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martedì, 13 Aprile 2021

Ecco i pareri favorevoli e quelli contrari alla ripartenza del campionato di Eccellenza

Secondo le ultime notizie trapelate dalla Federazione, pare che l’unica categoria sicura di riprendere la propria marcia – interrotta dal Covid-19 lo scorso 26 ottobre 2020 – sia l’Eccellenza. Nel girone “A”, figurano 6 nostre società veronesi, ma, i loro esponenti non condividono tutti l’ipotesi più recente, quella che vorrebbe la ripresa dell’Eccellenza intorno alla prima decade del prossimo marzo. Ma, vediamo come hanno suonato la varie campane scaligere.
ZAFFANI CRISTIAN (Presidente Vigasio): “Un altro anno – quello che stiamo vivendo – buttato via!”. Questa la durissima riflessione di un Vigasio scontento di tutto quello che sta accadendo da quando è intervenuto sulla ribalta dei nostri dilettanti il Coronavirus. “Assisteremo ad un’altra stagione sfalsata e completata a metà: come quella dell’anno scorso. Un epilogo che già si conosceva e che la Figc può non sostenere di non aver immaginato, in quanto alla Federazione interessa assicurarsi i soldi delle iscrizioni delle società che concorrono ai vari campionati. Potevano far meno di chiederci l’iscrizione alla stagione 2020-21. Bene, per quelle che non ripartono dall’Eccellenza, basta che paghino i restanti 1700-1800 euro e rimangono in Eccellenza, altrimenti sono condannate alla retrocessione in Promozione. Senza contare il fatto che ora debbo rifare la “rosa” perché ho perduto 4-5 giocatori titolari, i quali non hanno resistito al richiamo di altre sirene del mercato della serie D. I tamponi? Ci danno un contributo – sembra che abbiano deliberato: l’importante è che decidano in fretta!”
LUCIO ALFUSO (Presidente PescantinaSettimo): “Non possiamo considerare il nostro club alla pari – a livello di tradizioni storiche, di densità di popolazione, altro – a certe società del Veneto, vedi Bassano del Grappa, Portogruaro, Vigasio e Villafranca. Noi è già tanto che riusciamo a mantenere la categoria, arrivati dopo 3 soli tentativi, e le tre categorie regionali (Giovanissimi, Allievi e Juniores). Le grandi società annoverano tra i propri tesserati giocatori che vivono di calcio, noi, invece, studenti e lavoratori, i quali devono stare molto attenti a non contrarre il virus per non perdere o gli esami o il lavoro. Poi, è impossibile – ora come ora – seguire per filo e per segno i protocolli sanitari richiesti dalla LND. Infine, da noi, nessuno si può permettere il lusso di allenarsi al pomeriggio”.
MIRKO CUCCHETTO (Diesse Belfiorese): “Si dovrebbe ripartire, ma non si sa quando e in che maniera perché si aspettano i ristori per i tamponi da sottoporre a giocatori e dirigenti. La formula della ripartenza, voglio dire, deve essere ancora disegnata, ma mi pare di avere capito che chi non vorrebbe ripartire resterebbe in Eccellenza, e verrebbe classificato in un altro girone. Fosse così, mi chiedo, che senso avrebbe spendere, investire soldi in una categoria? Sono particolari importanti, che meritano dei precisi chiarimenti, ma che sono molto legati al Torneo di Serie D! Noi, avevamo, prima del nuovo stop, fatto bene sia in campionato che in Coppa, stavamo vivendo un buon momento, non eravamo affatto distanti dalla vetta e avevamo già incontrato CastelbaldoMasi, Bassano del Grappa e Valgatara. A livello di mercato, abbiamo di recente ingaggiato Luca Lavagnoli, ex Virtus, e prim’ancora avevamo chiuso con l’ex Fermana ed ex Mantova, Fiumicetti”.
MARCO FERRARI (vice presidente F.C. Valgatara): “Siamo contentissimi che il campionato possa finalmente riprendere anche nella nostra categoria: noi abbiamo dato il nostro placet, la nostra adesione per la ripresa. Ovvio che le condizioni per riprendere sono un po’ pesanti per via dell’obbligo dei tamponi e del protocollo sanitario da seguire alla lettera: speriamo che la Figc ci venga incontro a livello di spese da sostenere. La squadra è, alla pari delle altre concorrenti, ferma da 4 mesi, quindi deve ora svolgere un minimo di preparazione, anche perché le dati ufficiali non sono state ancora diramate. Il nostro mercato invernale? Al momento noi siamo a posto in ogni reparto, anche se la società sta lavorando per accaparrarsi un paio di giovani da fuori Marano da accorpare al gruppo della Prima squadra di mister Jodi Ferrari”.
