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12/11/18
AGGRESSIONE ALL’ARBITRO. IL PENSIERO DI PADOVANI (BORGO TRENTO)

La settimana scorsa abbiamo pubblicato la lettera di scuse firmata dal presidente del Rivoli 1964 Massimo Quatrini che ha parlato a nome della società giallo-blu-rossa che milita nel girone A di Terza categoria finita nell'occhio del ciclone dopo il brutto episodio accaduto l'altra domenica nella gara contro il Borgo Trento, quando un suo giocatore ha inferto un pugno al direttore di gara, il signor Bragantini di Verona. Dopo il colpo subito l'arbitro è stramazzato a terra ed è stato subito soccorso e portato all’ospedale di Negrar. Il Giudice Sportivo, dopo aver sentito le due parti e le due società, non si è ancora pronunciato, lo farà solo dopo aver fatto ulteriori accertamenti su quanto accaduto.

Sull'aggressione all'arbitro Bragantini ha voluto dire la sua anche Paolo Padovani, vice presidente e responsabile del settore calcio della Polisportiva Borgo Trento 1977, il quale ha detto: "La Polisportiva Borgo Trento non è finora intervenuta sulla spiacevole vicenda che l'ha vista suo malgrado coinvolta quale società ospite del Rivoli, e non vuole farlo relativamente ai fatti specifici perché c'è in corso ed in itinere una decisione della giustizia sportiva che non va influenzata, ma attesa e rispettata. Credo però che la vicenda debba far fare, al mondo del calcistico dilettantistico, due importanti riflessioni: Gli arbitri, verso i quali spesso le società si lamentano, operano spesso (anche nelle partite dei ragazzini) in condizioni che certamente non aiutano a fare del calcio uno sport amato, con gravi danni per tutto il nostro mondo, soprattutto per chi gestisce settori giovanili; se si osserva la foto allegata (scattata dal sottoscritto un attimo prima del "fattaccio") se si osservano i volti fuori e dentro dal campo, c'è da chiedersi la condizione psicologica di un direttore di gara, dal punto di vista umano, prima ancora che sportivo, che si trova "solo contro tutti". Sbagliano anche gli arbitri, ma questo episodio deve servire a tutto il mondo del calcio dilettantistico per un attimo di riflessione, generale, dato che anche nella vita sociale il "rispetto dell'autorità" viene sempre meno, è il caso che cominciamo, a partire dai ragazzini (e i genitori) ad educare in tal senso. In secondo luogo credo che le società sportive, tutte, debbano allontanare i protagonisti di episodi che nulla hanno a che fare con lo sport, non tanto con il calcio, e ciò andrebbe fatto a prescindere dalla giustizia sportiva. E questo va fatto sin dai settori giovanili nei quali, anche la scrivente associazione sportiva, cerca di "recuperare" qualche ragazzo che va educato allo sport ma non esita a rinunciare, allontanandoli, coloro che non capiscono il senso dello sport".

"Dicendo questo - chiude Paolo Padovani - non si vuole parlare della società Rivoli che, come tutte le associazioni, è fatta di volontari dediti a ragazzi e ragazzini, e che a sua volta è probabilmente vittima di un gesto inconsulto di un proprio tesserato. Si vuole invece trasformare un episodio assolutamente negativo in un tema di riflessione e confronto nel nostro ambiente sportivo dilettantistico. E, parere personale, ad una apertura al confronto tra Associazioni, Federazione ed arbitri a livello locale potrebbe aiutare. Nel mentre, resta centrale la salute dell'arbitro vittima dell'aggressione nei confronti del quale ci associamo all'augurio, di una pronta e piena guarigione, che viene da tutto il panorama locale dello sport".

la redazione di www.pianeta-calcio.it

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