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sabato, 28 Marzo 2020
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    Giaccherini, Pecchini e Frey dialogano con oltre 200 studenti dell’Istituto di Dossobuono

    Dalla doppietta vincente contro la Salernitana, a un’ora abbondante di conversazione con gli alunni di prima e seconda media dell’Istituto comprensivo di Dossobuono. Emanuele Giaccherini continua a vivere la sua settimana da protagonista, ieri mattina, insieme a Daniel Frey (attaccante esterno della Primavera gialloblù) e Alessia Pecchini (difensore del Chievo Fortitudo Women). L’incontro, organizzato dal responsabile del progetto «Giovani Cronisti» Patrizio Binazzi, si è sviluppato intorno al tema «La comunicazione nello sport – Un linguaggio rispettoso». Di fronte, i tre gialloblù si sono ritrovati 240 alunni accompagnati dagli insegnanti scolastici. Ognuno di loro ha sviluppato il tema portando agli studenti le rispettive esperienze sportive. Daniel ha potuto raccontare il suo percorso calcistico iniziato nel Settore Giovanile del Milan e proseguito al “Bottagisio” indossando la maglia del ChievoVerona, con l’Under 17 e la Primavera. Esperienze che l’hanno avvicinato per molti aspetti ai ragazzi e alle ragazze che hanno solo pochi anni meno di lui, e che come lui uniscono l’impegno scolastico alla pratica di una disciplina sportiva. Alessia, che oltre a essere una giocatrice della formazione femminile gialloblù ha vissuto anche l’esperienza da allenatrice e collabora tuttora con la FIGC come psicologa sportiva, ha illustrato quali devono essere gli approcci comunicativi e relazionali migliori per dialogare in maniera attiva e costruttiva con i più giovani. Emanuele ha portato esempi diretti della sua carriera di calciatore, spiegando come è riuscito a superare, soprattutto in gioventù, momenti difficili che l’hanno fatto dubitare di poter fare della sua passione calcistica il suo lavoro. Esempi che hanno fatto capire ai ragazzi quanto sia importante affrontare qualsiasi tipo di situazione negativa, ascoltando i consigli di persone fidate che in quel momento possono avere più esperienza di te. «Giak» ha poi raccontato anche i differenti modi di comunicare di alcuni dei suoi ex allenatori: da Prandelli a Donadoni, fino a Conte e Sarri.

    «Fa piacere – ha detto Emanuele Giaccherini – vedere una così alta partecipazione attiva da parte di ragazze e ragazzi che si dimostrano attenti e interessati a quello che racconti, probabilmente perché loro vivono esperienze simili a quelle che abbiamo vissuto anche noi. Il compito che hanno gli insegnanti a scuola e gli allenatori di tutti gli sport è fondamentale e delicato. Riuscire a comunicare nel modo più corretto i giusti messaggi a quest’età è troppo importante. Io ho avuto la fortuna di conoscere tanti allenatori, alcuni dei quali ex giocatori di livello, e mi sono sempre relazionato bene con tutti di loro, seppure a volte uno stile comunicativo era differente da quello che io intimamente preferivo. L’ho raccontato più volte, quando avevo 23 anni pensavo di smettere di cercare di diventare un calciatore professionista, perché non vedevo sbocchi per la mia carriera. Volevo tornare a casa mia, continuare a giocare a calcio solo per passione e mettere a frutto il diploma di perito meccanico ottenuto alle scuole superiori. In quei momenti, chi mi era vicino ha saputo dirmi le cose giuste, al momento giusto. Non ho mollato e ho avuto la mia occasione. E da quel momento ho iniziato a realizzare il mio sogno di diventare un calciatore professionista, fino a indossare da protagonista la maglia della Nazionale italiana di calcio. Se c’è un insegnamento che si può trarre dalla mia storia, è che se attorno a te ci sono persone che sanno darti i giusti messaggi, e tu capisci che devi sempre dare tutto te stesso per ottenere l’obiettivo che ti sei dato, niente è irraggiungibile. L’augurio che faccio a tutti questi ragazzi è proprio questo: a scuola, nello sport, ma in generale nella vita, cercate sempre di capire chi vi può dare i giusti consigli. Ascoltateli e date sempre il massimo in qualsiasi campo. Così facendo conquisterete i vostri obiettivi, qualsiasi essi siano».

    Dino Guerrini, Responsabile Comunicazione A.C. ChievoVerona

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