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venerdì, 20 Maggio 2022

Massimo Zito giudica l’andata del girone “B” di Seconda categoria

Il mister dell'U.S. Cadore applaude la Dorial, sorpresa del girone e tra le favorite al titolo

Classe 1973, scuola virtussina, Massimo Zito, guida l’U.S. Cadore del presidente pugliese, l’ing. Giacomo Caserta: a lui abbiamo affidato il compito di stilare la pagella del 1° quadrimestre del girone “B” di Seconda categoria veronese. Ricordando che i nero-verdi di Ponte Crencano nelle prime 13 tappe hanno totalizzato 10 punti ed occupano la terz’ultima poltrona più scomoda, galleggiando, beccheggiando, stanziando a -3 gradini dalla coppia Gabetti Valeggio e Lessinia 2018. Come hai trovato, quest’anno, il girone “B”? “Un po’ più tosto, con 4-5 squadre (dalla capolista Dorial fino al Pizzoletta) che corrono per la corona, le altre quasi tutte per salvarsi, compreso noi. La qualità è scaduta, meglio ci si è adattati un po’ ai tempi. Brutto dire scaduta la qualità perché si gioca di più sulla corsa, sulla maggiore intensità e poi il Covid-19 ha lasciato i suoi segni. Ha peggiorato tutto, facendo scoprire al nostro mondo altre discipline agonistiche, facendo smarrire la voglia di giocare in alcuni nostri atleti. Nostri, intesi proprio come tesserati cadorini e, da quello che ho sentito altri miei colleghi, anche altre scuderie. Io ho giocatori che non si presentano da un mese e non so stasera (ndr, 19 gennaio 2022) in quanti ci ritroveremo per la seduta atletica”.

Gli avevamo chiesto, prima della comunicazione del rinvio, se si ripartirà il 30 gennaio. Questa la sua risposta: “Nutro le mie forti perplessità: fosse vero, vorrei vedere nelle categorie più modeste (escludo l’Eccellenza e la Promozione) in quanti si ripartirà. Fino ad ora, noi abbiamo registrato solo due positivi alla pandemia. Dovrebbero rivedere la regola del “Return To Play”, altrimenti ci ritroveremo alla domenica in 11 uomini contati!” Rimpianti per questo girone di andata? “Sì, di aver lasciato sul terreno punti importanti che ci avrebbero garantito più tranquillità in classifica. Siamo una squadra, però, che ha sempre perso di misura, non ha mai subito voglio dire delle goleade”. Chi delle avversarie ti è piaciuta di più? “La Dorial di mister Isacco Marostica perché ha un ottimo gioco di squadra: quando salgono, lo fanno tutti, rischiando di prestare il fianco, con la difesa sguarnita perché intenta a partecipare alla fase offensiva, alle sortite avversarie. E’ un gruppo, che, se non stai attento, ti sorprende e ti chiude in area, fino a quando non trova il gol. Dispone, poi, di ottime punte: le avessimo noi!”

La sorpresa del girone B? “Il Dorial stesso perché nessuno si aspettava un’exploit del genere. Ricordo che – assieme al Bonavigo (girone “D”) – resta l’unica squadra di seconda categoria a non aver ancora conosciuto, provato l’onta di una sola sconfitta. Il vento sta soffiando dalla parte dei primatisti, i quali hanno subito pochissimi infortuni, mentre noi abbiamo registrato molti giocatori con noie articolari, per fortuna, non muscolari. Alla Dorial aggiungerei anche il SommaCustoza: hanno registrato un finale di andata in crescendo, frutto di 5 vittorie consecutive, che hanno riscattato i sommacustozani dopo un inizio da brividi. Non male anche il Giovane Povegliano, gruppo fisicamente attrezzato, molto determinato: ha battuto noi ed anche l’Avesa HSM”.

Chi è in ritardo sulla tabella di marcia? “L’Avesa, che finora ha incassato qualche sconfitta di troppo, e l’Alpo Lepanto, che dopo la grande partenza li immaginavo, al giro di boa, più vicini alla capolista”. E, il Cadore? “Noi continuiamo a percorrere la nostra politica di lancio e di valorizzazione dei nostri giovani. Quest’anno, giochiamo sistematicamente con due ragazzi del 2003, un 2002, e ho fatto conoscere la Seconda categoria anche a due nati nel 2004. Che sono: il portiere Tobia Manara e il centrocampista Antonio Baffa, fratello del nostro Responsabile del Settore Giovanile Salvatore Baffa. Nel ritorno secondo me sentiremo parlare molto di quest’ultimo atleta, poi, dell’esterno alto Amedeo Lugoboni e dell’esterno di centrocampo Marco Castenedoli, entrambi ragazzi classe 2003”.

Il vostro primario obiettivo resta la salvezza? “Vista anche la nostra attuale posizione di classifica, il primo traguardo da raggiungere è la conferma della categoria. Noi, Saval Maddalena e San Marco B.M. dovremo lottare con il coltello tra i denti, ma ci metterei dentro, in questa lotta, anche la Gabetti Valeggio, compagine vista contro di noi in difficoltà. Il Lessinia, invece, no, anche perché mi sembra che nella finestra di dicembre abbia operato alcuni rinforzi, primo fra tutti quell’Andrea Capobianco che ho avuto modo di allenarlo anni fa. Il Borgo Trento? No, è altalenante, ma dispone di una buona struttura e di un mister navigato. Anche il Real San Massimo lo terrei fuori dalla lotta della salvezza, dopo essersi ripreso bene all’indomani del cambio in panchina operato a metà novembre circa”. Il giocatore che in queste 13 gare ti ha più impressionato? “Il centrocampista classe 1997 della Dorial Luca Anselmi, buon distributore di palloni. Contro di noi aveva il numero 8 sulla schiena, ha dettato i tempi e regolato il centrocampo. Per il resto, finora non ho visto giocatori di grande qualità, ma soltanto buoni collettivi”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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