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venerdì, 28 Gennaio 2022

Mister Luca Righetti giudica il girone di andata del girone “A” di Prima categoria

Il tecnico del Peschiera mette in guardia Pastrengo e Malcesine nella lotta al titolo

Da 3 anni guida il Peschiera che da due milita in Prima categoria: mister Luca Righetti, classe 1967, ha ereditato la passione per il calcio – è stato nelle giovanili dell’Hellas Verona – dal padre, il compianto Giulio ed ora, da politico impegnato nell’Amministrazione Comunale del suo paese rivierasco, punta alla salvezza subito degli arilicensi e a preparare la squadra del futuro, cercando di valorizzare i tanti giovani che ha nel gruppo (Oscar Fenner (2000), Lorenzo Cerpelloni (2002), Edoardo Costa (2001, portiere), Alessio Gallina, Matteo Brunetti, l’ex Gabetti Valeggio Simone Fornari e il classe 2002 Davide Simonetti, che purtroppo è fermo da novembre per un infortunio muscolare. Che Prima categoria stai affrontando quest’anno, Luca? “E’ un Torneo più difficile rispetto agli altri anni perché la qualità media si è livellata notevolmente, per via anche della minor presenza di numero di concorrenti e di squadre-materasso”. Chi pratica il miglior gioco nel vostro girone? “Ho visto molto bene il San Peretto: contro di noi ha sviluppato una buona idea di gioco (2 a 2 il risultato finale al “Manuel Cerini”), è una squadra forte dotata di giocatori di categoria che non lasciano nulla al caso, una compagine quadrata”.

Chi la spunterà alla fine? “Sono indeciso tra il Pastrengo e il Malcesine: la prima gode di grosse individualità e, se continuerà la marcia intrapresa fino a dicembre, beh; non ce ne sarà proprio per nessuno! Anche il Malcesine sa giocare a calcio, è ben organizzato, ma a fronte dei tanti gol realizzati ne subisce parecchi. Però, non trascurerei nemmeno il Pedemonte, che è alla pari del Malcesine ad un solo punto dalla vetta, è un’ottima squadra, e ha in Ambra, Cristanelli, Perpolli, Rainero, Pimazzoni e Carlassara le sue vere “colonne” portanti”. Qual è il giocatore che ti ha maggiormente colpito in questo girone di andata? “Carlo Aldrighetti, del San Peretto, è un gran giocatore che si fa sentire in mezzo al campo. Dire Gianmarco Ravelli (attaccante del Pastrengo passato all’Atletico Cerea) sarebbe stato scontato e troppo facile, ma, adesso che mi fai pensare, aggiungo anche Ferdinando Grimaldi, l’attaccante classe 1999 del Valpolicella. E’ una prima punta dotata di buon fisico, bravo a tenere palla e fa reparto da solo”.

Chi è in ritardo sulla tabella dei pronostici? “La Montebaldina di mister Matteo Menegotti: è una squadra che ha un attacco esplosivo, ha avuto qualche problema, all’inizio, per carburare, ma nelle ultime 4 giornate del girone di andata ha inanellato 4 vittorie consecutive segnando ben 13 reti, più di tre di media per ogni partita. Al Peschiera mancano 4 punti per i due pareggi che non meritavamo di ottenere in gare che dovevamo invece vincere. Speriamo di riprenderli, con gli interessi, nel girone di ritorno!” Di quale giovane arilicense sentiremo parlare nelle restanti 13 tappe di campionato? “Spero del nostro difensore Lorenzo Cerpelloni, un classe 2002 giunto dal Villafranca, dell’avanti del 2001 Simone Fornari, della punta 2001 Matteo Brunetti, del difensore del 2000 Oscar Fenner. Costui gioca con noi da due stagioni, prima era all’Albarè Consolini, ed è già quasi un “veterano” della categoria in cui oggi militiamo”.

Il miglior mister del vostro girone A? “Uno dei migliori della categoria è il mio coetaneo Roberto Pienazza del Parona: da giovani, lui militava nel Chievo, io nel Verona, ma, lasciando da parte la preistoria, fa sempre un ottimo lavoro e noi abbiamo faticato a batterlo”. Che calcio uscirà da questa terza ondata del Covid-19? “Non sono molto convinto che si ripartirà il 30 gennaio: le recenti norme contemplate nel protocollo sanitario sostengono che, dalla data in cui un giocatore affetto da Covid-19 può tornare in campo, deve passare almeno un mese da quando il tampone effettuato su di lui risulti negativo. Non siamo professionisti, con una “rosa” di una trentina di giocatori, ma con poco più della metà rispetto alle categorie superiori: questo, per dire che, se ce ne mancano 5 colpiti dal Covid-19, andranno in campo formazioni incomplete e ridotte all’osso”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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