Archivio: ULTIM’ORA

24/5/18
IL DIBATTITO SUI CENTRI FEDERALI TERRITORIALI

Persona molto preparata e dalla forte capacità comunicativa il prof. Maurizio Marchesini ha via via spiegato che i Centri Federali non sono nati dopo la sconfitta dell'Italia con la Svezia ma bensì molto prima, che il loro obiettivo è puntare su quel 78% di giocatori professionisti che militano nei 5 principali campionati europei (Spagna Inghilterra, Germania, Francia e Italia) che all'età di 12 anni giocavano ancora nelle società dilettantistiche. Pertanto diventa fondamentale dare loro una maggior quantità di lavoro, che risulta essere questa già un parametro che ci differenzia in negativo rispetto alle principali potenze calcistiche europee. Ma non è questo il solo obiettivo. Altro pilastro su cui è fondato il lavoro nei centri federali italiani è il concetto di “intensità”, si chiede il 100% in ogni situazione di gioco e il motto adottato è "Penso forte, Corro forte, Gioco forte”, che inserito in un contesto che deve essere “sereno e gioioso” alla stregua dei cft tedeschi,  vede abolità completamente la figura dell'allenatore “direttivo” che dice “si fa così”, “devi fare in questo modo”, ma spazio all'allenatore che rinforza con l'elogio ogni giocata riuscita e ne sottolinea l'importanza affinchè chi invece non riesce si adegui senza cadere in stato di ansia e frustrazione. Perchè proprio lo stato d'ansia dei giocatori più adulti sembra sia dovuto non ai genitori o ai risultati bensì dal comportamento degli allenatori. Questo, infatti il motivo della presenza fissa degli psicologi all'interno dello staff del CFT, non  per i ragazzi, ma per lavorare a fianco degli allenatori al fine di sviluppare le capacità di una comunicazione adeguata e di ricerca del miglior atteggiamento nell'attività di insegnamento.

Per gli amanti del calcio, inteso come scienza che ne studia ogni suo aspetto, il prof. Marchesini ha stupito molti degli astanti sostenendo che dalle loro ricerche risulterebbe che il calcio del 2030, - perchè il loro obiettivo sono i mondiali 2030 da protagonisti, magari vincendoli! - non ci sarebbero più i concetti delle transizioni, e udite, udite, non esisterebbero più i ruoli! Vecchia utopia del “calcio totale” olandese. Buon lavoro allora e speriamo che il progetto così ambizioso ma anche così chiaro e ben espresso possa andare davvero incontro agli obiettivi preposti, per intanto sembra che due grandi club professionistici italiani abbiano già sposato l'idea lavorando con tale metodologia nei loro settori giovanili!

Breve ma importante il saluto del presidente Aiac di Verona Michael De Santis, che ribadito agli studenti l'importanza di frequentare i corsi Figc, perchè vi è sempre più l'esigenza e la richiesta di allenatori “patentati”.

La redazione di www.pianeta-calcio.it

Visualizzazioni:820