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giovedì, 8 Dicembre 2022

Il Gazzolo 2014 del presidente Paolo Valle prenota il trono per la stagione 2022-23

E’ sera inoltrata quando raggiungiamo il “Comunale” di Gazzolo d’Arcole. Una bella struttura, che campeggia in zona industriale, a metà via tra la “napoleonica” Arcole e la microbica frazione di Volpino, il cui campanile della chiesa sembra una matita puntata verso il cielo. Stasera, la moglie del presidente Paolo Valle (classe 1951), Emerenzina, ma per tutti e da una vita “Mary”, è intenta ai fornelli a cucinare la pietanza prelibata di questo lembo di terra del Sud-Ovest non asiatico, ma veronese: gli asparagi. Le puntine di questa prelibata e peculiare pianta erbacea e perenne, apprezzata – per i suoi numerosi effetti benefici e per le sue virtù (ricorda il simbolo della prosperità, da cui la sua definizione di angiosperma monocotiledone) fin dall’antichità, finiscono dentro le vaporose marmitte per unirsi a un altro cibo iniziato ad apprezzarsi nel basso veronese – all’altezza di Isola della Scala – poco dopo il 1500, ovvero il riso vialone nano.

Fuori dalla piccola, ma confortevole baita in legno, una ventina – numero eccezionale in questi tempi di post Covid -19 – sudano, corrono dietro a una sfera di cuoio, si rincorrono, saltano, più di venti atleti, già, per via della loro giovane età, spensierati, ora ancor di più, data la buona posizione in classifica – girone “D” di Seconda categoria -, e considerate le tante balle di fieno riposte in cascina – chiamasi anche buon capitale accumulato – a sole 6 bracciate finali al traguardo di maggio. Ma, è anche nel secondo piatto che l’asparago trionfa, accompagnato da una piccola spruzzata di sale e pepe, annaffiato da un goccio di olio, e accompagnato da uova sode tagliate a metà. Poi, come dessert, una torta alta più di 5 cm, raffigurante il campo di calcio del Gazzolo 2014, con “tanti auguri a te, e la torta a me!” rivolti al festeggiato, il centrocampista Marco Magnaguagno, classe 1988 (nato il 28 di marzo), nella vita di tutti i giorni professore di Matematica in quel di Arzignano di Vicenza, individuabile per l’altezza e la montatura di occhiali coloro nera, tipo Arisa, ai suoi primi tempi sanremesi.

Rivediamo, in questo lembo di terra fertile sia per i prodotti della terra, sia per la laboriosità dei suoi abitanti, e a un tiro di schioppo dalla più nota San Bonifacio, rivediamo, dicevamo, il difensore, ex Concamarise (lui originario di questo paese della Bassa veronese) Francesco Chiavegato, oggi convivente a Nord di Arzignano – vicino a Crespadoro -, dove ha trovato l’amore e il lavoro. Poi, i fratelli Logiudice, Sebastiano, classe 1988, e il fratello più piccolo – classe 1990 – Edoardo, per tutti “Edo” con il cappellino indossato alla Giovanotti, ovvero con l’unghia sistemata all’indietro, sopra la nuca. “Edo” è uno dei tre “fedelissimi” del Gazzolo – tutti figli adottivi di Paolo Valle, visto che lui e Mary non hanno potuto avere marmocchi. Gli altri due sono: Andrea Castellani, difensore del 1987, e il centrocampista, classe 1989, Alessio Dal Ben.

Ritroviamo, con la solita frase che gli sboccia dalle labbra ogni volta che lo incrociamo (“Stavolta è l’ultimo anno che gioco!”, fino a ricrederci puntualmente ad ogni calcio-mercato estivo), la prolifica punta albanese, Arben Kumara. Frigge – dalla voglia di dare già la sua riconferma una delle punte infortunate, il belfiorese Pietro Bagatin, carrozziere della classe 1998, e gran girovago nonostante la sua giovane età e i suoi 4 anelli che risaltano nei lobi di entrambi gli orecchi. Vicino a lui ama scherzare Merlìn, un “trottolino” che in campo, data la sua non chilometrica statura, dovrebbe dare polvere agli avversari. E, l’aitante portiere albanese Mucenji, fratello del difensore attualmente in forza all’A.C. Cologna Veneta: sono quelli che restano a parlare di calcio e del Gazzolo 2014 – ma, anche di pupe! – fino a notte quasi fonda (il lavoro domattina? Ci si va lo stesso, anche se con un paio di occhiaie che scendono fino ai talloni!). Quindi, il giovane – classe 1994 – ingegnere di Lonigo, Maichol Carraro, al suo 5° anno di militanza nei “giallo-blu dell’asparago”, il quale tra una fetta di torta e una sorsata di Prosecco ti svela che lui non cambierebbe casacca nemmeno in cambio di uno stipendio assicurato: “Qui, siamo tutti sempre presenti all’allenamento, perché viviamo, giochiamo, sudiamo, gioiamo, soffriamo per due splendide persone: Paolo e Mary”.

