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giovedì, 21 Gennaio 2021

Simone Dal Degan, collaboratore di mister Parlato a Trento: “Esperienza per me unica!”

Per la prima volta, dopo tantissimi campionati, il calcio non lo vede protagonista in campo, soprattutto come negli ultimi anni da leader della difesa. Classe 1980, Simone Dal Degan non ci ha pensato un secondo ad accettare l’assist offertogli quest’estate da Carmine Parlato, il mister chiamato a guidare il Trento nel girone C di serie D: “Mi ha chiesto di dargli una mano, ed io ho subito accettato con grande stupore ed entusiasmo l’invito. E’ stato mio allenatore a Rovigo, con cui abbiamo trionfato in serie D e abbiamo ottenuto il 6° posto nell’allora Serie C2. E’ il miglior mister che io abbia incontrato in tanti anni di carriera da calciatore, cercherò di assimilare tutto, anche il minimo segreto da uno che il calcio l’ha fatto e interpretato sempre bene!”

“Sì” conferma Simone “è il mio anno di non calcio interpretato, vissuto da protagonista, voglio dire in campo. Come allenatore, ho fatto tutta la trafila delle giovanili, a febbraio del 2020 ho conseguito il patentino di allenatore Uefa “C”, e sognavo di vivere un’esperienza simile”. Dopo 4 stagioni da professionista nell’Hellas Verona, con il grande rammarico di non aver conosciuto il debutto né in campionato con i giallo-blù né di aver messo piede in Coppa Italia, ecco la serie C2: “Due stagioni a San Bonifacio e altrettante a Rovigo”. Nell’attuale Trento, militante in serie D, Simone parte… dal vantaggio di conoscere già tre “senatori”: si tratta di Stefano Pietribiasi, di Giacomo Pettarìn e del difensore Simone Salviato (oltre 200 i gettoni in serie B, tra Padova, Novara, Livorno, Bari e Mantova): “Con i primi due ho giocato assieme a San Bonifacio, con Simone Salviato, invece, a Rovigo. Il mio ruolo? Non è quello antico del mister in seconda che piazza i cinesini e poi raggiunge l’angolino, bensì suo personale confidente. Spesso, il mister mi chiede come la penso su questo o quel giocatore, su questa o quella idea di gioco, contribuisco, insomma, anch’io per la mia parte. Spesso, dà così importanza alle mie risposte, che poi le vedo messe in pratica dai calciatori. Mi conferisce, riconosce la giusta importanza”, come un suo pari grado. E, sapere che ha chiamato il sottoscritto, beh, questo per me è un grande motivo di soddisfazione, di orgoglio”.

Che girone è il vostro che annovera anche le veronesi Caldiero e Ambrosiana? “E’ il girone veneto ha molti club di grandi qualità: Luparense, Porto Tolle, Mestre, Adriese, Clodiense e Cjarlins Muzane. E’ un raggruppamento equilibrato, soprattutto verso l’alto”. Il tuo sogno è sicuramente una panchina da professionista come primo allenatore… “Non guardo al domani, vivo sempre il presente con grande entusiasmo. Ho accettato questa esperienza per imparare e per crescere e so di collaborare con il più bravo mister in circolazione. Il mio compito è di ripagare la fiducia che mister Parlato e la società Trento, guidata dal presidente Mauro Giacca, mi hanno posto. Se devo essere sincero, mai avrei pensato di fare, appena patentato, un salto così in alto!”

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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