Dopo 22 bracciate, si consolida l’idea per chi deve commentare questo girone “A” di Promozione veneta, che siamo di fronte a Torneo molto combattuto e sempre sul filo dell’incertezza domenicale. Ha ripreso a crederci lo Zevio di mister Andrea Annechini: la “Corrazzata” bianco-nera al “Leo Todeschini” non manca di staccare la vittoria n.12, anche perché con il continuo fiato sul collo emesso dai polmoni dell’Union Vis Lendinara, c’è poco da riposare sugli allori. Una vittoria, quella riportata ieri pomeriggio a spese dell’Olimpica Dossobuono sferzata dal fantino mozzecanese Maicol Sambenini, classe 1990, che ripaga della fiducia del mister stesso zeviano nel far conto sul “Pulcino maghrebino”, al secolo Youssef El Qorichy, 30 anni appena compiuti ai primi di febbraio. Lui e Riccardo Cacciatori sono quelli ai quali è stato affidato il compito di scardinare la saracinesca giallo-rossa durante il secondo round. Zevio, sempre capolista, ora a 41 freccette, Union Vis Lendinara di mister Riccardo Di Giovanni che lo insegue con il laccio da cowboy, e polesani che al tempo stesso si mordono le dita per non essere stati capaci al loro “Perolari” di aver ragione, 1 a 1, del comunque rinato Bevilacqua di mister Nicola Corestini, classe 1990. Tutto, in fatto di marcature, scocca nella ripresa, con i polesani per primi in rete grazie al 1987 Guido Cortegiano, con un Andrea Nalini non in performance, sorretto alle spalle da Prince Yerboye, anche ex Oppeano, e con là davanti un Marco Farinazzo, classe 1996, anche lui ex oppeanese, incapace di dare un bel taglio – lui, lendinarese parrucchiere affermato – al lungo digiuno realizzativo che sta osservando. Ma, per la “Cremonese della Bassa”, è ancora una volta un giovane molto interessante, tal Jonathan Guglielmetti, classe 2002, a togliere fuori le castagne dal fuoco i grigio-rossi, e con il solito bicchiere di buon thè all’inglese servitoci in settimana nella sua affollata bottega di Alimentari, nel cuore di Legnago, dall’ex enfant prodige dell’Hellas Verona, Luca Faccioli, classe 1998. Una sorta di blitz all’insegna della scaramanzia, una specie, se volete, di terzo tempo anticipato rispetto a quello sempre consumato al termine della partita giocata sull’impianto di via PontePitocco, a Bevilacqua, di fronte alla basilica di Sant’Antonio.
Colpaccio, 0 a 1 a Belfiore d’Adige, per il Real Valpolicella di mister Davide Chizzoni Susani, paronese doc. Su una palla non trattenuta da quel grande gigante dei pali che è il classe 1990 Mattia Maragna, il Valpolicella torna ad essere Real perché il suo numero 11, il 2005 Luca Emmanuel Ambrosi, è come un furetto, pronto a non farsi sfuggire la ghiotta occasione e a deviare in rete la sfera non blindata tra le sue mani o braccia dall’estremo difensore belfiorese, in forza ai biancoblù del mister sambonifacese, Flavio “Ray ban” Carnovelli, classe 1961. Appaiate al terzo più comodo scarnno,a 37 doghe, l’AQS Borgo Veneto e il San Giovanni Lupatoto: i basso-padovani di mister Francesco Gasparetto escono indenni – 2 a 2 – dal “Pinarolli Stadium” di Pescantina, dove il Settimo di mister Mattia Paiola ha dato a lungo prova del suo valore, andando in duplice vantaggio grazie al maturo (1989) Tommaso Cailotto e a Francesco Gaburro, classe 2005, ex PGS Concordia Borgo Milano. Ma, senza fare i conti con gli esperti osti, barmen patavini, ossia Andrea Stevanìn, classe 2005, e l’ing. Guido Manfrìn, classe 1995, metronomo della matricola avversaria. Bell’impresa dell’A.C. Cadidavid di mister Stefano Ghirardello, il quale rischia di tarparsi le ali…quelle da dove spiovono a mò di missili catapultati da bomber Alberto Sacconi, al secolo Sacco-gol, classe 2000, a beneficio della prima linea bianco e blu. Il colpaccio di 1 a 2 messo a segno dai cadidavidesi degli umili diesse Adelino Biondani, del ever Segretario Marco Massagrande e del presidente Ermanno Dosso, matura in riva al Guà, all’altezza di Cologna Veneta, in casa di una compagine, quella ben preparata dal trainer lupatotino Matteo Girlanda, che ha i denti canini e gli incisivi molto levigati (si segna, cioé, col contagocce e si vede che di bomber Fabio Sinigaglia, classe 1986, non esiste un clone). Rivive la sua seconda giovinezza, dopo averla assaggiata, assaporata nella sua San Giovanni Lupatoto, bomber Nicola Avesani, classe 1992, imitato dal difensore bianco e blu dal cognome cosacco, o di un combattivo ussaro, tal Vladislav Knyazev (1997), mentre per i “giallo-blu del mandorlato” risponde il solo 2007 Edoardo Giaretta, figlio del “Maldini dei dilettanti”, Andrea. Grande colonna difensiva dell’A.C. Cologna Veneta degli anni 90 e 2000.
