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28/7/18
NICOLA DANESE, L’INDISTRUTTIBILE!

Non è fatto di acciaio inossidabile, ma, ci va vicino: Nicola Danese, ovvero 50 anni – l’8 dicembre dell’anno prossimo! – e non sentirli! E’ classe davvero di ferro,1969, e di attaccare gli scarpini al fatidico chiodo proprio non ne vuole sapere. Anche quest’estate si è presentato ai nastri di partenza di un’altra Terza categoria, dopo il GSP Vigo 1944, col quale ha trionfato nel girone B, l’ASD Roverchiara del presidente, per tutti  “El mister”, al secolo Loris Tavella, con la stessa voglia che un bambino ha di rincorrere un pallone: “Mi muove quel fuoco sacro della passione, che non si spegne ancora, per fortuna. In estate, mi lusinga quando le società mi convocano per aggiudicarsi le mie prestazioni, mi fanno sentire ancora importante ed annullano la crudezza della carta d’identità”.

Ben 9 i tuoi titoli vinti: li vogliamo elencare?
“Tre li ho conquistati con il Real Monteforte, tutti di 2^ categoria, poi, ho trionfato con l’Audace Sme (2^ categoria), ad Arcole (Napoleonica, in 3^ categoria), a Bonavigo e a Vigo (entrambe le volte in 3^ categoria), mentre a San Gregorio di Veronella ho contribuito alla scalata dalla 3^ categoria alla Prima categoria dell'Aurora Cavalponica”.

Trequartista col grande fiuto del gol: della serie, dove non arrivano le gambe, arriva la testa e il gran fiuto affinato dalla notevole esperienza accumulata in 35 campionati… “Il mio record realizzativo è di 15 gol, l’ho stabilito a Monteforte con la maglia del Real; a San Michele con i rossoneri, ne ho cacciati in fondo al sacco 12, ma la mia media annua si aggira intorno ai 7/8 gol”.

Il tuo più grande rammarico?
“La finalissima di Coppa Veneto perduta col Real Monteforte al neutro di Longarone, contro il Lonardi San Floriano. In compenso, mi son rifatto, conquistando una Coppa Verona, ma, poi, fallendo due finalissime di Coppa Veneto”.

Nicola Danese è di Roncà, terra di vini e di ciliegie. Ha due figli, un maschio e una femmina, e buon lavoro di commercio di vini, of course, e di prodotti alimentari: “I giovani calciatori dilettanti d’oggi? Quando li costringi per forza a giocare per via della legge dei fuori quota, in pratica, rischi di bruciarli: giocano uno o due campionati, poi, o lasciano o finiscono a ingrossare le fila degli Amatori. Ma, non è tutta di loro la colpa: una volta avevi la palla al piede 7-8 ore al giorno, c’erano più spazi per rincorrere in libertà la palla, oggi, dedichi solo un paio di ore alla settimana al calcio, le play station, i tablet o i Pc fanno il resto, li rendono indolenti, pigri, ipocinetici”.

La sua “fede” calcistica è l’Hellas Verona, il suo intoccabile idolo Roby Baggio, il “divin codino”: “Ma, mi piace anche CR7, gran giocatore il neo-juventino, un atleta che ha una cura maniacale del proprio corpo ed un’attenzione unica ai particolari. Il Roverchiara? Il gruppo mi sembra molto affiatato, ed è come partire già col vento in poppa. Siamo noi il competitor più difficile di noi stessi! Avverto in ognuno dei giocatori e dei dirigenti una gran voglia di riscatto per la retrocessione ingiusta subita l’anno scorso, la gran voglia di partire subito in quinta. Dicci niente?”

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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