Rivediamo, a distanza di qualche anno, anche Tiziano Barbieri, il coach di San Bonifacio, ex ValdalponeRoncà, Colognola ai Colli, Giovane Santo Stefano, Soave, Real Monteforte e 2V Villanova. E’ classe 1967, nella vita di tutti i giorni fa il magazziniere alla Ferroli, mentre da un paio di anni a questa parte deve lottare con i denti e con le unghie per sconfiggere il male del secolo: “Il Bonavigo” dice “ha fatto una corsa a sè, noi dopo un’andata spettacolare, sorprendente, nel girone di ritorno – complice la mancanza di 4-5 pedine importanti, quasi tutte facenti parte del pacchetto avanzato – viviamo alla giornata, per non dire viviamo di rendita. Peccato che la Figc abbia tolto, negando i play off, sale alla corsa al titolo! Ringrazio la società Gazzolo 2014 e Cristian Cannavò, l’ex bomber, perché il primo mi dà la possibilità di svagarmi, di non pensare alla mia battaglia personale, il secondo perché collabora con me per la parte tecnica”. E, sempre mister Barbieri aggiunge: “Il più forte giocatore avversario ammirato è la punta Pierluigi Dal Bosco della Provese: fa reparto da sè, e da metà campo in su, non trova ostacoli. In coda, il Sule, seppure con 4-5 uomini di esperienza, fatica a fare punti per salvarsi, ho visto vivo il Sossano Villaga Orgiano, mentre ti dirò domenica sera prossima, dopo averlo incontrato, del Cà degli Oppi. Il giovane dei miei che vorrei segnalare? E’ Marco Donatello, velocissimo, classe 2001, giunto in prestito dalla Belfiorese”.

Paolo Valle – vicino a lui c’è il Segretario ed ex politico di San Bonifacio, Alessandro Signorato – racconta che il vivaio gazzolese può contare su una quarantina di giovanissime leve, due di Pulcini e due di Primi calci, entrambe iscritte in due diversi gironi. E, non è poi cosa di poco conto per una frazione che sfiora le 2 mila anime, anche se la più popolosa del Comune di Arcole. “Non abbiamo sponsor” aggiunge il presidente “ma, per fortuna l’Amministrazione comunale ci è vicina, sostenendo le spese di gas, luce, riscaldamento, concimazione e rizollatura del campo, motivo della sua efficienza come tenuta e qualità di fondo. Peccato che non abbiano previsto i play off, ma l’anno prossimo – Covid-19 permettendo – un bel pensierino al salto noi lo faremo. E, infortuni anche consentendo, visto che siamo stati letteralmente decimati nel reparto più nevralgico, ovvero la prima linea, al ritorno al gioco dopo la sosta natalizia e quella imposta dalla pandemia. Sono contento che abbia già vinto il Bonavigo. Io sono nato là, eppoi, è stato il club – presidente era Luigi Costantini – dove ho iniziato a fare il dirigente e a far debuttare – con trucco della carta d’identità – l’allora 15enne Italo, oggi membro della Figc regionale, classe 1962. Il gioco migliore è stato quello sciorinato dagli attuali capolisti, ai quali manca pochissimo per alzare le braccia al cielo. Noi? Siamo stati la sorpresa del girone, specie all’andata, prima di perdere, per infortuni, tutto l’attacco. Complimenti – per il gioco espresso – anche alla vicentina Spes Pojana!”

Rincasiamo, sbagliando anche strada del ritorno, ma incrociamo le tabelle che ci indicano il Museo Napoleonico e l’obelisco di Napoleone Bonaparte. All’alba del 15 novembre del lontano 1796 – racconta la storia – da uno dei campanili che punteggiano lo sconfinato orizzonte della pianura veronese e padana, esattamente quello della non lontana Ronco all’Adige, lanciò il piccolo (di statura, non certo di carisma) Imperatore transalpino fece suonare la tromba di guerra contro le truppe austroungariche, che sbaragliò nell’arco temporale di due giorni – esattamente il 17 – e proseguì in direzione Ovest per liberare Mantova. Da qui, invece, stanotte, è simbolicamente partito il segnale – per la prossima stagione 2022-23 – di conquistare la Prima categoria. Chi sogna a lungo, dice un proverbio cinese, vive più a lungo!

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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