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5/2/18
PIETROPOLI (AMBROSIANA): “AVANTI CON MISTER CHIECCHI!”

Fiducia massima rinnovata a mister Tommaso Chiecchi, il trainer ex Chievo, artefice dello storico ingresso dell’Ambrosiana in serie D: in casa dei “Diavoli della Valpolicella” non si cambia direttore d’orchestra, confidando che lo spartito prima poi passi dal “Requiem” verdiano delle ultime 5 sconfitte consecutive (dall’inizio del ritorno), alle “Quattro stagioni” di Antonio Vivaldi.

“Andiamo avanti con mister Chiecchi” assicura categorico il massimo dirigente dei rosso-neri, Gianluigi Pietropoli, da 11 anni al vertice del club ambrosiano, matricola della serie D. “La squadra è questa, e con questi atleti dobbiamo andare fino in fondo. La vetrina della D è davvero fantastica per noi, oltre ad essere una novità, e cercheremo di rimanerci il più a lungo possibile, cercando di vendere al più caro prezzo la pelle!”

Anche all’andata eravate partiti non male, malissimo…
“Sì, accusando 6 sconfitte di fila, e raccogliendo il primo punto alla 7ma giornata. Ma, quando hai un gruppo di 15 giovani su 20 (5 sono dai 30 anni in su), è comprensibile che paghi la grande fatica mentale di dover spenderti in una categoria che non è mica l’Eccellenza. Dovessimo, per sfortuna, retrocedere, non faremo certo delle tragedie. Ma, ora che ci siamo, sarebbe davvero triste scendere da questo ambito palcoscenico!”.

Tra 15 giorni, sotto con la Virtus…
“E’ la squadra più strutturata ed attrezzata per il salto, quella di Gigi Fresco. Se vince tutti gli scontri diretti, significa tanta roba! I punti valgono il doppio sia per le “big” che per quelle che ricercano la salvezza come noi. E, noi, di titolate ce ne mancano solo due: il Mantova e la Virtus, che affronteremo il giorno 24 febbraio, nell’anticipo del sabato”.

E, il LegnagoSalus come lo vede?
“E’ lì, alla pari nostra, che combatte tutte le domeniche e che ora con due vittorie consecutive si è un po' tirato fuori, ma credo che abbiano la struttura per mantenersi in categoria”.

L’unica alternativa alla Virtus è il Campodarsego, appena sconfitto dai borgo-veneziani? “Per me, no, non è l’unica; c’è anche l’Arzignano, che è la squadra più quadrata, dotata di giocatori in grado di cambiarti la musica da un momento all’altro”.

I giocatori più forti fino ad ora incontrati?
“Su tutti, dico Giacomo Marangon dell'Adriese: è il più forte, capace, da solo, di fare reparto, d’accordo, ma anche di rappresentare buona parte della squadra. Poi, Maldonado (Arzignano), Raimondi (Arzignano), Nobile e Florjan (Este)”.

Avete affrontato tutte le big, ora?
“Ce ne mancano ancora due: la Virtus, come ti ho già detto avversaria sabato 24 febbraio, e il Mantova. Ma, non so se gli altri, alla pari nostra, hanno già sfidato le più potenti del girone, come, invece, fino ad ora, è toccato a noi, eh. I conti, lo sai bene anche tu, si tirano sempre alla conclusione del campionato, non strada facendo”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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