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giovedì, 1 Ottobre 2020

Si è presentato il Bevilacqua 2020-2021 che ha ancora tanta sete di vittorie e di primati!

E’ il Fratta, non più l’Adige, o il “legnaghese” Bussè, a segnare il confine tra Bevilacqua, l’estremo lembo di terra ancora veronese, e la padovana Montagnana. Per arrivare al “Bar Ciak”, devi affrontare un curvone che chissà quanto sarebbe stato caro al nobile Fausto Coppi e al più popolano Ginettaccio Bartali nei loro epici, leggendari, mille duelli ruota a ruota, ingobbiti e a bocca spalancata, in cerca di aria, nello slancio a un palmo dal traguardo. E, come sfondo, troneggia, a mò di mirabile cartolina, il castello di Bevilacqua, iniziato nel 1336 da Guglielmo Bevilacqua, terminato dal figlio Francesco e costruito per volere degli Scaligeri per proteggersi dalle Signorie confinanti, ovvero i Carraresi di Padova e gli Estensi di Ferrara. Gli scaligeri trovarono la loro definitiva disfatta in un’altra zolla dell’estremo Veronese, a Castagnaro, nell’omonima battaglia, in cui prevalsero di Carraresi, tra le cui file figurò il condottiero nonché capitano di ventura, John Hawkwood, Giovanni l’Acuto (11 marzo 1387, come riporta l’esperto della storia locale, il dr Francesco Occhi). Il Fratta ride, continua a zampillare di gioia per un trionfo che il maledetto Covid-19 non è riuscito ad adombrare, ad oscurare in tutta la sua pienezza, in tutto il suo merito: anzi, oltre ai fuochi d’artificio che avrebbero accompagnato dal castello l’apoteosi della “Cremonese della Bassa”, non fosse esploso con tutta la sua cattiveria sul palcoscenico del globo, la mancanza di questa “peste” avrebbe consentito agli storici del nostro calcio di archiviare una stagione a base di record, di vittorie squillanti, di un irrefrenabile crescendo rossiniano, al limite del sovrumano, dell’extra terrestre.

Ma, i trionfatori del girone “D” di Seconda categoria, appunto, i grigiorossi del presidente Marco Calonego – classe 1964, compagno di scuola al Liceo Scientifico di Legnago del notaio e nuovo condukator ceretano, il dr Claudio Berlini -, oltre che imprenditore di successo anche nel suo campo lavorativo – e i “discepoli” di un mister – il “D’Artagnan della “Venezia del Polesine”, Fratta Maggiore, (patria del deputato socialista assassinato a Roma, Giacomo Matteotti), al secolo Antonio Marini – già famoso per avere fatto copiosa incetta di trionfi nella sua provincia, avrebbe rimpinguato il suo carnet di trionfi anche qui, in questa scuderia del Basso veronese, dopo aver saccheggiato in precedenza nel Ferrarese. Ebbene, i “cremonesi della Bassa”, si sono ritrovati in una “tana”, in una location senz’altro meno leggiadra, meno evocativa, meno leggiadra del superbo, svettante, imponente maniero scaligero, ma sicuramente più scoppiettante di vita e di voglia di tornare a prendere a calci la maledetta “peste del 2020”, e quella sfera di corame, imprigionata – come tutti noi – per più di 100 giorni dentro a un asfissiante sgabuzzino da quella maledetta, tragica domenica del 16 febbraio (22^ giornata). Pandemia, che ci ha privato della nostra normalità, che ci ha sottratto il nostro contorno preferito, “el fubal”, che non ci ha fatto gustare la primavera così ben dipinta nel nostro amato Belpaese dall’impareggiabile Sandro Botticelli.

E’ pronto a ripartire il pallone a Bevilacqua, proprio non ne poteva più: un appetito che trasuda da tutti i pori della pelle di questi vincenti, affiatatissimi ragazzi, che continuano a far capire a chi non li ha mai visti, con quei “cinque” ripetutamente schiaffeggiati all’interno delle mani, con quegli affettuosi abbracci – collaudati chissà quante volte la scorsa, trionfale stagione – che la ricetta del loro successo potrebbe avere un bel seguito anche nel prossimo nuovo, sfavillante palcoscenico della Prima categoria. Carico come una molla il diesse Sergio Andreetto, che porta tatuato nel cuore la grande, preziosa esperienza vissuta in riva al Bussé, a stretto contatto con mister Andrea Orecchia: ogni suo riferimento è ai biancazzurri del Bussè, ai cosiddetti “cittadini”, come amano definire gli abitanti della Bassa scaligera gli altri pianuresi, gli altri abitanti da San Giovanni Lupatoto in giù.