Al “Luciano Giglio”, o Sant’Elisabetta, mister Alessandro Ghirigato torna a impiegare in attacco, con l’11 sulla schiena, il “Cigno di Campagnola di Zevio”, l’ottimo, l’aitante Andrea Varano, ma per il quotato Team S.Lucia Golosine del diggì Ivano Belligoli è una domenica bestiale, quanto a risultato finale. Il San Giovanni Lupatoto del super navigato, super medagliato mister, Fabrizio Sona, classe 1957, estrae dal fondino l’arma chiamata Franco Ballarini, classe 1986 e lui, il gaucho delle pampas dimostra, mai come in questi ultime settimane di vivere una sua seconda giovinezza, fatta di gol – 6 nelle ultime 3 partite – uno più pesante dell’altro. Al “Tiberghien”, termina sul 2 a 2 la sfida tra gli altolocati rosso-neri sanmichelati del mister e master chef Matteo Biroli, e la non ancora quotata matricola Pro Sambonifacese guidata in panca e governata dal più alto scranno dirigenziale dall’imprenditore metalmeccanico Maurizio Battistella, classe 1957. Per fortuna, rimette gli scarpini in campo il trequartista 2001 Jacopo Pasquali, da troppo assente, ed, allora, al suo posto la cacciano dentro il 2006 Nicholas Grego e il bomber datato 1996 Luiz Henrique Herber (incredibile il rigore, a una decina di minuti al termine, negatogli dall’ex Albaronco, ex Pro Sambonifacese Francesco Altamura, classe 2001!). Per la Pro, rimonta effettuata da quel sangue con tanto di pedigree, “Varenne” Giovanni Lorenzi e gol del secolo, da Domenica Sportiva, da cineteca a firma di “Kostner” Filippo Pippo Targon, umile quanto laborioso imprenditore agricolo delle zolle che attraversano, segnano Ronco all’Adige. Un gol, al volo, di contro balzo, con sfera che va a infilarsi dove non osano né le aquile né i vampiri, né i pipistrelli. Adesso, ha mormorato qualcuno, potrebbe attaccare benissimo gli scarpini al chiodo. Ma, tu, Pippo, mi raccomando, non ascoltarle quelle Sibille cumane catastrofiche! Sei soltanto un ex giovanili del Chievo, un luglio del 2000, e tu e il fratello… Karamazov, il “Bronzo di Ronco” Elia, classe 1996, ne avete ancora di perle calcistiche da regalarci. Al “Paolo Maggiore”, il Pedemonte che non ti aspetti, alla pari del risultato un pochino deludente – 1-3 – soccombe all’urto, alla maggiore forza del Baldo Junior Team di mister Luca Bozzini. In rete, i montebaldini cavaionesi con il 2001 Filippo Tuzzo, “Giorgio” Simone Armani, classe 1997, e S.R.E. “il cardinal” Scola, Giulio, classe 2007. Per i bianco-rossi pedemontani di mister Stefano Paese, ha risposto materialmente in fondo al sacco Edoardo Caia.
Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it





