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venerdì, 20 Maggio 2022

Per bomber Luca Faccioli il discorso scudetto può ancora interessare il Bevilacqua calcio

Nato nel GSP Vigo 1944, dove il fratello Andrea – preparatore atletico del Legnago Salus – guidava una compagine giovanile, Luca Faccioli, classe 1997, su suggerimento di Anselmino “Mino” Malatrasi passa ai “biancazzurri del Bussè”, fino ad arrivare al 2° anno negli Allievi Nazionali. Poi, l’ingresso – non troppo felice – in categoria, a Castelmassa di Rovigo, contro l’Altopolesine, allora in Promozione: “Alla terza partita di andata” racconta Luca “in seguito ad un’entrata assassina di un giocatore locale, ho riportato la frattura contemporanea di tibia e perone”. Un duplice trauma che non è per lui solo fisico, ma che si ripercuote anche nella psiche di un avanti – altezza 182 centimetri -, che non riuscirà mai a superare, ad elaborare quella sorta di lutto calcistico.

“E’ stato difficile tornare in campo: infatti, a Oppeano, allora in Eccellenza, colleziono pochi gettoni di presenza, ma non ero più quello di prima”. Da 5/6 anni, a Bevilacqua, complice un ambiente privo di pressioni e la presenza di amici che frequenta e con i quali si confronta anche fuori dal terreno di gioco, il bomber ha trovato il suo giusto habitat, la sua vera dimensione: “Nella “Cremonese della Bassa” mi ha introdotto l’attuale diesse Sergio Andreetto, ex mister al Legnago Salus di mio fratello Andrea. Mi trovo bene, non chiedo altro, tant’è vero che ho rifiutato proposte di club superiori, in primis, l’Atletico Città di Cerea. Mi diverto e, appena lascio la bottega di alimentari e gastronomia avviato da mio nonno Giobatta e condotto da mio papà Graziano, non vedo l’ora di raggiungere gli impianti sportivi grigio-rossi. Ormai non cullo, a livello personale, grandi traguardi, il mio pensiero, la mia cura è rivolta solo per il Bevilacqua”.

Diplomato al Liceo Scientifico “Cotta” di Legnago, Luca ha iniziato subito a collaborare con l’azienda familiare. Il suo giocatore preferito è l’ex interista Christian Eriksen, la sua squadra del cuore – of course – è l’Inter, anche se un ventricolo pulsa anche per i gialloblù dell’Hellas Verona. Lui si definisce un trequartista, una mezz’ala, anche se all’occorrenza ha fatto anche il mediano. Quest’anno, la Figc Veneta ha “confinato”, relegato il Bevilacqua del polesano trainer Antonio Marini e del presidente Marco Calonego nel raggruppamento patavino-rodigino, quello contrassegnato con la lettera alfabetica “E”.

“Il nostro è un girone dove prevale la fisicità, la forza agonistica alla tecnica, ma noi ce la siamo sempre giocata alla pari con tutte le nostre avversarie. Abbiamo chiuso il girone di andata al 4° posto in classifica a 23 punti, ex aequo con la Fiessese, e a -6 punti dalla capolista Euganea Rovolon, la compagine che secondo me sviluppa il miglior gioco d’assieme ed anche il calcio più bello. Per me, alla fine, potrebbe però spuntarla il Rovigo, contro il quale noi abbiamo schierato diversi ragazzi nati nel 2003 e nel 2004. Ma, per il titolo non è stata ancora detta l’ultima parola, eh!”

Che girone di ritorno ipotizzi, che finale di campionato prevedi? “Sarà un ritorno molto intenso e sicuramente diverso da quello dell’andata, che ci vedrà in grande recupero in quanto potremo finalmente contare su diversi giocatori infortunati o impiegati poco prima. Difficile sarà il rientro in campo del nostro difensore classe 1994 Nicolò Gironda: pensa che lui ha riportato, come il sottoscritto, la frattura di tibia e perone proprio nello stesso campo sportivo – quello di Castelmassa – alla terza giornata di andata ed esattamente 6 anni dopo l’infortunio che era capitato a me (gulp!). Ma, ripeto, tornando alle previsioni, devo dire che noi non abbiamo nulla da invidiare a tutte le altre nostre concorrenti. Ho grande fiducia nel nostro mister Antonio Marini, nella società e nei miei compagni di scuderia”.

Di chi sentiremo parlare dei grigio-rossi? “Sicuramente, di Nicolò Camòn, un difensore centrale, fisicamente attrezzato, classe 2002 che da qualche anno nel giro della nostra Prima squadra. Merita molto più della Prima categoria, se si saprà impegnare il giusto”. Luca ha già firmato finora 2 gol in campionato e 3 in Coppa: “Sono tecnicamente ben attrezzato, non parlarmi invece dello stacco di testa, devo migliorare nella fase difensiva, ma intanto cerco di compensare questa lacuna con l’impegno e la grinta. Non ho il gol nelle corde: se posso, anche davanti alla linea bianca, passo la palla ad un mio compagno che gravita lì, in quel momento. I rigori? Appartengono a Giovanni Scarmato: è il top, visto che negli ultimi 5 campionati ne ha sbagliati soltanto uno! A me interessa battere di più i calci d’angolo e le punizioni, oltre, ovviamente, la classifica della squadra”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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