24.5 C
Verona
venerdì, 20 Maggio 2022

Elia e Filippo Targon, la “Diga dell’Albaronco”: “Di qui vietato passare!”

Il calcio è la vera, autentica, cristallina passione della famiglia Targon, quelli dell’azienda agricola, “Cà nuova”, che incontri a Ronco all’Adige – una tenuta di un centinaio di campi veronesi – e che riconosci subito dall’enorme stemma del Chievo dipinto a mo’ di affresco rinascimentale. Dopo i fratelli Malagnini, i quali sono le giovanissime “colonne” di una sempre più sorprendente Isola RizzaRoverchiara – capolista dello girone “A” di Promozione, in cui lottano i due fratelli Targon -, ecco Elia e Filippo, per tutti “Pippo”, piloni della diga dell’undici schierato da mister, il bancario Marco Burato da Belfiore d’Adige. Oltre all’amore per i campi e la natura, il comun denominatore dei Targon è “el fubal” e l’aver indossato – con diverse frequenze – le casacche di quasi gli stessi club, prima di diventare pedine inamovibili dei bianco-verdi-granata albaronchesani del vice-presidente, il mastro pasticcere Daniele Dall’Oca, e del potente diesse, il rag. Alessandro Romìo. Entrambi hanno militato nelle giovanili del Chievo: Filippo per una stagione soltanto, Elia per ben 8 consecutive. Poi, li accomuna il passaggio all’A.C. Sambonifacese, con debutto nell’allora serie C2 per una ventina di minuti di Elia, classe 1995, lanciato nella mischia da mister Flavio Carnovelli, ora al servizio dei vicentini del Trissino.

Due stagioni pure nell’A.C. Oppeano per il “gladiatore” Elia, nell’ultima domenica  all'”Erasmo Zamperlini” – ultima tappa dell’andata – protagonista del raddoppio degli albaronchesani contro il Nogara, in quanto la sua punizione si è – come l’ha definita lui – trasformata in un… raudi da stadio, in un imprendibile mortaio per l’estremo e incolpevole Ferrari. “Per anni” ricorda Pippo, con alle spalle due stagioni pure al San Martino-Speme, “ho sempre ricoperto il ruolo di centrocampista. E’ stato a Ronco che ho trovato la nuova collocazione tattica. Devo migliorare nel mantenimento della posizione, perché prima salivo poco, ora invece di più, in quanto scorrazzo su e giù per tutta la fascia. Le mie prerogative? Il fiato, la costanza e la continuità nel rendimento, il non alternare alti a bassi. A mio fratello Elia invidio la sana cattiveria agonistica, l’esplosività di un fisico granitico, da vero corazziere, scolpito, forgiato dalle fatiche dei campi. Dovrei metterci più cattiveria, in una parola”. “Io, invece” replica lì vicino il fratello maggiore “vorrei avere il suo sinistro, anche se Pippo è ambidestro. A me lui rimprovera che faccio fatica quando devo rientrare in difesa, ma gli farò vedere io nel girone di ritorno di che pasta son fatto!”

Il sogno di entrambi è quello di disputare un girone di ritorno di fuoco: “Isola RizzaRoverchiara, Atletico Città di Cerea, Oppeano e Castelnuovo” dicono all’unisono “sono belle realtà, ma il futuro dell’alta classifica dipenderà, nel ritorno, anche dall’Albaronco. E, magari anche quello di accompagnarlo, un giorno non tanto lontano, ancora più in alto, che so, in una squadra di serie D: non sarebbe mica male, eh!” “Se ci diamo una bella mossa” avvisa gli avversari e scuote i propri compagni di scuderia Pippo “il campionato sarà nostro!”

Li ascolta l’affettuoso, premurosissimo papà Sandro, classe 1962, chiamato l'”uomo Alfa” per quella saggezza di Giobbe e pazienza certosina – caratteristiche tipiche del contadino dalla scarpa grossa e il cervello fino, che la vita dei campi ti aiuta ad apprendere fin da bambino: “Se tutti i miei tre figli maschi – l’altro, il più grande, classe 1991, è Manuel, anche lui difensore centrale, rapitoci dalla passione per il culturista (è stato addirittura componente della Nazionale di questa disciplina) – hanno potuto sposare la loro grande passione per il calcio, in gran parte lo devono a mamma Caterina; la quale si è sobbarcata – quando i pullmini del Chievo non giravano dai primi di agosto a fine settembre – anche due volte al giorno di portarli all’allenamento. In questo, la Katy, è stata più brava del sottoscritto”. Il quale, però, non fa mai mancare nulla ai tre suoi maschi, ed è sempre il loro primo tifoso alla domenica pomeriggio, accompagnato dalla consorte. La loro è una bella storia, che dà una mano al nostro calcio, soprattutto quello territoriale e fatto di pane e salame: come sono cresciuti il silenzioso Pippo e “Spartaco” Elia, la “Diga” di un’Albaronco pronto già da alcuni anni a lasciare un segno nel libro dei dilettanti di casa nostra.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

© Riproduzione Riservata

Leggi ancora ...

Ultimi articoli

I Nostri Social

Verona
cielo sereno
24.5 ° C
26.4 °
23.9 °
35 %
2.1kmh
0 %
Ven
28 °
Sab
28 °
Dom
29 °
Lun
28 °
Mar
28 °