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21/11/18
LA BELLA SERATA AMARCORD DI PIANETA-CALCIO.IT

ANTONIO DAL MOLIN: “GLI AMICI RISPONDONO…”

Antonio Dal Molin: Qualche settimana fa (23 ottobre) scrissi attraverso il sito Pianeta-calcio, l’articolo “Cari amici vi scrivo…” dedicato ai ragazzi con i quali abbiamo iniziato assieme a scrivere su queste pagine, Riccardo Perandini, Luca Corradi, Stefano Pozza, Alessio Faccincani e Matteo Scolari. La cosa ha fatto loro piacere, ma devo dire anche ai nostri lettori; qualcuno si è congratulato con me via Whats App. Abbiamo quindi deciso di incontrarci, e l’occasione propizia è avvenuta in una pizzeria di San Giovanni Lupatoto, location ideale per accorciare le distanze stradali per tutti. A distanza di qualche giorno, ho raccolto le loro emozioni, i loro ricordi e quant’altro, di quella serata e dei loro esordi nel nostro meraviglioso Sito, punto di riferimento unico ed inimitabile per tutti gli appassionati del calcio dilettantistico veronese e non solo, per condividerle con voi lettori.

Luca Corradi: “Pianeta-Calcio io l'ho visto nascere. Era il 2005. Eravamo io, Andrea e Giuliano. Una stanzetta di via Chioda, alle Golosine, una piccola scrivania e un pc. Ore ed ore a inserire risultati e classifiche, impaginare brevi notizie, un panino al volo per pranzo. Simone, il figlio di Giuliano, boccoli biondi e “polpaccetti” già da futuro calciatore, gattonava sul pavimento a pochi metri da noi, che battevamo sulla tastiera. Poi è cresciuto. Anche il sito è cresciuto, diventando un punto di riferimento per chiunque nel settore del calcio dilettantistico locale. Ci siamo spostati a Dossobuono, con una redazione vera. Per diversi anni ci sono andato tutte le mattine, tutta la stagione, a scrivere, telefonare, intervistare. Un po' alla volta, da lì sono passati in tanti: ritrovarli tutti insieme la settimana scorsa, intorno a un tavolo fra birre e pizze, è stato bello. Dire che non è cambiato niente sarebbe mentire: sono trascorsi anni, siamo cambiati tutti. Deve essere così, d'altronde, no? La vita ti prova e ti trasforma. Abbiamo preso strade diverse, alcuni hanno proprio cambiato settore. Ma se la voglia di rivedersi è rimasta, allora vuol dire che qualcosa di buono lo abbiamo fatto. Abbiamo fatto squadra, per restare in tema di calcio. Antonio Dal Molin, che ha avuto la semplice (come tutte le migliori) ma brillante idea di questa “reunion”, mi ha chiesto di scrivere qualche riga sulla serata. Potrei parlarvi di rabbia, perché attorno a quel tavolo ho rivisto un potenziale enorme che, senza la Crisi e con una diversa politica italiana in ambito di finanziamenti a editoria e giornalismo, avrebbe potuto dare a Pianeta-Calcio e ai suoi lettori ancora di più. Trasformarlo in una specie di Gazzetta dello Sport dei dilettanti, magari. Potrei, ma non è questa la sede. Allora vi parlo di quello che mi resta: le persone, la squadra. Non con tutti si è sempre andati d'accordo e non con tutti ci si va ancora, pure questo è pacifico. Ma eravamo lì. A guardarci in faccia, chiacchierare di quello che eravamo, che siamo, che saremo. Ed è stato bello. In bocca al lupo a tutti, e buona vita!

