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giovedì, 11 Agosto 2022

Il 17enne Steven (Albaronco) …Lanza i guantoni della sfida

Non ha ancora compiuto i 18 anni – li festeggerà il prossimo 16 settembre – e domenica scorsa, in borgo Venezia, mister Marco Burato lo ha lanciato nella mischia, in casa dell’attuale nuova ed assoluta capolista Pol. Virtus B.V. di mister Andrea Annechini. E’ figlio d’arte, eh: papà Christian, classe 1978, ha difeso i pali di San Martino-Speme, A.C. Sambonifacese, Isola Rizza, Zevio, e, quindi, Steven il primo maestro lo ha trovato in casa sua. “Mio padre mi esorta sempre di migliorare con i piedi e di perfezionarmi nelle uscite basse. Sono alto circa 185 cm e faccio fatica a piegarmi – sorride Steven -“. Una passione scoperta fin da piccolo: “I primi tuffi? In casa, rompendo il pavimento con la testa, all’età di 4 anni. No, non è il pavimento che ha rotto la mia testa, perché – altro sorriso – è abbastanza dura”. Di Roverchiaretta – a metà strada tra Roverchiara e Bonavigo -, Steven attualmente frequenta la scuola di Meccanica per conseguire il diploma, la licenza di perito meccanico, al CFP “Lodovico Pavoni” di Montagnana di Padova, ma il suo vero sogno sarebbe di diventare calciatore professionista.

E, non lo nasconde, di certo: “Mi piacerebbe arrivare il più in alto possibile, in serie A, magari difendendo la porta dell’Hellas Verona, la mia squadra del cuore, mentre Gigi Buffon rappresenta il mio idolo. Una sola volta, con la casacca del Bovolone, mi è capitato di battere – con potenza – un calcio di rigore e l’ho segnato; ma, anche come neutralizzatore ritengo di cavarmela bene, anche se è prevalentemente una questione di fortuna e contano molto gli sbagli che fanno i “cecchini dagli 11 metri avversari “”. Domenica scorsa, ha preso il posto dell’infortunato quanto bravo Riccardo Maria Bertacco, classe 1992. Ma, non è stata la prima volta di questa stagione 2021-22: “Sì, ho debuttato in Coppa Italia, all'”Erasmo Zamperlini” di Ronco all’Adige, contro l’Isola Rizza Roverchiara (1 a 3 lo score finale per isolani)”.

Prova a descriverti e a disegnare un confronto con il tuo primo tifoso, il sempre presente papà Christian? “Sono un pazzo – altro sorriso -, altrimenti non farei il portiere. Mi piace mettere la testa tra le gambe degli avversari, come si usa dire nel mio ruolo. I primi tuffi sul pavimento di casa, ok, la prima casacca invece quella del Roverchiara, anche se per due stagioni da ragazzino ho provato a giocare in attacco. Sono stato anche due stagioni in forza al Bovolone, poi, dall’anno scorso faccio parte degli Juniores Regionali albaronchesani guidati dal diggì bianco-verde-granata Alessandro Romìo. La scorsa estate, sono stato aggregato alla “rosa” della Prima squadra dell’Albaronco di mister Marco Burato”.

Con la sconfitta patita domenica in borgo Venezia, addio sogni-scudetto? “Sì, anche se lotteremo per toglierci ancora grandi soddisfazioni, cercando di arrivare il più in alto possibile. L’Oppeano, comunque, rimane per me la squadra più forte del nostro girone “A” di Promozione, perché ha i giocatori più esperti, è molto compatta e come gioco è molto ben organizzata”. Ci segnali un giovane albaronchesano interessante? “Ne vorrei, se è possibile, citare due. Sono: Anouar Bouih, centrocampista classe 2003, e il suo coetaneo, l’avanti ivoriano Alhein Yoro. Sono due ragazzi giovani tecnicamente ben attrezzati e veloci, sono davvero in gamba, e sono convinto che potranno lasciare un segno in futuro nel nostro calcio!”

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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