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domenica, 29 Novembre 2020

Faccia a faccia con il mister del Valgatara Jodi Ferrari

Mister Jodi Ferrari è un punto fermo del Valgatara degli ultimi anni. Con il presidente Silvano Caliari sta portando avanti il suo credo calcistico con attenzione e lucidità nel piccolo paesino della Valpolicella che da qualche anno milita con onore nel campionato di Eccellenza. Abbiamo posto a lui alcune domande. Mister, quali sono secondo lei le doti e i valori che deve avere un buon allenatore? “Al primo posto metto la credibilità su quello che quello che dici alla squadra e sui carichi di lavoro che vuoi proporre in campo. Questa è una cosa importante perchè ti rivolgi a giocatori non più ragazzi e anche a persone adulte. Bisogna avere la giusta personalità per dare le giuste dritte alla tua squadra con chiarezza e professionalità. Sul campo devi mettere tutto te stesso e esporre al meglio quello in cui credi”.

Qual è il giocatore che hai allenato che ti ha dato di più da quando sei alla guida del Valgatara? “Sicuramente Dario Biasi che oggi guida il reparto difensivo dell’Ambrosiana nel campionato di serie D. Non perché abbia giocato in serie A, ma per le sue spiccate caratteristiche di giocatore professionale e di persona molto seria e rispettosa. Ne sa tanto di calcio ed io lo ammiro davvero molto. Impeccabile il modo che si è approcciato con me quando sono arrivato qui a Valgatara. E’ un ragazzo umile e generoso, ha sempre fatto quello che gli chiedevo già al mio primo anno di Eccellenza e nello stesso tempo mi ha dato utili consigli, è un giocatore che ogni mister vorrebbe avere nella rosa a sua disposizione”.

Quale è la sua idea di calcio mister? “Amo molto proporre un calcio con buone geometrie e prediligo la palla a terra, voglio giocatori duttili che vadano in campo per giocare senza risparmiarsi e con tanta intensità, cercando logicamente di sbagliare il meno possibile. Non voglio aspettare le mosse degli avversari ma cerco sempre di imporre il nostro gioco. Cerco di dare ai miei ragazzi gli input giusti per trovare le giuste soluzioni sul campo partita dopo partita. Ho ragazzi intelligenti che hanno personalità e buone caratteristiche da mettere in campo. Il calcio è vario e pieno di insidie, non solo in Eccellenza ma in tutti i campionati dilettantistici. Devi leggere bene la partita e saper cambiare, se bisogno, le tue soluzioni in corsa. Il mio calcio è votato all’attacco e con tanto possesso palla. Bisogna fare la partita, non subirla. Bisogna inoltre avere uno spogliatoio forte e coeso, fatto di amici fuori e dentro il campo. Rispetto ed umiltà cercando sempre di divertirsi e soprattutto di vincere”.

Quali sono i mister che ti piacciono di più tra i professionisti? “Amo molto l’idea di fare calcio di Roberto De Zerbi, l’attuale mister del Sassuolo in serie A. propone un calcio offensivo che sfrutta gli spazi a sua disposizione con giocatori duttili alle sue idee. Bravissimo anche Pep Guardiola, un mister che pratica un ottimo calcio ben assortito, perfetto nei meccanismi e nelle varie fasi di gioco”. Come vivi l’emergenza Covid-19? “Il virus è una bella gatta da pelare ed è difficile da sconfiggere. E’ una situazione brutta da vivere per tutti noi. Sta mettendo in crisi il nostro paese, dall’economia fino ad arrivare al calcio, dinamiche che sto vivendo in prima persona. Non trovo comunque giusto aver sospeso il calcio ed i nostri campionati. E’ per tutti una bella valvola di sfogo per dimenticare ogni tanto i problemi della vita lavorativa. Si stava andando avanti a fatica, rispettando i protocolli, ma si stava andando avanti!”

Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it

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