Riccardo Perandini: “Storia di esordi e di nuovi inizi. Partenza comune, medesimo spirito, inclinazioni e strade diverse, talvolta contrastanti, altre, invece, complementari. Se cerco una sintesi e un senso alla serata trascorsa insieme e all'idea di ritrovarsi, li condenso nella riga precedente. Nella profonda diversità che ci contraddistingue, un denominatore comune ci tiene abbracciati: pianeta-calcio.it è stata una palestra. Abbiamo costruito insieme, con la collaborazione, ovviamente, anche di altri, una piattaforma che nel tempo ha saputo unire, interessare, generare spunti, talvolta critiche. Il mestiere di giorna

    a è un po' come scolpire: s'impara togliendo ciò che è di troppo. Dalle mille idee si sceglie quella funzionale, tra le parole si incatenano assieme quelle che più riteniamo degne di dare corpo al nostro pensiero. In questo terreno di prova e di continua discussione sono nati giorna
      i di professione, altri hanno mantenuto la rima passione-professione, come me, che insegno, ma non ho lasciato inoperosa, per così dire, la penna. Imparate le regole del gioco, abbiamo dato forma, ciascuno per sé, al proprio stile. Un concetto a me caro: l'intera vita, e così le professioni, sono questioni di stile. Stile che non ha certo a che fare con la moda. Piuttosto con il suo etimo latino, stilus, che indica lo stelo, una penna d'altri tempi, o piuttosto, più in generale, un oggetto appuntito che esplica il suo essere nel dare forma grazie, appunto, alla propria forma appuntita (non è forse questo il mestiere di giorna
        a? Dare forma, attraverso lo stile, alle idee e quindi al mondo che abita in quelle idee?) Ritrovarsi è stato, quindi, un nuovo incontrarsi, ognuno con la propria storia, spesso molto diversa, ed è un bene per tutti, rispetto agli inizi. Un incontro piacevole, gioviale, dove il tempo ci è scivolato addosso. Come una volta, come quando avevamo iniziato assieme. Se questo è stato il senso e lo spirito della serata, sarà naturale che la stessa avrà un seguito. Dove sarò ben lieto di partecipare”.

        Stefano Pozza: “Pianeta-calcio? Prima di tutto è una famiglia, poi una scuola di formazione e una fucina di talenti. Dalla Redazione di Dossobuono è passato il futuro del giornalismo veronese (Matteo Scolari con Pantheon e Alessio Faccincani con TeleArena, ne sono l’emblema). La cena è stata una bella occasione per ritrovarci e per constatare come, in pochi anni, ciascuno di noi abbia fatto passi da gigante nella propria professione. Giuliano, Andrea e Antonio, sono stati prima di tutto maestri di vita con la loro esperienza posta al nostro servizio; da loro abbiamo appreso valori fondamentali come l’impegno, la serietà, la trasparenza e l’onestà. La vita mi ha portato in altre direzioni: attualmente gestisco l’ufficio acquisti del gruppo Canevaworld, collaboro con Hellas e Verona News come giorna

          a e svolgo attività politica”.

          Alessio Faccincani: “Sono spesso riservato sulle cose che riguardano la mia sfera personale; Pianeta Calcio è stata per tanto tempo una di quelle. Non solo un sito ma un progetto giorna

            ico in cui ho creduto e mi sono riconosciuto per davvero. Ricordo tutto, ogni singolo articolo, ogni singola partita di quei primi tempi. Le cronache da Vigasio, Raldon, dal "Pelaloca" con lo storico passaggio del Cerea in serie D. Tante emozioni che hanno scandito l’inizio di un percorso che fortunatamente si è trasformato in una professione vera e propria. Probabilmente da Pianeta Calcio ho ricevuto molto di più rispetto a quello che ho dato. E non parlo di lavoro ma di amici, colleghi che occupano ancora la mia vita. Grazie a pianeta Calcio! Un sito ma non solo…”.

