Giacomo Rossi, il “Júlio César ” sanmartinese

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Non è solo uno dei milioni dei signor Rossi viventi in Italia, Giacomo, classe 1995 e 191 centimetri di altezza: è soprattutto la “saracinesca” del San Martino-Speme di mister Pippo Damini, colui che più di ogni altro mister – oltre al preparatore Corrado Alban – crede nelle sue grandi qualità. “Ero uno dei tanti ragazzini che aveva iniziato a giocare fuori, e che un giorno, dopo averlo chiesto al mister ed ottenuto, ero finito a difendere i pali. E, da quella volta, non ho più abbandonato i guanti!” Giacomo, studente in Bio Informatica presso l’Ateneo scaligero, sta vivendo il suo 6° anno consecutivo in riva al Fibbio: “Sono cresciuto nella società del mio paese, l’A.C. Zevio, poi, sono passato alle giovanili dell’Hellas Verona (dagli Esordienti fino agli Allievi), l’A.C. Sambonifacese e il debutto in Eccellenza con la casacca degli “aquilotti biancoblu” del Team S.Lucia Golosine: “Da bambino ho cominciato a tifare Inter e il mio idolo era Júlio César. Poi, sono passato al San Martino-Speme di mister Fabrizio Sona, con il quale abbiamo fatto il balzo in Eccellenza. Da allora, sono sempre rimasto con i bianco azzurro neri”.

Che tipo di portiere sei? “Non sono uno che continua a chiamare i compagni della difesa, ma cerco di dare il mio contributo, proponendo qualche dritta alla retroguardia. I piedi? Abbastanza educati, nel senso che riesco a fare il mio. Il sinistro, all’occorrenza. Para rigori? Ne ho neutralizzati parecchi, spesso intuisco l’angolo giusto. Rigorista? No, il penalty è meglio che lo calci Francesco Tomè, Pietro Filippini, oppure mister Damini, importante che la palla rotoli in fondo al sacco. Fatto gol? Adesso che mi fa pensare, ecco, una volta al torneo notturno, in borgo Venezia, al “F.lli Giacomi”, sono salito negli ultimi minuti per incornare di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo: la palla l’ho indirizzata sul palo pieno; non sarebbe cambiato niente a livello di verdetto, ma la soddisfazione di di aver segnato sarebbe stata tanta roba! I baffetti? Ho poca voglia di tagliarli, eppoi, piacciono ai miei compagni di squadra, così li tengo”.

Quali sono i tuoi margini di miglioramento? “Mister Damini ed Alban insistono nel dirmi che il salto di qualità consiste in un fatto mentale, cioè mantenere la concentrazione per 90 e più minuti e tirare fuori il carattere”. Dove può arrivare questo San Martino? “Diciamo che abbiamo le carte in regola per fare un campionato di soddisfazioni. No, la pole appartiene a CastelbaldoMasi, Montecchio, Pozzonovo ed Arcella: abbiamo una buona squadra, possiamo fare bene, sicuramente meglio dell’anno scorso. Importante è restare molto umili e mantenere un profilo basso”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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