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8/8/18
IL NUOVO MALCESINE 2018-19 FA SOGNARE I PROPRI TIFOSI

Siamo saliti, l'altro ieri notte, allo “Spek Stube”, in via Navene Vecchia, a Nord di Malcesine, seguendo la strada che conduce alla funivia, tra gli olivi secolari – testimoni del tempo che è già passato -, piante care all’uomo per l’olio carico di peculiarità naturali che produce, braccia nodose, gli olivi, levati verso le stelle di un cielo lattiginoso per colpa della grande cappa d’afa, e che avevano le foglioline di un verde così scuro che a fatica li riconoscevi. I “ragazzi dell’alto lago di Garda” erano seduti sulle panchine, a consumare una cena abbastanza veloce, fatta o di pollo o di stinco di maiale ben rosolato, accompagnato da una rosetta di pane e da patatine fritte. Boccali appannati di schiumante birra a cementare ancora il già affiatato gruppo, specchio di una società, quella alto-gardesana, la quale si è imposta di intraprendere un nuovo corso, fatto di progetti ambiziosi e di comprensibili, umane velleità. E, ciò lo puoi già avvertire dal colore della polo da passeggio degli atleti: non più bianco e granata, ma di un rosso molto acceso, il colore della pugna, del sangue, del sano combattimento speso fino all’ultima goccia, fino all’ultima stilla.
 
Dal granata spento all’accesissimo rosso carminio, quello con cui i toreri amano affrontare i già condannati a morte quadrupedi (che ispirarono il grande Ferruccio Lamborghini per le sue macchine più costose al mondo!) nella torcida prima di infilzare, nel corso della tragica e sanguinosa mattanza, nel loro collo le irriverenti quanto colorate banderillas: è un Malcesine carico come una molla, una carica di tritolo voglioso di far esplodere i suoi coriandoli, quelli bianco-granata, per il cielo, per il firmamento del girone “A” di Seconda categoria. Dove, per ora, i pronostici sono tutti a senso unico, ossia per il Super-Pastrengo di Umberto Segattini, il presidente-architetto-ristoratore, e di mister Paolo Brentegani.

“Ragazzi” richiama subito alla massima attenzione e al silenzio la sua ciurma, “capitan Uncino”, al secolo Bortolo Marchioro, portiere-saracinesca del ritorno in 2^ categoria degli alto-gardesani alla fine degli anni 80: “Un solo obbiettivo, eh: quello di vincere il campionato, non ci son storie, capito? Abbiamo messo tutti i tasselli al posto giusto, non possiamo sbagliare!”.

“In effetti” chiosa il co-presidente (in tandem con Bortolo Marchiotto) malcesinese, l’ex calciatore Simeone Casella “abbiamo apportato i giusti ritocchi per poter compiere il salto. Alcuni sono dei nobili “cavalli di ritorno”, altri giungono da categorie del Trentino, dove si sono sempre fatti valere. La società è matura per il salto, la struttura c’è, le giovanili stanno crescendo ed ottenendo buoni risultati. Per la Prima squadra, è giunto il momento della responsabilizzazione”.

Già, Malcesine – e come dargli torto? – vuole uscire dal limbo dell’anonimato calcistico: vuole diventare regina dell’alto lago (il Bardolino è affondato, l’A.C. Garda sta stupendo gli addetti ai lavori!), vuole ritagliarsi, a ragione, un ruolo non di comprimariato, ma di prim’attore. Ambisce alla centralità della sua scuderia, lui così lontano da tutti, lui il più a Nord di Verona dei nostri club pedatori (gli va vicino l’F.C. Valdadige, che ripartirà non dalla Terza ma da la 2^ categoria grazie al ripescaggio).
 
Qui, in questo cielo così color nero seppia, imbevuto di un inchiostro talmente scuro che non riesci a leggere i profili delle sue accaldate quanto affollate spiagge, che la dirimpettaia Limone (che ha dato i natali al futuro santo delle missioni in Africa, il beato Daniele Comboni. Che ha scelto la nostra Verona come quartiere generale del suo rinomato Istituto, noto in tutto il mondo), ebbene, da qui parte l’avventura dei “pirati dell’alto lago di Garda”: ma, vi assicuro, non hanno l’uncino al posto della mano mozzata, non recano vistosi tatuaggi sulla pelle, nessun piercing che abbia traforato le loro tenere narici: sono sempre gli stessi ragazzi battaglieri, i quali ricordano bomber “Baracca” Consolati, bomber Donatini, quello del negozio sulla statale Verona-Trento che gestisce il negozio (ancora?) di caccia e pesca…da gol, più che di pesci…, dei tanti Parolari, Guarnati, Chincarini che hanno fatto del Malcesine per anni ed anni la loro seconda pelle. E, che sono passati da mari solcati prima, sempre col coltello tra i denti, su pinte, su velieri più arrugginiti, meno moderni, ma che hanno consegnato, nel corso degli anni, la staffetta in mano a questi giovani, baldi, e giustamente spensierati.
 
