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lunedì, 8 Marzo 2021

Il Chievo Women investe sul futuro. Parola a Gianluca Sgreva, Responsabile del Settore Giovanile

È un serbatoio da cui attingere per sfornare talenti pronti al salto in prima squadra. È un percorso che serve a formare il carattere delle ragazze più giovani. È un mezzo per creare amicizia, per fare gruppo e per fare innamorare le più giovani al calcio. È questa la descrizione del settore giovanile con, ovviamente, tutti i suoi pregi e difetti. Il Chievo Women, da questo punto di vista, è una delle società all’avanguardia, visto che già da moltissimi anni punta con forza su di esso, ritenendolo un qualcosa di fondamentale sia per il presente che per il futuro. Già i primi frutti sono stati colti nel corso degli anni, con tante giovanissime lanciate nel calcio che conta. Ma non ci si ferma qui, perché il bello deve ancora venire. Uno dei dirigenti che nel corso degli anni ha contribuito a far crescere questo progetto è Gianluca Sgreva, che occupa il ruolo di “Responsabile del settore giovanile“. Un compito importante, pieno di responsabilità, accettato dallo stesso con grande voglia e umiltà, con la consapevolezza della valenza che le giovanili hanno nell’ottica di una crescita esponenziale del movimento. Ciao Gianluca, intanto ti chiedo da quanti anni sei al Chievo Women e quale è il tuo ruolo nella società? “Salve, è già da tre anni che sono all’interno della società, occupando il ruolo di “Responsabile del settore giovanile”. Come nasce la tua passione per il settore giovanile? “Nasce soprattutto dalle emozioni e soddisfazioni che mi fa provare, visto che vedere le ragazze, le bambine approcciarsi a questo sport è una gioia immensa. Sapere di farne parte, vederle crescere e riuscire ad insegnare qualcosa, ovviamente calcisticamente parlando, mi riempie di orgoglio ed è una grandissima soddisfazione.

A livello societario come è stato impostato il lavoro? Quante e quali sono tutte le squadre giovanili? Il lavoro che ci siamo prefissati consiste nel formare delle calciatrici pronte per entrare in Prima Squadra. Le squadre giovanili sono sei: Primavera, Under 17, Under 15, Esordienti, Pulcine e Primi Calci. Questa annata particolare è stata condizionata dal COVID-19, che ha sconvolto la vita di tutti. Come è cambiato il lavoro, soprattutto in relazione ai diversi protocolli che nel corso della stagione si sono succeduti? “Purtroppo, il Covid-19 ha condizionato e sta condizionando molto. Ci siamo dovuti adattare a tutte le varie regole imposte dai vari organi, in quanto come settore giovanile dobbiamo confrontarci con realtà diverse, come la FIGC, la LND (Lega Nazionale Dilettanti) ed il SGS (Settore Giovanile Scolastico). Abbiamo cercato di dare una continuità alle ragazze e alle famiglie e, grazie anche all’importante ausilio degli allenamenti online, si è cercato di sviluppare il lavoro con degli esercizi che rispettano i vari protocolli”.

Tanti allenamenti sono stati svolti in modalità online, soprattutto per le giocatrici che vivono in Lombardia. Quali sono state tutte le difficoltà che avete riscontrato? Come cambiato l’approccio, soprattutto a livello umano con le ragazze? “La nostra difficoltà principale è stata quella di capire come far svolgere l’allenamento online e per questo devo fare i complimenti a tutto lo staff tecnico per l’impegno che ha profuso in maniera costante e continuativa. A livello umano è invece mancata la complicità che si crea negli spogliatoi e negli allenamenti, visto che si “perdono” le sfide che si creano in campo e vengono meno tutte quelle situazioni normali che ci sono in ogni gruppo che lavora assieme”. Il 28 febbraio riparte finalmente il campionato Primavera. Quali sono le tue sensazioni? “La prima è ovviamente di gioia… Finalmente si ritorna a giocare, con la speranza che questo possa essere solo l’inizio in vista di una ripresa generale. Abbiamo tutti tanto bisogno di tornare alla normalità, cercando di pensare solo al calcio e all’organizzazione delle partite e delle trasferte”.

Abbiamo visto che, fino ad ora, le giovanili hanno sfornato i primi talenti che fanno stabilmente parte della prima squadra, ovvero Myriam Magalini e Camilla Ronca. È un segno che la direzione intrapresa è quella giusta? “La direzione deve essere questa e loro sono solamente le ultime di tante altre ragazze che compongono la nostra Prima Squadra”. Quali sono secondo te gli altri prospetti che a breve potrebbero farsi notare? “Da responsabile del settore giovanile il mio compito è cercare di portare tutte le giocatrici ad avere possibilità di entrare in Prima Squadra, Fare dei nomi in questo momento non è giusto, anche perché dovrei fare l’elenco di tutte le nostre ragazze e anche di quelle che fanno parte delle società affiliate con noi. Però posso dire che ci sono prospetti interessanti da valutare nel momento giusto e non dobbiamo forzare la mano, ma dobbiamo dare loro il tempo che serve per essere pronte”.

Quali sono adesso, anche considerando questa difficile annata, le prospettive per il futuro? “Fare previsioni ora risulta difficile, anche perché tutto dipende dalla situazione sanitaria che si verrà a creare. Purtroppo, abbiamo già visto lo scorso anno che questo difficile momento porta le ragazze a staccarsi dallo sport. La mia speranza è di poter tornare prima della fine stagione a poter organizzare o partecipare ad eventi che possano riportare la passione per il calcio giocato. Approfitto anche di questo spazio per ringraziare le persone che collaborano con me affinché il nostro settore giovanile possa migliorare sempre di più. Si tratta di Loris Lubiato, nel ruolo responsabile dirigenti e Luca Araldi nel compito di responsabile organizzativo. Inoltre, un sincero grazie va anche a Luca Gatti, presidente dell’Accademia Bergamo (società affiliata a noi) per la sua grande professionalità e la sua disponibilità nel collaborare con il Chievo Women”.

Ufficio Stampa ChievoVerona Women F.M.
per www.pianeta-calcio.it

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