Kerron Adade, l'”antilope” italo-ghanese del Calmasino

494

Gli obiettivi del Calmasino di mister Luca Bozzini, quest’anno, passano anche dai suoi scatti, dai suoi allunghi, dalle sue zampate vincenti: parliamo di Kerron Adade, nato il 22 dicembre del 1999 in Italia, a Negrar, ma di genitori ghanesi. Nella vita di tutti i giorni, Adade fa il meccanico gommista a Bussolengo, e si sta impegnando per raggiungere il diploma di qualifica. Cresciuto nelle giovanili dell’Ambrosiana, nel club a due passi da casa, milita poi negli Juniores del Gargagnago, quindi, conosce la 2^ categoria nel PescantinaSettimo, per poi salire in Promozione vestendo la casacca dell’A.C. Garda. “Con i rosso e blu gardesani di mister Paolo Corghi” spiega Kerron con un briciolo di comprensibile fierezza “ho giocato una sola gara”. Alto circa 185 cm, in possesso di un fisico statuario donatogli da madre natura (“tutti mi dicono che continuo ad andare in palestra, io rispondo che non ho neanche il tempo per andarci!”), finora Kerron ha firmato una mezza dozzina di reti, due delle quali proprio domenica scorsa, al “Belvedere”, nella vittoria per 2 a 0 con cui i bianco-verdi hanno regolato il più quotato in classifica Bussolengo: “E’ un girone” commenta “in cui vincerà la squadra che più mi ha impressionato, che sviluppa il miglior calcio e ha nomi importanti: mi riferisco al Pastrengo. Il Peschiera? E’ un avversario che gli darà del buon filo da torcere, ma non ritengo che possa strappargli la corona dal capo”.

All'”antilope” italo-ghanese, come giustamente ama definirsi lui stesso, piace attaccare la profondità, svariare in attacco, proteggere la palla, appoggiarla al compagno più vicino e puntare l’uomo: “Ma, quest’anno, mister Bozzini mi ha fatto fare anche la fascia. A me va bene qualsiasi ruolo, l’importante è giocare a calcio che è la mia passione più grande”. Ottimo il clima che quest’anno si sta respirando nel club alle porte del lago: “Il gruppo è ottimo, quando si perde non ci nascondiamo i reciproci rimproveri, e così siamo pronti per ripartire la domenica successiva, lancia in resta. Stiamo svolgendo un buon campionato, non ci siamo creati aspettative particolari alla vigilia del Torneo, ora puntiamo ad una salvezza tranquilla. Se dovesse arrivare qualcosa di più, ovvio che non ci tiriamo indietro”.

Tifoso del Milan e di Ibra, Kerron indica in Simone Benati, classe 1999, ruolo esterno-punta, un giocatore con ampi margini di miglioramento: “E’ il giocatore che ogni domenica, comunque vada a finire, strappa l’ampia sufficienza. Ma, siamo tutti un bel gruppo di atleti, molto affiatati e coccolati dalla società. Un altro atleta che merita una sottolineatura è Vanni Antolini, centrocampista del 1993: “E’ un trequartista molto interessante, attorno al quale si sviluppa sovente il nostro gioco”. Il sogno di calciatore? “Poter giocare in una categoria importante: dopo aver visto l’Eccellenza e la Promozione, dentro ti rimane sempre la nostalgia e la voglia di rimetterci gli scarpini”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

© Riproduzione riservata