            Matteo Scolari: “Ci siamo ritrovati, tutti insieme, dopo tanto tempo. Forse troppo. È stato bello, emozionante. Da colpo al cuore. Entrati in pizzeria, ci hanno fatto accomodare su un grande tavolo rotondo, probabilmente l’unico di quella forma presente all’interno del locale. Sembrava fatto apposta per noi. Nessun lato lungo, lato corto, angolo o spigolo che potesse creare distanze, gerarchie, posizioni di privilegio tra di noi che - ve lo posso garantire - non ci sono mai state. Una grande famiglia quella di Pianeta-calcio.it in cui, tolti i cappellini istituzionali necessari dell’editore, Giuliano Paolini, e del direttore responsabile, Andrea Nocini, ognuno di noi ha avuto la possibilità di sentirsi parte importante, ingranaggio indispensabile e prezioso di una macchina fantastica: una macchina del futuro.

            Era il 2005 quando apparve per la prima volta questo logo rosso, a forma di sfera, con una scritta gialla orizzontale, posizionato su uno sfondo verde di un prato di calcio. Lo vidi appeso nello spogliatoio del Grezzana, squadra in cui al tempo giocavo. Mi incuriosì. Sui banchi dell’università me ne parlò l’amico e compagno di corso Luca Corradi: «Dai, giochi a calcio, perché non scrivi anche tu? È un bel progetto». Talmente bello e lungimirante che negli anni che seguirono l’invenzione di Paolini e Nocini riuscì a tracciare un solco profondo rispetto a tutti gli altri mezzi di comunicazione che al tempo si occupavano di calcio dilettantistico, e non solo. Uno dei primi siti internet in Italia dedicati ai dilettanti, e, ancor prima, uno dei primi siti internet in assoluto. Ecco perché possiamo parlare di macchina del futuro. Pianeta-calcio.it anticipatore dei tempi, pioniere di un modo di fare informazione e giornalismo, nell’ambito digitale, che oggi è normalità, quotidianità, ma tredici anni fa proprio no. Anche per questo l’avventura editoriale di questa grande testata veronese dovrebbe avere, e lo avrà, una pagina dedicata nel grande libro della storia della comunicazione sportiva italiana.

            Se oggi dirigo un giornale e una redazione di bravi e giovani collaboratori, lo devo anche all’esperienza svolta a fianco di Andrea e Giuliano. Il primo ha saputo trasferirmi una sensibilità giorna

              ica e umana, ormai rara da trovare. Il secondo mi ha fatto capire cosa significhi credere a un sogno, coltivare un progetto, mettendoci l’anima e senz’altro qualcosa di più. Ringrazio poi ogni collega e collaboratore che ho incontrato grazie a Pianeta-calcio.it. Ho già ricordato Luca Corradi, ma l’elenco è davvero lungo, allargando e comprendendo anche tecnici web, amici e sostenitori del sito. Pianeta-calcio.it scuola di formazione per tanti giovani, motore e amplificatore di storie di persone ancor prima che calciatori e sportivi. Un osservatorio privilegiato di una società articolata, complessa, che trova però nel calcio un minimo comune denominatore con il quale sentirsi tutti sullo stesso piano, tutti allo stesso livello. Come in un giovedì d’autunno, seduti attorno ad un tavolo rotondo”.

              Antonio Dal Molin: Che dire? Che vi dicevo? Ecco cosa scrivono i miei amici, parole che sgorgano dal cuore prima che dalla penna o dalla tastiera. Non posso non essere orgoglioso di loro, di aver formato con loro una squadra meravigliosa. “Una redazione così farebbe paura alla Gazzetta dello sport!” ha commentato il patron Giuliano Paolini… Ora la palla passa al nostro direttore, Andrea Nocini, che non ha certo bisogno di presentazioni…

              Andrea Nocini: “E’ stata una serata all’insegna dell’amarcord, quella che abbiamo vissuto alla pizzeria “Filù” di borgo Roma. E’ stato bello rivedere schegge della nostra redazione, che si sono trasformate in luccicanti lance della comunicazione attuale e futura: mi riferisco ai più giovani colleghi, passati a far lavoro di sentìna presso la nostra redazione, nata il 22 agosto 2005 – era un lunedì mattina, verso mezzogiorno – e brillante l'idea nata da un grande appassionato di calcio, qual è l’amico ed ex bomber di Hellas Verona, Cesenatico, Bassano, Pro Lissone e Pro Patria, l’editore Giuliano Paolini. Che ha fatto dell’umiltà la sua arma migliore sia in campo, sia nella vita che nel lavoro di tutti i giorni, speso quasi interamente nell’aggiornamento in tempo reale delle news circa il nostro amato circo, quello dilettantistico.
               
