Il ChievoVerona tiene a precisare sul caso Balotelli

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    In riferimento a quanto scritto da Alessandro Catapano sull’edizione di ieri de La Gazzetta dello Sport (pagina 2: “Balotelli a Verona, i fischi, gli ululati, la rabbia di Mario, il disprezzo degli altri: un film già visto, era già successo dieci anni fa. Il 6 dicembre 2009, nello stesso stadio, avversario il Chievo, lui vestiva la maglia dell’Inter. Beccato per tutta la partita, sbottò al triplice fischio «Ogni volta che vengo qui a Verona – disse a caldo – mi rendo conto che questo pubblico mi fa sempre più schifo»), l’A.C. ChievoVerona precisa che: “nell’occasione riportata da Catapano, sarebbe più corretto e onesto ricordare che durante quella partita ci furono solo fischi, come avviene per ogni avversario, in ogni stadio del mondo. Non ci furono ululati da parte di nessuno. Come non ci fu disprezzo verso nessuno: né verso il calciatore, né verso l’uomo Mario Balotelli. Come dichiarò, peraltro, nel dopo gara anche Josè Mourinho, allenatore dell’Inter: «Il Chievo è una bella società, in città, c’è un ambiente con molto fair play. Le parolacce possono esserci per Balotelli, come ce ne sono state per me. Ma il pubblico di Verona non è diverso da quello di altri stadi. Il pubblico è uguale un po’ in tutti gli stadi. Forse però Mario andrebbe rispettato sul campo un po’ di più».

    Furono chiari a tutti, invece, durante quella partita i buu razzisti (non certo da parte del pubblico veronese) rivolti verso il giocatore del ChievoVerona Luciano. Com’è chiaro a tutti, inoltre, che la tifoseria del ChievoVerona è da sempre riconosciuta come la più sportiva e corretta d’Italia (18 Trofei Fair Play “Gaetano Scirea” vinti come tifoseria della Serie A TIM più corretta d’Italia, l’ultimo ricevuto anche al termine della scorsa stagione). Un orgoglio per tutto il nostro Club, che fa dei principi etici e dei valori di fair play due pilastri fondamentali e insostituibili da sempre. Trattandosi di tematiche delicate, che meritano la massima attenzione da parte di tutti, restiamo sorpresi da cotanta leggerezza e superficialità mostrata da Catapano nel riportare nell’articolo odierno de La Gazzetta dello Sport un episodio che con il razzismo, la città di Verona e la tifoseria del ChievoVerona non c’entrano assolutamente niente.

    Daniele Partelli, Ufficio Stampa A.C. ChievoVerona

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