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giovedì, 4 Giugno 2020
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    Il football sta andando a… rotoli? Allora noi prendiamo a calci il Coronavirus!

    Lanciata dai calciatori professionisti – Dybala, Isco, Sergio Ramos, Totti, Trezeguet, altri – il palleggiare dentro le pareti domestiche con i rotoli di carta igienica è diventata oramai una moda virale, che non poteva non far presa anche sui nostri giocatori dilettanti. Anche il cittì della Nazionale degli azzurri, Roberto Mancini, ha sorriso quando, domenica sera scorsa, ospite della trasmissione “Che tempo che fa”, al conduttore Fabio Fazio gli ha domandato se è a conoscenza di alcuni suoi azzurri che praticano questo originale passatempo. Il Coronovavirus ci costringe a rimanere in casa, ci limita gli abbracci, ci impone il distanziamento sociale, ci soffoca con i suoi restringimenti, con le sue misure restrittive, mettendo la psiche di molti, forse i più, a dura prova? Allora – sembrano rispondere i nostri atleti – ci divertiamo a prendere quell’orribile nemico che semina morti in tutto il pianeta e terrore in tutti noi, rischiando – se non lo ha già condannato al “game over” – di anticipare la chiusura di tutti i campionati, ebbene, in buona sostanza, non ci resta che prendere a calci rotoli e rotoli di carta igienica con continui palleggi, per poi tentare di fare centro nei rudimentali canestri che uno inventa a proprio piacimento.

    L’Avesa HSM non ha eguali in questa sorta di passatempo-divertimento: sentite cosa ci racconta il difensore rosso-blu Davide Cacciatori: “Lo facciamo per ridere, per far trascorrere quel po’ di tempo che in queste settimane sembra non trascorrere mai così lentamente. Siamo una dozzina della Prima squadra dell’Avesa che ci divertiamo a palleggiare: io, con i piedi che mi ritrovo, non faccio una gran bella figura, sono i più attrezzati tecnicamente che fanno un figurone. Mi riferisco a Marco Bucci, il quale fa centro al primo colpo, ma si sa, lui ha i piedi di velluto. Ma, c’è chi lo imita, chi gli va molto vicino in questa specialità: è Davide Cerpelloni, il nostro giovane (2000) centrocampista. Ogni tanto nel nostro gruppo compare la video clip che immortala D’Aleo che gioca in casa col figlio Giovannino: uno spasso vederli!Un sacchetto della spesa, un canestro, un secchio, una bacinella, ecco i nostri canestri. C’è chi tenta di fare centro da 7-8, anche 10 metri, lungo il corridoio. Alla fine di questa penosa vicenda che stiamo vivendo, faremo un collage di tutti i nostri video, così quando li rivedremo ci ricorderemo quanto stavamo bene prima che scoppiasse la pandemia, e quanto potremo tornare a gustare ancora di più la vita, una volta terminata questa odissea”.

    Il rinvio dei campionati europei al 2021 lascia qualche speranza per la ripresa dei nostri Tornei, secondo Cacciatori: “Io mi sto esercitando con la ciclette e a furia di flessioni: dopo tanto stop, credo sia difficile per tutti ritrovare la propria performance. Con l’arrivo della bella stagione, si potrebbero giocare gare anche al mercoledì sera e fino alla soglia dell’estate, ma, la trovo un’ipotesi davvero remota”.

    Per Christian De Martiis (1995), che aveva lasciato i guantoni dell’U.S. Albaronco per vivere un’esperienza lavorativa nel Lazio, la sosta forzata gli ha fatto riscoprire un ruolo inedito, opposto a quello suo caro di “guardiano dei pali”. Ci invia, tramite whatsapp, 3-4 mini video, e davvero la tecnica non gli manca; anche la mira da una certa distanza: “Palleggio con rotoli di carta igienica e tentativo di fare canestro, mirando a un secchio che ho posto in un punto del giardino condominiale; ma, il mio traguardo è quello di scagliare due rotoli di fila dentro il secchio che hai visto. Uno solo, beh, sono capaci un po’ tutti. Mi sa che quando si riprenderà – mi riferisco alla prossima stagione – mi candido anche a un ruolo di punta (sorride)”. Per Christian la fine dei campionati boccia tutte le squadre che in 22 gare si sono espresse con un certo impegno, oltre che con un certo valore e merito, visto che il campo non regala niente a nessuno: “Io propongo di fare a eliminazione diretta un mini Torneo tra le prime e le ultime 6 di ogni girone, con partite di andata e ritorno. Anche a porte chiuse. Solo in tal modo si riesce a non vedere buttato alle ortiche un anno intero di sacrifici degli atleti e di soldi investiti dalle società”.

    Chi palleggia lungamente e con un certo stile è il bomber della Montebaldina Consolini, Mohammed Rkaiba: “Ho fatto girare la stessa clip ai miei compagni di squadra ed alcuni amici. I giocatori professionisti hanno lanciato questa moda per invogliare tutti gli sportivi del mondo che adorano il calcio alla mia stessa maniera a restare a casa, a non muoversi, per non diffondere il contagio”. Il “leone mahgrebino” spera che si possa tornare in campo il prima possibile: “Non troverei giusto assegnare a tavolino i verdetti: ora che hanno deciso di rinviare gli Europei, forse rimane uno spiraglio per noi, per recuperare le 8 gare che ancora mancano alla conclusione ufficiale dei campionati, magari confidando di giocare nel periodo di fine maggio-primi di luglio”. Già, ce ne sarebbero molti altri di nostri giocatori che quotidianamente si esercitano in questa originale specialità: ma, alla pari delle mode, è sicuramente destinata a sparire e a rimanere soltanto un bel ricordo. Come destinata a scomparire – ci auguriamo il prima possibile! – è quest’epidemia, che sta seminando indiscriminatamente morte – specie tra i più vulnerabili – e panico in tutto il pianeta.

    Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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