ALESSANDRO MATRULLO (Mister S.Martino-Speme): “Dal punto di vista del sociale, sono molto contento che si possa ripartire, tenendo presente che due solo le principali problematiche: quella della pandemia (pericolo alla nostra salute) e quella economica (le nostre società sono già al collasso). Il Covid-19 ha fatto un grave danno sulla salute di moltissimi dei nostri giovani, chiusi in casa senza il loro sfogo preferito, anche se i numeri che ha il calcio con l’impatto con la pandemia non sono così rilevanti. Nella nostra ripartenza, dovremmo ricevere maggiore assistenza da parte dello Stato perché gli stadi saranno vuoti ed è richiesta la massima osservanza dei protocolli sanitari. A livello di mercato, la società, il sottoscritto e il diesse Andrea De Fazio hanno operato un’ottima campagna, mirata a disputare un campionato di ripresa e di un immediato abbandono delle sabbie mobili della classifica, in cui ci siamo incagliati a causa delle note vicende vissute”.
VITTORINO ZAMPINI (Presidente A.C. Garda): “Sono contrario per 3 motivi: 1) non possiamo contare sulle stesse risorse dell’anno scorso, in quanto tutto sul lago di Garda, è fermo (vedi chiusura di tutte le attività turistico-alberghiere) a causa del Covid-19; 2) non possiamo più contare sulle entrate da sagre, Memorial, Lotterie, mercatini, e sempre per lo stesso motivo; 3) noi a Garda facciamo calcio per pura passione, fra amici, e con gli spalti chiusi, da dove possiamo trarre benefici? Non costituiamo una realtà di paese alla pari di altre già consacrate, sostenute da ditte avviate e rinomate, vedi Bassano del Grappa o San Donà, o Portogruaro. Una stagione, tra le spese di iscrizione, i tamponi, arredi sportivi, ticket medici, ci costa intorno ai 30 mila euro: e dove li andiamo a reperire ora? Io rispondo sempre di tasca mia e non ho un’azienda alle spalle. E, poi, completare un Torneo senza retrocessioni, che senso ha? E, pagare 12 mila euro per rifare, al massimo, una sola andata? Dovessimo riprendere, io farò ricorso fino all’Uefa: in Svizzera, Spagna, Germania e Portogallo, i campionati sono chiusi fino al prossimo settembre. Noi non siamo una società professionistica, ma dilettantistica, al servizio degli amanti del calcio del nostro paese: mica vogliamo andare in serie A o in B. L’anno scorso abbiamo giocato 22 gare senza ottenere un rimborso-spese, idem si sta profilando quest’anno”.
MAURO CANNOLETTA (Direttore generale Villafranca): “Sono favorevole alla ripartenza: sono 5 mesi che siamo fermi, occorre un mese minimo di preparazione, e si finirà con una sola andata a giugno. Trovo giusto non far retrocedere nessun club. Però, chiedo l’apertura delle liste di svincolo e non dei trasferimenti, così posso puntare in proiezione del prossimo anno sui miei giovani del 2002 e del 2003 e chi non vuole restare io gli concedo lo svincolo fino al 31 marzo, ultimo giorno di mercato, in modo che possa trovare prima di quella data un’altra collocazione. Per me, non si giocherà invece più dalla Promozione in giù e bisogna ripartire dalla prossima stagione con gli stessi organici fino ad ora stilati, al fine di salvaguardare la campagna-acquisti operata dalle società. L’Eccellenza è stampella della serie D, ma avremmo voluto, proprio per questo nostro compito, subire lo stesso trattamento della categoria che ci sovrasta (vedi sconto tamponi, agevolazioni varie, ecc…). Io sono per giocare sempre: i nostri ragazzi, anche le piccole leve, non hanno mai smesso di allenarsi, mentre da altre parti si corre il pericolo che dopo 6 mesi di stop qualcuno abbandoni il calcio, disamorato”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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