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martedì, 2 Giugno 2020
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    Lucio Alfuso (Pescantina Settimo): “Nessun dramma rifare la Promozione, anche se…”

    L’ASD Pescantina Settimo è una “tra color che stan sospese” circa la decisione che la Figc prenderà in queste ore: aveva 2 punti di vantaggio sul Montorio fino a quando il Coronavirus non ha fatto sentire la propria egemonia. “Come vivo l’attesa?” si domanda il presidente pescantinese Lucio Alfuso. “Con la coscienza a posto, tipica di chi ha fatto tutto ciò che si doveva fare. Nessun dramma per noi sarebbe rifare la Promozione perché è già incerto il domani, visto e considerato che non si sa quando ripartiremo”. Quindi, in forte dubbio, per te, la data di ripartenza indicata da molti verso settembre? “Stiamo proseguendo facendo un passo avanti e tre indietro, scimmiottando le decisioni prese per i professionisti. Nessuna società dilettantistica può permettersi 10 mila euro di tamponi, come invece può permetterselo il mio collega del Napoli Aurelio De Laurentiis. Poi, ci servirà la presenza di un medico sportivo perché giustamente non si può mica scherzare sulla salute e bisogna riservare allo specialista un locale adatto perché svolga la sua professione con tanto di privacy. Chi è al vertice del sistema calcio si sta solo preoccupando di chi deve salire e di chi sarà costretto a retrocedere”. Qual è, allora, il tuo suggerimento? “Bisogna dare i poteri alle società, ai loro legali rappresentanti nel gestire gli impianti sportivi al fine di garantire ai giocatori la massima sicurezza, altrimenti rischio di rispondere a livello penale io, presidente, all’interno, nell’ambito di una struttura che non è mia. Eh, no, così non va bene, non va così!”

    La tua presa di posizione, sembra sia nei confronti delle Amministrazioni comunali… “Sì, perché ci si ricorda degli impianti sportivi solo ed esclusivamente in campagna elettorale: il giorno dopo le elezioni, diventa solo un problema, vedi lo sfalcio dell’erba del campo, la costruzione della tribuna, l’asfaltatura della strada all’ingresso dello stadio, insomma, le spese di gestione degli impianti sportivi, la loro messa a norma. Le convenzioni, poi, vanno fatte pluriennali”. Si ripartirà a settembre? “Non credo perché se riapri gli impianti, fino ad oggi, lo devi fare solo sotto la totale responsabilità di noi presidenti”. Per evitare la diretta responsabilità penale dei presidenti, si potrebbe chiedere a tutti i giocatori di sottoscrivere un’autocertificazione… “Ci vuole una presa di coscienza da parte dei tesserati in maggiore età, ma per la sicurezza della salute degli atleti occorrono tutti i presidi sanitari (il thermo scanner, i detergenti anti Covid-19, la presenza del medico sportivo, i materiali di sanificazione ed altro). Mi metto anche nei panni del calciatore, il quale richiede che gli si mostri una serie di linee-guida e uno scrupoloso, preciso protocollo medico da seguire affinché sia garantita al massimo la sua salute di un giocatore non professionista, che di giorno lavora o studia e alla sera si allena, fa sport per diletto. Oggi come oggi, questi concetti-base, queste linee-guide provenienti dall’alto mancano”.

    Sei d’accordo sulle ipotetiche retrocessioni? “Sarebbe un danno per tutte le concorrenti, anche se 22 gare su 30 restano abbastanza indicative circa la forza espressa fino ad allora sul campo dalle squadre. Fosse scattato il semaforo rosso a metà campionato, beh, quello sarebbe tutta un’altra cosa! Sono 3 anni che il Pescantina svolge campionati di vertice e anche quest’anno si può dire che il titolo se l’è meritato, dimostrando una continuità di ottime prestazioni con un primato in classifica che dura da ben 40 mesi, non da un giorno (scusate il vanto!). Anzi, dico di più: non accetto che nessuno metta in discussione la nostra lunghissima leadership! L’impegno dei miei ragazzi va assolutamente considerato e premiato!”

    Credo che, però, di fronte a tale record si siano sollevati pochi mugugni da parte degli addetti dei lavori davanti a così lampante trasparenza… “Mi dispiace che ci siano colleghi presidenti che siano del parere di annullare il campionato. A parte noialtri, mi chiedo perché non bisogna riconoscere i meriti del Sona e quelli del Pastrengo, sempre primi dall’inizio del campionato? In Italia regna sempre la cultura della volpe e dell’uva”. Non capisco… “Nel nostro Belpaese è più importante gioire delle sventure degli altri che non rallegrarsi e compiacersi dei meriti che hanno i veri vincitori: è una mentalità radicata in alcuni miei colleghi. Personalmente, sono solito complimentarmi con la squadra avversaria la sera stessa, massimo il giorno dopo, con chi – mister, presidente e giocatori – che hanno tagliato il traguardo per primi”.

    Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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