Non per niente, Andreetto, ha cominciato, come Penelope, a tessere la sua tela di innumerevoli vittorie, assicurandosi l’anno scorso capitan Marco Pigaiani, classe 1992, oggi vigile urbano di Montagnana, ieri grande promessa del calcio legnaghese, affiancato a Fabio Olivieri, ex Juniores Nazionale biancazzurra, classe 1995. E, quest’anno, al suo loro telaio il presidente Calonego e il diesse Andreetto hanno aggiunto altra buona lana, altri ragazzi di loro perfetta conoscenza: bomber Alessandro Guerra da Minerbe, classe 1994, affacciatosi alla serie D con il Legnago Salus a soli 16 anni e con tatuato nel cuore le 7 stagioni consecutive vissute recentemente nel Casaleone di Marco Faella, ed “el bocia del ’99”, la punta Tommaso Avanzini, anche lui Scuola legnaghese, un giovane talento che è deciso a far sbiancare dalla paura – come la sua pelle chiara come la luna in una notte di Ferragosto – i più invalicabili, arcigni difensori avversari. In più, si registra la riconferma di chi era arrivato a dicembre ed è un’altra stretta conoscenza del diesse del Bevilacqua: parliamo del nuovo laureato in Scienze delle Tecnologie della Comunicazione (voto 95/110) presso l’Ateneo ferrarese e punta Umberto Ambrosi, classe 1993, ex “enfant prodige” del Legnago. Quest’estate, in buona sostanza, a Bevilacqua, si è voluto soltanto ritoccare, dare qualche pennellatina di cipria, qualche toccatina di fard, è bastato spruzzare qualche goccina di adorabile Chanel sul viso nuovo, fresco, vincente dei grigio-rossi. E, come, del resto, non essere d’accordo con quel poco maquillage apportato a una “rosa” che già olezza, profuma di vittoria con i suoi effervescenti petali: ogni volto di una prima donna degna di tal definizione non ha bisogno di ulteriori aggiunte, rischi solo di comprometterne tutta la sua mirabile armonia!

Ed ecco, allora, le promozioni in Prima squadra della giovanissima punta classe 2002 Francesco Bellini, l’anno scorso negli Juniores Regionali guidati dall’indimenticato “alfiere” Matteo Coraini (vice pure di “D’Artagnan” Antonio Marini), e quella del coetaneo e compagno di scuderia Mattia Coraini, della medesima “Cantera”. E, per un Alessandro Girardi (punta datata 1998) oggi in versione Enrico Toti, armato di stampelle ma non privo della sua esplosiva carica di simpatia (è atteso a gennaio 2021), ecco, dopo un anno di stop, riprendere il difensore 1996 Manuele Bovolon. Una messe ancora di gol promette il “giaguaro senegalese” Mamadou Fall Bara, classe 1988, ex Montagnana, dove vive con la sua famiglia e in un nido dove la madre conosce a perfezione – come il portiere 1992 Amedeo Bologna sa recitare come l’Ave Maria il giapponese – ben 5 lingue!Dai suoi piedi e dai suoi guizzi, ma non solo dai suoi lampi, la “Cremonese della Bassa” si aspetta messe di gol, esultanze a gogò, girotondi a iosa. Si mugugna sull’ipotetica composizione di gironi a 12 o a 18: “Meglio a 18” sbotta secco il coach Marini: “A 12 pare di giocare in un Torneo parrocchiale, a 18, invece, puoi sostituire amichevoli infrasettimanali con partite ufficiali”. E, se la schiuma proviene dal vice-presidente Aiac di Rovigo, il pulpito potrebbe essere autorevole!

Lo stesso “D’Artagnan” fissa al 24 di agosto la data dell’adunata della truppa e commenta: “E’ già una mezza vittoria la riconferma della stragrande maggioranza di voi ragazzi, è un ottimo preludio alla prossima stagione”. Poi, mentre stanno calando le ombre dell’afosa sera inoltrata, sempre Marini ci confida di aver fatto una promessa al massimo dirigente Marco Calonego: che si rivela ora che l’abbiamo svelato come una sorta di segreto di Pulcinella: “Presidente, arriveremo entro i primi 5 posti!” Serio – da sempre – in campo, innamorato com’è del pallone, fiscale nel suo nuovo esercizio di vigile urbano, capitan Pigaiani (figlio del sindaco di Giacciano di Baruchella di Rovigo): pensate, quest’estate, alle prime armi, ha elevato una contravvenzione al vice-presidente Gianni Corestini, papà del nuovo e 30enne mister del Castelbaldo Masi, Nicola, roba da defenestrarlo, minimo!, dalla “Cremonese della Bassa”… Per lui la fucilazione sul posto sarebbe stata una carezza! Immaginate come ci è rimasto il suo dirigente, il “fedelissimo”, il vulcanico, lo juventino Gianni, uno dei “pilastri” e principali interpreti della società!

