anche quest’anno, soprattutto per quanto riguarda la vittoria col Boys, ma anche per quanto riguarda il pianto...”. Il Presidente mi ricorda anche di citare il 1° Torneo Memorial, per ricordare il papà Gabriele – ex giocatore del Sion, squadra della Svizzera, il paese che ha dato i natali al figlio Marco, che spesso sosta in terra elvetica nella sua villa a Crans Montana – che si terrà il 25 aprile, con 6 squadre della categoria Pulcini.

Tornando a Paolo Leardini, persona tanto genuina quanto scaramantica, gli chiedo se la “celeste della bassa”, il suo Sustinenza, è pronta per volare verso i firmamenti più alti. Lui accenna ad un sorriso, che nasconde più di qualche parola, poi afferma: “Non faccio pronostici, chi mi conosce lo sa.. essendo interista, sono abituato a vincere parecchi scudetti ad agosto, quindi non oso sbilanciarmi.. Tornando seri: ovviamente si punta sempre in alto, verso i cieli celesti”.

Prima dell’arrivo di Mister Andrea Bertelli, i 3 protagonisti salutano con un augurio e un ringraziamento alla squadra: il Presidente dice “grazie a tutti per l’impegno, per poi salutare il segretario Dante Lorenzetti (detto “er Satana”), il secondo allenatore Permunian, sempre disponibile, il cuoco ufficiale della società, “el Ciano”, ed “er Bufalo” Roberto, grande collaboratore”; poi il diesse Mirko Brentaro: “grazie ai ragazzi, non mollano mai”; e infine il “Jolly” (Bar) della società, Paolo Leardini: “mi associo, c’è un grande gruppo, non ci siamo mai trovati in 5 ad allenarci..”. L’ultima domandina: “presidente, soddisfatto dell’intervista?”. Lui: “te lo dico domenica..”.

Vanno al nutrito bancone del “Jolly Bar”, i 3, ma non rimango da solo, perchè vengo raggiunto al tavolo da un giovane ragazzo, alto, moro, dall’aria risoluta: è Mister Andrea Bertelli - al suo secondo anno al comando del Sustinenza - e dal suo secondo Permunian. Chiedo subito qualche pronostico: “Nella nostra situazione, si vive alla giornata, c’è troppo ancora da giocare”, dice Bertelli, che però aggiunge “le prestazioni per arrivare bene ci sono”.
È un allenatore giovane, sfrontato (nel senso positivo del termine), con delle idee ben chiare in mente, che prova quotidianamente ad inoculare ai ragazzi: “io voglio proporre un calcio dove la mia squadra sappia giocare la palla. Intendiamoci, non un palleggio sterile, ma focalizzato all’obiettivo, che è quello di segnare”. Gli chiedo se si sente atipico, perché molte squadre, nel veronese, tendono a giocare un calcio pragmatico e speculativo: “è vero, qui si gioca poco la palla, ma non mi sento atipico. Anche se volessi, comunque, nella mia squadra non potrei difendermi e lanciare su una punta, perché non ho un attaccante alla Manganotti - attuale allenatore del S.Giovanni Lupatoto, ex centravanti di peso. I giovani? Saranno sicuramente un fattore nel finale di stagione. Abbiamo avuto qualche intoppo quest’anno, ma non è un alibi per nascondersi dalle responsabilità”.

Da qui a fine campionato, il Sustinenza dovrà da affrontare almeno tre scontri con squadre che tenteranno di salvarsi: è un vantaggio o no? Ce lo spiega Bertelli: “chi sta nelle ultime posizioni di solito non gioca un calcio palleggiato, sarà difficile vincere contro squadre arroccate nella loro metà campo. Se per caso vanno in vantaggio, poi rimontare è quasi impossibile”. Chiudo con un saluto e un augurio per il prosieguo di campionato, ma prima devo cercare di capire qual è la filosofia del Mister. Quali sono i punti cardine della sua maniera di lavorare. “Di certo la prima cosa che cerco di iniettare ai ragazzi è la passione, che nel calcio è fondamentale. Poi bisogna imparare a sporcarsi le mani: l’atteggiamento secondo me compensa limiti tecnico-qualitativi”. Un ringraziamento speciale alla sorridente Paola e al genuino Paolo Leardini, fratelli, e titolari del “Jolly Bar” di Sustinenza, e a tutti gli intervistati per pazienza e disponibilità.

Elia Faggion per www.pianeta-calcio.it

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