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martedì, 7 Luglio 2020
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    Jodi Ferrari (Valgatara), il mister partito dall’alto

    Conosciamo meglio i nostri mister dilettantistici veronesi. La loro passione per il calcio è a 360 gradi. La domenica pomeriggio, durante la partita, vanno su è giù nervosamente davanti alla loro panchina incitando i propri giocatori, e a volte perdono pure la voce. Abbiamo sentito Jodi Ferrari, mister che fa dell’intensità e del metodo di allenamento il suo credo calcistico. Stava facendo bene alla guida del Valgatara dove occupa l’ottavo posto in classifica con 31 punti, assieme ai padovani dell’Arcella, nel girone A del campionato di Eccellenza. Mister quanto le ha cambiato la vita, sia come uomo che come allenatore, l’arrivo del Covid-19? “Sicuramente il CoronaVirus ha cambiato il modo di vivere di tutti. La vita, specialmente in questi ultimi due mesi, non è più quella di prima. Usciamo con guanti e mascherina, cosa inusuale e mai capitata prima. Dobbiamo però farci forza e guardare avanti con un pizzico di ottimismo. Lo so, non è facile, ma abbiamo poche soluzioni. In assenza del vaccino, siamo chiamati a convivere con il virus. sono convinto che tra un po’ tornerà tutto come prima è il peggio sarà passato. Dobbiamo vivere con maggiore attenzione per la nostra igiene rispettando noi stessi e gli altri”.

    Quale è stata la stagione da allenatore che ricorda con maggiore soddisfazione? “Senza dubbio la mia prima stagione al Valgatara dove abbiamo raggiunto una meritata salvezza. Era il mio primo vero e proprio incarico da allenatore in prima squadra. Una scommessa per me e per la società. I ragazzi mi hanno seguito e con la fiducia della società abbiamo giocato un ottimo campionato sulle ali dell’entusiasmo. Io ero per certi versi un novellino e vedere la costanza, l’impegno e la dedizione messe in campo da un ex professionista come Dario Biasi mi ha fatto crescere ed imparare molto. Un plauso alla società che ha saputo superare alcuni momenti difficili. Società formata da un gruppo di dirigenti al top, nessuno escluso, senza dimenticare il grande lavoro di tutti coloro che prestano il loro servizio con passione e competenza per la causa del Valgatara”.

    Come si carica prima di andare in campo? Fa dei riti scaramantici? Ascolta musica che le piace? “Prima della partita di campionato della domenica ascolto della musica e ripasso nella mente la tattica che i ragazzi devono mettere in atto sul campo. Il nostro è un lavoro di equipe, un gioco di squadra dove tutti sono chiamati a dare il proprio contributo per un bene comune, quello di vincere”. Ripensando alla sua carriera da giocatore, quale è stato l’allenatore che le ha dato di più? “Ho avuto tanti mister che prima di essere allenatori erano uomini. Non voglio però fare nomi per non fare torto a nessuno. Ma ognuno di loro mi ha insegnato tantissimo facendomi capire che un giorno avrei potuto anche io provare a fare il mister. Sicuramente ho preso degli spunti da ognuno di loro!”

    Con tutta probabilità il campionato di quest’anno tra breve potrebbe essere ufficialmente sospeso definitivamente. Se deve tracciare un bilancio del suo lavoro da allenatore e della sua squadra, che cosa dice? “Direi che è un annata per me e per i ragazzi super positiva! Ad ottobre abbiamo perso Marco Marchesini, poi rientrato, e Leonardo Aldrighetti, che è un signor giocatore ed un attaccante di peso. Poco più tardi si è fermato anche il centrocampista Andrea Marconi. Insomma, davvero tanta roba!Ma nonostante queste difficoltà la squadra è rimasta coesa e determinata verso il raggiungimento della metà finale. Dopo un periodo non bello, anche causa le diverse assenze, ci siamo ripresi e prima dell’ interruzione del campionato stavamo facendo un positivo girone di ritorno. Peccato davvero per come è andata, potevamo ancora toglierci delle belle soddisfazioni”.

    Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it

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