Prendete Simone Nodari: fa di tutto, barba da mangiafuoco compresa, per farsi notare (come non dargli ragione?): ci ripete cento volte che lui è classe 1995, come se inseguisse ancora la stella CR7… E, Nicola Zanotti: riservato, pur tuttavia non sfugge lo sguardo che cerca di catturare tutto quello che conviene portare via, rapire in questa notte di piena estate. E’ classe ’90, ruolo centrocampista. La barba è meno folta, meno insistente, più rada, e color castano. La sagoma, la macchietta più scatenata dell’A.S. Malcesine è Giacomo Chincarini: è come i fruttivendoli, ne ha per tutti. Sorride, dopo essersi acceso la cicca, spara cinquecento sentenze-battute al minuto, i capelli ondeggiano a fargli da sombrero sulla crapa. Simpaticissimo difensore al tritolo: le cozze non sono niente rispetto a quanto riesce attaccarsi lui ai talloni degli avversari più tosti. Ama farsi chiamare “Pippi”: non abbiamo capito bene per qual motivo, ma, vabbè, cosa importa? Difensore 1995, è un ragazzo di gran compagnia, un gran casinista, quello per “certe notti..” alla Ligabue.
 
Chi accentra l’attenzione è invece Federico Battistoni: difensore datato 1991, sa di essere bello, in possesso del cosiddetto sorriso facile e sguardo magnetico, e non per niente l’hanno battezzato “il tronista”. La barba, quella giusta, quel tanto per far risaltare, il lucore delle fauci. In buona sostanza, non è più il Malcesine amatoriale; tutt’altro! E’ professionale, neanche dilettantistico, costruito su fondamenta solide che i suoi dirigenti, a partire dai due co-presidenti Bortolo Marchiotto e Simeone “Giucas” Casella hanno preteso; ma, anche il Segretario-cassiere Gianfranco Vincenzi è tosto, se è per quello: cicca pendula, penzolante giù dal labbro, barba lunga, sguardo da burbero mexicano, sa quello che vuole e, soprattutto, sa farsi pregare. Come si conviene con le pupe, che da queste parti in estate si chiamano ninfee danesi, tedesche, vichinghe bionde olandesi. Della ciurma, anche il giovane – 25 primavere – Assessore, Consigliere allo Sport malcesinese: Federico Angelini, il padre comandante dell’Arma, ma, garantiamo non è il rampollo della famosa e potente casa farmaceutica Angelini Firenze. E’ uno di loro: apparentemente compito, poi, anche lui si lascia andare e svela il suo vero ego: è uno di loro, quando rimarca fieramente che il calcio (150 i tesserati), il Circolo della Fraglia Vela e il volley (lui è coach di una squadra femminile del luogo) sono le tre principali attività sportive di un paese lontano da Verona centro qualcosa come 74 km; che diventano 2000 quando sulla statale ti imbatti in ingorghi o incidenti (è successo anche a noi nel tratto Verona-Malcesine).
 
Un Malcesine; che si prenota già da questa notte un posto al sole, il massimo gradino del podio. Immagine e somiglianza del suo valido trainer, tale Marco Martini da Riva del Garda, barba anche lui rossiccia…vecchia e prima maniera Rooney… Ex promessa del Parma di Gigi Buffon, mancato professionista, piovuto all’A.C. Garda come coach degli Juniores Regionali rosso e blu, quest’anno ha fatto subito bene: “Del resto” dichiara “se l’anno scorso abbiamo totalizzato 21 punti all’andata e 35 nel ritorno, arrivando quarti, perché non possiamo fare un pensierino al titolo? Peccato per le prime tragiche 8 gare, altrimenti… Ora, ripartiamo da dove siamo arrivati, alziamo parecchio l’asticella. Saremo la nemica numero uno di tutte le concorrenti del nostro girone, la società, a partire dal sottoscritto, ci crede. Abbiamo una “rosa” numerosa e qualitativamente importante”.

Qui, tutto si fa magia: il fascino del lago è galeotto e allo stesso complice nel saper creare le atmosfere giuste. Qui, ci sono tutti gli ingredienti, inchiostro seppia compreso e rosso sangue della battaglia all’ultimo sangue (calcistico ovviamente!), per costruire una fiaba, due, tre fiabe: quelle che restano immortali, quelle che, per scomodare il “sommo vate” Dante Alighieri, ti “etternano”, quelle che piacciono tanto sia ai piccoli che ai grandi…

QUESTA LA “ROSA” DELL’A.S. MALCESINE 2018-19:
PORTIERI: Matteo Azzoni (’95, r), Nicola Gagliardi (’97).
DIFENSORI: Banal (’87, dal Baone), G.Pietro Banterla (’95, r), Matteo Brighenti (90, r), Giacomo Chincarini (’87, r), Diallo Badu (’95, senegalese), Luca Galetti (’98), Simone Nodari (’95, r), Giordanoi Podetti (’90, Arco di Tn).
CENTROCAMPISTI: Federico Battistoni (’91, r), Michele Donatini (’86, r), Paolo Pifferi (2000, dagli Juniores), Massimo Saglia (’92), Nicola Termine (’83, r), Giordano Termine (’89, r), Carlo Vidotto (’87, r), Nicola Zanotti (’90, r):
ATTACCANTI: Stefano Chincarini (’93, r), Dialo Hamet (’93, maliano), Michele Iachelini (’85 dall’Arco di Tn), Andrea Luciano (’91, r), Nicola Lutterotti (’89, r), Matteo Raneri (’93, r), Alabin Serifi (’98, marocchino) e Michele Zanotti (’95 dalla Benacense).

STAFF TECNICO DELL’A.S. MALCESINE 2018-19:
Mister Marco Martini,
team manager Nicola Calzà
preparatore dei portieri Michele Lenzi

STAFF DIRIGENZIALE DELL’A.S. MALCESINE 2018-19:
Presidente onorario Gigi Marchiotto
presidenti effettivi: Bortolo Marchiotto e Simeone Casella
vice-presidente Fabio Fravezzi
diesse Antonio Maroadi
Segretario-cassiere Gianfranco Vincenzi.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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