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giovedì, 21 Gennaio 2021

Mister Rutzittu (Montecchio S.Pietro) scommette sul Bevilacqua

E’ stato un calciatore professionistico dagli ottimi trascorsi: parliamo di Pier Giovanni Rutzittu, classe 1976 (1° febbraio), oggi allenatore – esattamente da 3 stagioni – della matricola vicentina nero-verde, il Montecchio San Pietro, seconda realtà pedatoria dei monscledensi, dopo quella che milita in Eccellenza e “feudo” del “patron” Romano Aleardi. “Sono originario della Gallura, più precisamente sono nato a Ozieri, in provincia di Sassari. Sono cresciuto nell’Olbia, club di C2, nel quale ho esordito (sognando di diventare un Ancelotti o un Rijkard) – lanciato da mister Franco Colomba – come centrocampista a 16 anni, non prima di aver militato in Eccellenza nella società satellite del Tavolara. Poi, il grande balzo in serie A, nel Genoa di mister Salvemini, senza mai conoscere il debutto, ma continuando a formarmi nella Primavera dei “grifoni”, per poi finalmente far parte dei liguri in serie B”. Memorabile il gol di Rutzittu in un derby della lanterna di Coppa Italia, che valse l’accesso ai quarti di finale: “All’andata si era concluso sul 2 a 2, al ritorno vittoria del Genoa e gol della sicurezza, del 2 a 0 firmato dal sottoscritto. Questo il mio gol più importante tra i professionisti. Il più bello, invece, l’ho realizzato con la maglia della Fermana, contro il Cesena – in serie B -: in corsa ho scagliato un siluro da circa una trentina di metri. Con il destro, perché il sinistro l’ho usato poco”.

Il “cinghialotto sardo”- così lo battezzò una volta il presidente genoano Spinelli per sottolineare l’atleta in continua corsa, la sua inclinazione al movimento – non aveva paura degli avversari: “Ero un centrocampista incontrista, non alla Zola, molto più tecnico il Gian Franco azzurro, ma che quando si presentava l’occasione tentava il lancio lungo, verticale ad indirizzo dei compagni di squadra, pur rischiando che un’intercettazione degli avversari, mi mettesse K.O. Non avevo paura di fare lanci, né di sbagliare”. Dopo Fermo, è il Lecce de “Il Principe” Beppe Giannini, Lorieri, Sesar, Margiotta, Marco Zamboni, di mister Neddo Sonetti ad avvalersi della spinta di Rutzittu: “A Genoa, ero cresciuto con i vari Mario Bortolazzi, Gennaro Ruotolo, Torrente, Montella, Nicola, con mister Perotti. Nel Monza – sempre serie B – sono stato guidato dall’ex Milan mister Dustin Antonelli”.

Insomma, 83 gettoni di serie B, caratterizzati da 7 reti. Poi, la serie C, a Cremona (serie C2), Juve Stabia ed Arezzo, in serie C1: “Quindi, il Montecchio Maggiore, terra di mia moglie, con la quale oggi collaboro nella gestione di due centri estetici. Ho conosciuto la mia comparsa nel 1996, durante un Torneo estivo disputato nel Veneto, quando io ancora ero tesserato genoano”. Ancora un po’ di D in Sardegna, nell’Arzachena, due stagioni di Eccellenza nell’Arzignano, il Valdagno, l’U.S. Provese con mister Gian Franco Brendolan (in Promozione), poi, il Monteviale e quindi – da tre stagioni e mezza a questa parte il Montecchio San Pietro: “L’anno scorso abbiamo vinto il campionato di 2^ categoria, la società è a conduzione familiare ma non ti fa mai mancare niente. Si respira tanta passione per il calcio e alle cene del venerdì sera non manca mai nessuno”.

Che girone è, mister, quello “B” di Prima categoria? “E’ un girone bello impegnativo ed equilibrato. Le veronesi sono squadre più aggressive, che praticano un calcio più agonistico e non mollano mai. Abbiamo incontrato il Bevilacqua, perdendo da loro 4 a 1, e l’ho trovata una squadra con un gruppo molto organizzato, con giovani molto forti. Per sentito dire, è da primissimi posti – come del resto la classifica ha espresso fino a quando si è potuto giocare – il Valtramigna Cazzano, avversario che non abbiamo ancora incontrato, ma che sarà da prendere sicuramente con le molle”. E, delle vicentine, chi farà la corsa allo scudetto? “Il Brendola è una bella squadra, ma anche il Sovizzo ha un ottimo impianto, specialmente da centrocampo in su”. Il vostro obiettivo? “Siamo appena saliti e il traguardo è il mantenimento della categoria. Annoveriamo tanti 2000 che promettono bene e che da un paio di anni giocano assieme: su tutti, Marco Maccà e Nicola Urbani. Capitano e punto di riferimento della squadra è Daniele “Lele” Agosti, difensore datato 1984″.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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