Per Massimiliano Quintarelli (Valpolicella), una parata da far girare la testa…

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Si sono vissuti attimi di grande paura martedì sera a Fumane, durante al seduta atletica del Valpolicella guidata da mister Andrea Crema. Attimi di spavento, di angoscia, che, per fortuna, come un cielo nero, cupo, minaccioso ha poi fatto via via intravedere i raggi della luce e della speranza, quando Massimiliano Quintarelli, classe 1998, portierone (è alto circa 187 cm) ha ripreso coscienza fino a cominciare, dopo due giorni, a lasciarsi dietro solo come un brutto ricordo e basta quella serata di tempesca. Lo abbiamo raggiunto al cellulare nella sua dimora in alta Valpolicella. Ecco il racconto della sua brutta avventura: “Stavamo esercitandosi alla gabbia, ossia stavamo eseguendo un allenamento stretto, disputando una partitella a spazio ridotto, quando su un traversone mi sono inarcato in un’uscita a presa della palla, sulla quale contemporaneamente un compagno in corsa – Simone Balzarini – ha allungato la gamba, colpendomi involontariamente alla nuca con il suo ginocchio”.

E, Max cade improvvisamente a terra pur mantenendo un briciolo di conoscenza dell’accaduto: “All’inizio ero cosciente, tant’è che mi sono detto “che botta, ragazzi!”. Poi, ho accusato un attacco epilettico, perdendo completamente i sensi. Ho avvertito, del torpore, solo quello che urlato il nostro preparatore atletico Filippo Rossignati, il quale raccomandava di tirarmi fuori la lingua. E’ intervenuto con molta freddezza e tempismo Simone (Balzarini) e, fino a quando non mi hanno coricato sull’autoambulanza, ho smarrito la conoscenza dei fatti. Mi sono ripreso” continua Max “nella stanza dell’Ospedale di Borgo Trento, dove si sono precipitati anche mia mamma Margherita, mia sorella Erica, alcuni compagni di squadra e da una vita, quali Natale Posteraro e Stefano Muraro. Ma, fino a tarda notte, zero ricordi”. Il “Gigante dei pali” valpolicellese è stato sotto osservazione fino ad essere sottoposto alla TAC, che non ha riscontrato nessuna anomalia: “Intorno alle sei del mattino” continua il suo incredibile vissuto “El Quinta” “la mia famiglia, in testa mio padre Attilio, mi ha riportato a casa e ho cominciato a respirare un’atmosfera diversa, un’aria più pura”.

Già, Attilio Quintarelli: il genitore imprenditore e presidente, fino a qualche anno fa, del Fane Calcio, compagine che sotto la sua direzione ha raggiunto la Seconda categoria: “Mio padre” aggiunge Massimiliano “era presente all’allenamento come fa tutte le volte da una 15na di anni a questa parte. Non solo mi segue alla domenica, ma non perde un allenamento uno, è davvero il mio primo tifoso. A proposito del papi, la presenza di un genitore come lui è una sicurezza, uno stimolo importante, un punto a favore che non anno ed è difficile capire quanto sia fondamentale contare su di lui quando devi abbracciare, portare a termine un impegno sportivo”.

Tutto ora, per fortuna, è acqua passata: “Non ti nascondo il fatto che mi sono spaventato nel vedermi attorno tanta gente preoccupata, la notizia data sui giornali, ma, nello stesso tempo mi fa capire di essere stato molto fortunato a superare quei brutti momenti”. Massimiliano ha militato nell’Ambrosiana, in Eccellenza, per poi restare in tale categoria con la casacca dell’F.C. “Barça della Valpolicella”. A dicembre 2018, il suo trasferimento in serie D, nel Villafranca, a contendersi i guantoni con Michele Martello. Da questa estate, la sua nuova dimensione si chiama A.S.D. Valpolicella Calcio del presidentissimo Fernando Boscaini: “Sono contento del gruppo con cui mi relaziono. Abbiamo vissuto un mese fatto di sconfitte e pareggi, abbiamo qualità e credo che l’obiettivo-salvezza possiamo non solo raggiungerlo, ma anche superarlo”.

Il suo rientro in gara è previsto tra qualche domenica: “Con mister Andrea Crema, abbiamo convenuto di stare fermo per alcuni giorni e di riprendere gli allenamenti se non la prossima, la settimana seguente. Adesso indosso il collarino perché il trauma che ho subito è simile a un colpo di frusta. Nessun danno alla scatola cranica ed alla colonna, ma l’impatto forte c’è stato”. Intanto, a difendere i pali del club rosso-blu andrà Michael Pajola, classe 1992: “Ha le qualità per non farmi rimpiangere, io, intanto, spero di rientrare almeno contro il Pedemonte, domenica 22 dicembre, giornata dedicata ai recuperi. Per me, sarà un ritorno alla vita, al mio primo grande amore, il calcio!”.

Sull’episodio abbiamo sentito anche mister Andrea Crema che ci ha detto: “Ci siamo spaventati tutti quando il “Quinta” era a terra. Abbiamo provveduto a girargli subito la lingua perché non soffocasse, poi, all’arrivo dei medici, si è risvegliato ma non ricordava cosa gli era successo. E’ stato tutta la notte in ospedale sotto osservazione. Noi dello staff tecnico avevamo fatto il corso di primo intervento, ma quando ti capita veramente resti sconcertato e non è facile agire, tuttavia ce l’abbiamo fatta e tutti noi della squadra siamo molto felici che si sia risolto tutto”.

Il suo Valpolicella sta lottando nel girone A per la permanenza in Prima categoria. Dopo 11 giornate di campionato, la compagine rossoblu occupa il 9° posto in graduatoria con 14 punti assieme a San Zeno e Malcesine. “Il nostro girone è tosto, non lo nego, ma noi abbiamo avuto finora diversi infortunati che ci hanno penalizzato. Ora spero che ritorni in squadra qualche giocatore per noi importante. Non escludiamo, nel mercato di riparazione di dicembre, qualche ritocco alla rosa. Adesso non dobbiamo perdere colpi in campionato e guardarci alle spalle”. Dietro il Valpolicella c’è l’Arbizzano a 12 punti, il Real Grezzanalugo a 10 assieme al Concordia, il Quaderni a 9 ed il Caselle a 5 punti. Domenica il Valpolicella ospiterà in casa il San Zeno di mister Mosè Strazieri: “Non mi aspettavo – dice Crema – di vedere una squadra come il San Zeno impegnata a togliersi dalla zona calda, sarà un match dove entrambe le squadre faranno di tutto per conquistare i tre punti. Noi vogliamo invertire la marcia, giocando senza paura e credendo in noi stessi”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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