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11/10/18
L’AMBROSIANA HA IL SUO “SHEVA”: E’ NICOLO' RIGHETTI

IL SUO GOL IN CASA DELLA CLODIENSE VALE IL PASSAGGIO DEI ROSSONERI AL PROSSIMO TURNO DI COPPA ITALIA

Prosegue il cammino in Coppa Italia dell’Ambrosiana di mister Tommaso Chiecchi: mercoledì, colpaccio per 0 a 1 a Chioggia, in casa della pari categoria Clodiense, mattatore un giovane classe 2000 di bellissime speranze, Nicolò Righetti. Valpolicellese dalla punta dei capelli fino agli scarpini, la punta rosso-nera alta 187 cm è figlio di Beppe Righetti, il “re della porchetta” ed ex presidente, negli anni 90, del San Peretto, ieri allenato anche da Maurizio Testi, oggi invece da Franco Tommasi. L’anno scorso, negli Juniores Nazionali, sempre con i “Diavoli della Valpolicella”, Nicolò l’ha cacciata dentro ben 25 volte, e solamente tre volte dal plotone di esecuzione dei calci di rigore: “Ho debuttato in serie D con l’Ambrosiana” racconta “l’anno scorso (totali 8 presenze), ad Arzignano, dove abbiamo perso 6 a 3. Quello di Chioggia è il mio primo gol ufficiale in serie D, anche se firmato in Coppa. Mercoledì mister Chiecchi mi ha fatto partire dall’inizio, anche perché in Coppa si dà spazio a chi in campionato non trova molto spazio. Io mi sono fatto trovare pronto e sono riuscito a fare centro”.

Cosa hai pensato quando hai visto la palla entrare?
“Ero contento perché la gara era stata a lungo in bilico e io ho colpito nel cuore della ripresa, facendomi trovare pronto nell'accasione capitatami”.

A chi dedichi il tuo primo gol in serie D?
“Lo dedico a mia zia Agnese e a mio zio Michele perché stanno attraversando un brutto momento”.

Prova a descriverti, in campo come sei?
“Sono una prima punta, fisicamente longilineo, cui piace buttarsi negli spazi, andare in profondità e farsi trovare sempre presente in area, scattando sul filo del fuori gioco”.

Il tuo sogno di calciatore?
“Spero di arrivare il più in alto possibile, cercando di sfruttare al massimo le mie qualità. Se in serie D, ok, se in serie C o in serie B, altrettanto, se ho le caratteristiche e potenzialità di serie A, allora, devo mettercela tutta per arrivare lassù, in cima al calcio”.

Qual è il tuo titolo di studio?
“Quest’anno, ho la Maturità di Enologia. Una volta conseguita, ho intenzione di iscrivermi all’Università di Enologia, a San Floriano”.

Dei 4 o 5 ragazzi classe 2000 nella “rosa” dell’Ambrosiana, di chi sentiremo quest’anno parlare? “Siamo tutti all’altezza del confronto e dell’impegno: se devo proprio fare un pronostico e quindi una scelta, cito Enrico Manconi, esterno, con il quale sono cresciuto fin da piccolino, e Simone Turrini, centrocampista di buona prospettiva”.

Dove può arrivare quest’anno l’Ambrosiana?
“Ci stiamo consolidando in categoria, dopo il rodaggio e i tagliandi staccati la passata stagione. Siamo, comunque, in grado di giocarcela ad armi pari con tutte. Tra le papabili, vedo Como, Rezzato, Pro Sesto e Mantova. Stiamo, in pratica, capendo come si gioca, come funziona il campionato di serie D”.

Nicolò ha un fratello più grande, Stefano, centrocampista centrale, classe 1998, il quale gioca in 2^ categoria, con la maglia del Burecorrubbio. Una famiglia, la Righetti di San Peretto di Negrar, di autentici amanti e interpreti del calcio.
 
Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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