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20/11/18
MAZZON, JORGINHO E LA “VECCHIA” SAMBO “SFRATTATA”

Ci riesce il blitz, cioè visita senza appuntamento, nel suo studio di Architettura, a San Bonifacio. Maurizio Mazzon, classe 1962, è stato per 4 intensi anni presidente della gloriosa – perché ora è in 2^ categoria – A.C. Sambonifacese, ieri in serie C2. Entriamo, e poco dopo arriva lui, Maurizio Mazzon, dimagrito, quasi si fosse tolto di dosso più che l’adipe in più, il pesante fardello della sua A.C. Sambonifacese, oggi guidata dal più alto scranno dall’avv. Mariano Dalla Valle. Ricordiamo che Mazzon è stato anche presidente – fino alla sua scomparsa - del Santa Lucia di Lobia, frazione del Comune di San Bonifacio, arrivata fino alla 2^ categoria (come ci mostra con orgoglio una foto dei tempi felici, racchiusa in un quadretto, appeso alla parete del suo studio.
 
Ma, molti ricordano, o pochi sanno che Mazzon è stato il presidente – l’allora diesse era il rampante Mario Tesini da Quaderni, mister Claudio Valigi, oggi allenatore in seconda del ritornato al Chievo Mimmo Di Carlo – dell’A.C. Sambonifacese di un allora sconosciuto Jorginho (ora al Chelsea), di Andrea “Ciccio” Brighenti (capitano della Cremonese), di Dimas Goncalves, Cristian Altinier, Giovanni Orfei, Mattia Finotto (Spal, Ternana, Monza), Borgato, e di qualche altro talento. “Ricordo quei tempi: mi chiamava la rivista “France Footbal”, mi intervistatava Radio Napoli. Jorginho veniva dall’Hellas Verona, e grazie alla mediazione di Gibellini passò in rosso e blu a titolo di prestito”.

Pochi prevedevano un futuro in azzurro. “Il primo che dubitava era lo stesso Claudio Valigi, quando, durante un’amichevole tenutasi ad Asiago tra giocatori disoccupati ed A.C. Sambonifacese, mormorò: “Ma, se si scatena il brutto tempo, quassù ad Asiago, rischiamo di trovarci in fondo valle il giocatore brasiliano!”Ma, era un ragazzo smilzo fisicamente, ma in possesso di una grande umiltà e di una forza di carattere unica. Non voleva ritornare nella povertà del suo Brasile, dove invece fece ritornò per saudade Daminar De Assis”.

Un ragazzo a posto, privo di vizi, l’azzurro: “Mai visto bere bevande alcooliche, nemmeno la birra, mai fumare una sigaretta, aveva 19 anni”. Mazzon è fuori dal giro della sua A.C. Sambonifacese e del calcio da 4 stagioni: “Ho lasciato il club in 1^ categoria. Per far ritornare il grande calcio a San Bonifacio, occorrono Amministrazioni sensibili alla causa e un gruppo di 3-4 imprenditori, che non ci mettano soldi, ma che facciano rete, trovino una collaborazione, quello sì. Siamo stati bistrattati, i Trofei, le carte, le foto, in pratica una società di 90 gloriosi anni di vita, tutte fatte traslocare – senza rispetto! - dal “Renzo Tizian” ed ammassate in uno sgabuzzino umido del Comune di San Bonifacio. Noi trattati come i “profughi” in casa nostra dalla nostra stessa Amministrazione, costretti ad emigrare in altri impianti sportivi della vallata dell’Alpone – per giocare le gare casalinghe – ora ad Arcole, ora a Villabella, ora a Monteforte! Tranne che al “Renzo Tizian”, teatro di epiche battaglie e testimone di nobili gesta atletiche. Dobbiamo tornare al “Tizian”, ci sentiamo degli sfrattati”.

C’è la Pro Sambo a tenere alto il gonfalone del calcio del vostro territorio…“Sì, ma non è l’A.C. Sambonifacese, non lo potrà mai essere”.

Le manca, architetto, il gioco del calcio?
“In parte sì, ma non mi reco al “Bentegodi”. Vado a vedere le partite all’estero, vedi l’Hajduk di Spalato, la Dinamo di Zagabria, il Rjeka, ovvero la vecchia Fiume. Oppure, lo guardo alla tivù”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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