Cresce rigoglioso, come le folti e verdeggianti piantagioni di quelle parti, il vivaio del Bevilacqua: “Tutti i mister sono patentati”, spiegano all’unisono Calonego ed Andreetto “siamo nei Regionali sia con gli Juniores (di Matteo Coraini) che con gli Allievi. Doppie le nostre compagini di Giovanissimi Provinciali (2005 e 2006 complete), una di Esordienti, più una Scuola Calcio di circa una 70na di piccole leve. Per un totale di movimento che aggira le 200 unità di tesserati”. “D’Artagnan” Antonio Marini è paladino del 4-3-3, ma è disposto ad adottare anche il 4-3-1-2: “Abbiamo puntato” scommette il diesse Andreetto “in difesa sulla “quercia di Montagnana”, il 1983 Stefano Fontana. In attacco, abbiamo caricato di maggiori barili di polveri da sparo i già fumanti cannoni. A noi piace giocare, facendo sempre un gol in più degli avversari”. Dicci niente, visto che l’anno scorso il tandem Fall Bara-Olivieri l’ha cacciata in buca 40 volte in 22 gare? Se, poi, conti la 20na di reti fatte garrire dall’altra coppia Malatrasi-Girardi, arrivi a 60 centri e rischi di far esplodere il pallottoliere!

Diversi gli sponsor che appoggiano l'”Invincibile Armata” del Bevilacqua: ricordiamo solo, per non far torto a tutti gli altri generosi sostegni imprenditoriali, il principale, quello che occhieggia sui 3 tipi di mute dei grigio-rossi: Inerti Guerra srl di San Pietro di Legnago, ditta specializzata nello smaltimento di rifiuti tossici e comprensiva anche di un’azienda di autotrasporti, dal parco affollato da una 60na di automezzi. Dopo la presentazione, tutti alla Pizzeria “Al ponte”, quello che allaccia l’estremo lembo del Veronese alla nuova provincia ed alla padovana Montagnana, patria del buon prosciutto, tanto caro ai reali di Inghilterra. Poi, tutti nuovamente al “Ciak Caffè”, a concludere la serata afosa, perché, la “Cremonese della Bassa” è pronta a girare un altro film da Oscar… E, il ciak, con il regista Antonio Marini – che ci immaginiamo mollemente appollaiato sulla sedia da regista e con tanto di cappello Panama a tese larghe – stanotte per il Bevilacqua è già scattato!

Questa la “rosa” dell’ASD Bevilacqua calcio 2020-21:
PORTIERI: Amedeo Bologna (1992) e Nicola Maron (1981).
DIFENSORI: Riccardo Pigaiani (92), Nicolò Gironda (95), Stefano Fontana (83), Giovanni Scornato (95), Federico Ferrazzini (99), Niccolò Camòn (2002), Manuele Bovolòn (96).
CENTROCAMPISTI: Luca Meneghello (94), Mattia Migliorini (99), Lorenzo Scachetto (98), Leonardo Pernechele (94), Luca Faccioli (97), Davide Cornale (99) e Mattia Coraini (2002).
ATTACCANTI: Bara Fall (88), Fabio Olivieri (95), Federico Malatrasi (97), Umbero Ambrosi (1993), Alessandro Guerra (94), Tommaso Avanzini (99), Francesco Bellini (2002), Alessandro Girardi (98).
Staff tecnico dell’ASD Bevilacqua calcio 2020-21:
Mister Antonio Marini
vice-allenatore e mister Juniores Regionali Matteo Coraini
preparatore portieri Dario Boscaro
fisioterapista Andrea Spiazzi.
Staff dirigenziale dell’ASD Bevilacqua calcio 2020-21:
Presidente Marco Calonego
Segretario Fabio Corestini
Resp. Settore Giovanile e Resp. Tecnico Gianni Corestini
diesse Sergio Andreetto
curatore della fotografia e dell’immagine Michele Buoso.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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