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lunedì, 1 Marzo 2021

Mister Florindo (Calvina-Desenzano) e il Sona

L’allenatore classe 1980 è alla guida dei bresciani da quasi due stagioni. Per Michele Florindo, polesano doc, trascorsi anche in serie C1 a Padova e a La Spezia, prima di iniziare la carriera di allenatore a Piove di Sacco, per poi proseguire a Este e ad Adria. Da una stagione e mezza è sulla panca del Calvina-Desenzano. E’ il girone lombardo, il “B”, quello che annovera sia i bresciani – ora al 6° posto in graduatoria alla pari del Real Calepina a 19 punti – che i rosso e blu veronesi di mister Marco Tommasoni: “Abbiamo affrontato il Sona”, ricorda Florindo “in una gara in cui ci siamo ritrovati in dieci dopo mezz’ora e in un campo ai limiti della praticabilità. Penso, però, che da buona matricola, il Sona calcio stia facendo un ottimo campionato e che come primario obiettivo si pongano la salvezza”. Adesso, l’asticella delle pretese si è però alzata, grazie all’arrivo di un campione come Maicon… “E’ un atleta che sicuramente porta valore non solo al Sona, ma a tutta la categoria: credo che nessun giocatore del suo calibro sia mai sceso in serie D e che ora la potenza dei veronesi sia lievitata di molto”.

Che importanza può avere per un coach avere nel gruppo un giocatore come Maicon? “Io, come allenatore, già facendolo con tutti i miei giocatori, mi metterei a disposizione di uno come lui. E’ un vantaggio non di poco conto avere in squadra un Maicon. Nel calcio di adesso non contano più i “sergenti di ferro”, il “militarismo” di quando giocavo io non paga. Maicon può aiutare i compagni ad esprimersi al meglio: vedendolo da fuori, conserva il sorriso che lo accompagnava da professionista anche davanti a 80 mila spettatori, indice che il calcio è la sua più grande passione. Fortunati i giocatori del Sona! Impossibile non farsi contagiare da un leader come lui! L’entusiasmo, la carica comincia a portarli ancora prima di accomodarsi negli spogliatoi, saprà trovare la parola giusta nei momenti difficili della partita o in quelli delicati – sempre se ci saranno – della stagione dei rossoblù veronesi”.

Che differenza corre tra il vostro attuale girone e quello “veneto”, dove lei ha già operato? “Qui, il tatticismo è molto più applicato dai colleghi: quindi, bisogna molto studiare l’avversario, bisogna studiare le fonti del gioco, molto propositivo. Nel girone che lei chiama “veneto”, invece, conta la gestione della palla da dietro, la manovra è meno leziosa, ricercata, ma finalizzata alle punte che hai davanti, e prevale l’uno contro uno con gli avversari”. Chi è la papabile al titolo nel vostro girone? “Il Seregno, sia per la qualità dell’organico sia per la potenza degli impianti. Infatti, non è un caso che sia là davanti. Ma, non tralascerei il Crema, club dalle grandi tradizioni storiche, guidato dall’ex professionista (Udinese, Verona, Liverpool) Andrea Dossena, un mister che fa sviluppare ai suoi atleti un gran bel gioco”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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