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lunedì, 1 Giugno 2020
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    Germano Pistori (Croz Zai) dice Cadidavid!

    Uomo dall’immenso bagaglio di calcio, l’attuale diesse dell’U.S. Croz Zai, Germano Pistori, al suo 3° anno consecutivo al servizio dei giallo e blu del presidente Giampaolo Gaspari: da giocatore si è laureato campione d’Italia con la Primavera del Verona (stagione 1966-67), per poi giocare, da professionista, ruolo mediano, 8 stagioni in serie D (Portogruaro, Baracca Lugo Ravenna – figura nel film “Il Borgo Rosso football Club” con Alberto Sordi e l’asso argentino di Juve e Napoli Omar Sivori – , Arco di Trento, Suzzara di Mantova, Nardò di Lecce e Rovigo). Poi, la lunga carriera di mister, iniziata, contemporaneamente al ruolo di calciatore, nell’A.C. San Zeno Vr (“fu il mitico “Molena”, alias Arrigo Ligabò, a consigliarmi di conseguire il patentino di mister”), quindi, il Caldiero (2^ categoria), 8 anni alla guida delle giovanili del Verona, 3 a Pescantina (tra giovanili e Promozione), la Berretti del Chievo, la panchina in serie D delle Officine Bra San Martino, il titolo di campione d’Italia della Rappresentativa Regionale Under 19 insieme a un altro ex del Nardò, Giuliano Gilioli, il Sanguinetto (balzo dalla 2^ alla 1^ categoria), la Primavera ’99 e conquista, nel ruolo di diesse, della 1^ edizione della Coppa Verona (mister era il prof. Italo Costantini).

    Insomma, un curriculum vitae di tutto rispetto, che in pochi possono vantare nel nostro calcio dilettantistico quello del dirigente crozzino, classe 1948. Al quale abbiamo chiesto, dall’alto della sua notevole esperienza, di farci il punto sul girone “A” della Prima categoria veronese. “E’ un Torneo abbastanza equilibrato perché in pochi punti trovi diverse squadre. Per quanto riguarda la corsa al titolo, se la giocheranno l’A.C. Cadidavid, l’Alba Borgo Roma e il Lugagnano, con l’Olimpica Dossobuono che può ambire a un gradino del podio. Però, se devo proprio sbilanciarmi, dico Cadidavid, il quale a dicembre ha rinforzato un mosaico già forte di pedine, quali Davide Falavigna e Nicola Avesani, che sono di altre categorie. Il mister – Fabrizio Sona – è la migliore garanzia per il raggiungimento del traguardo prefisso dai bianco-blu cadidavidesi, considerati i numerosi campionati vinti dal coach”.

    Per la Croz Zai dell’appassionato quanto esperto trainer Doriano “Ghepardo” Pigatto, invece, la mèta è la conquista della permanenza della categoria: “Eravamo partiti col piede sull’acceleratore, poi, il rallentamento dovuto agli infortuni occorsi a Luigi Pelanda, a Davide Adamo, a Nicolò Donatiello e a Francesco Paiusco. Ora veleggiamo nella medio-bassa classifica, per cui è la salvezza il primario obiettivo a otto tappe al traguardo”. Perché, mister, dice A.C. Cadidavid? “Perché è la più concreta, la più cinica, perché ha uomini-squadra che ti possono da un momento all’altro risolverti la partita. Il Lugagnano sciorina un bel calcio ed è il giusto mix in seguito alla fusione avvenuta con il Real. L’Alba ha giocatori di grande esperienza, quali Ravelli e Jovic, anche se i giallo-rossi del presidente Fabio Venturi ultimamente hanno perduto qualche colpo. Comunque, i rionali di mister Devis Padovani sono ancora in tempo per dire la loro. L’Olimpica Dossobuono gode di una potenzialità enorme di giocatori, però, contro di noi non l’ho vista esprimere un calcio come le altre che attualmente la sovrastano in graduatoria. Buon campionato anche quello del Pedemonte, gruppo che gioca assieme da qualche stagione”.

    Quali sono i calibri ammirati nel girone “A” di Prima? “Ravelli, Avesani, Falavigna, Rkaiba della Montebaldina, Vantini del Lugagnano, Lavarini del San Peretto di mister Franco Tommasi (quando io guidavo gli Allievi dell’Hellas Verona, lui militava nella Primavera giallo e blu)”. E, del Malcesine, matricola e club più a Nord del vostro raggruppamento, cosa dice? “Sono rimasto impressionato dall’impianto meraviglioso che hanno gli alto-gardesani, imbottiti di giocatori da Garda in su, e di atleti del basso Trentino. Buona la punta di diamante Andrea Luciano, uno che castiga facilmente in area”. Il suo ex San Zeno Vr? “Era partito a rilento perché privo di una prima linea prolifica; poi, grazie al rientro di Matteo Lui e all’arrivo a dicembre di Matteo Lucenti ha trovato la quadra”.

    Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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