              Tutti a portare le proprie nuove esperienze, i colleghi usciti da pianeta-calcio.it, tutti a rinverdire i ricordi, teneri perché era di chi si approcciava per la prima volta al giornalismo sportivo, conseguendo qualche anno dopo il lasciapassare per diventare giorna

                a pubblicista. Ma, si è anche parlato dei problemi che attanagliano il nostro mondo, le smagrite retribuzioni riconosciute a una professione alla quale viene data la giusta importanza in Italia solo quando si vuole. Se “pianeta-calcio.it” è conosciuta da Bolzano a Palermo – e ve lo assicura uno come il sottoscritto che ha più volte toccato con mano la realtà anche di città e regioni più grandi della nostra -, se siamo arrivati a godere di certi numeri (più di cento milioni di pagine viste!) e a godere di una certa stima oltre che di un’ottima notorietà e, soprattutto, credibilità, è grazie anche a tutti quelli – non si vuole rischiare di dimenticare qualcuno! – che hanno contribuito con il proprio impegno, la propria passione a farci conoscere e rispettare non solo nel Veneto, ma in larga parte del Belpaese.
                 
                Perché oggi sempre di più questa professione deve essere animata dall’amore verso la notizia, porta nei tempi e nel modo più sensato, anche perché, non essendoci più trippa per gatti nel nostro campo, lo devi svolgere questo “mestiere” come seconda occupazione, ma sempre deve essere animato da una passione, che il più delle volte diventa “missio”, ma, mai “passio”, intendiamo in termine di patimento evangelico, di lacrime e sudore. Solo così puoi affrontare le tante delusioni di chi ha accettato di restare sul territorio a pianeta-calcio, cercando di essere la “sentinella” fedele e continua delle gesta dei nostri protagonisti della domenica e della settimana calcistica.
                 
                Il grande professionismo, infatti, lo devi ricercare nelle nostre grandi metropoli, ma, ciò che più conta, dopo 39 anni di iscrizione all’Ordine ho capito che una notizia – di qualunque importanza essa sia – deve essere servita con lo stesso amore, la stessa professionalità con cui un cameriere si accinge a servire il più grande e il più “scartato” degl’esseri umani. Perché il vero giornalismo lo si fa prima con i piedi – cioè girando per strada a raccogliere la prima vera fonte; per diventare poi noi addetti all’informazione i primari diffusori, propagatori della notizia – e poi con l’elaborazione con la testa fatta in redazione, e cioè a caldo. Quelli che si accingono per la prima volta a questa meravigliosa professione devono farlo con il cuore e non mirando subito a lauti ed oggi non più raggiungibili guadagni. A meno che uno non si schieri o accetti di lavorare sotto il bandierone: a noi sono sempre piaciute le sfide ed affrontare la vita a mani nude e senza portare armi nascoste, se non sono quelle dell’amore dedicate per tutta una vita a raccontare storie, a dare luce, volto e riflessi a persone, di cui altre testate nemmeno si sognerebbero di ospitare.
                 
                Continueremo a essere una sorta di diario di bordo, con tutti i nostri difetti e i nostri margini di miglioramento per tutto il tempo e lo spazio che ci verrà assegnato dalla vita. E, lasciatemelo dire, se tutti ci siamo ritrovati al primo schioccare di dita, è perché, forse, si è seminato bene in una redazione piccola di denari, ma grande di valori etici e di passione!

                interviste raccolte da Antonio Dal Molin per www.pianeta-calcio.it

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