Eh, sì: nel già difficile test psicologico di questo appassionante perché molto equilibrato e difficile da comprendere, impossibile da pronosticare Torneo, lo Zevio di mister Andrea Annechini è quello che avrebbe bisogno di distendersi sul lettino per capire i suoi inferni – molti ultimamente -, i quali superano quei bei paradisi a cui ci aveva all’inizio di campionato abituati. Ieri, i bianco-neri scivolano – 2-1 – al “Paolo Maggiore” di Pedemonte e perdono quello scettro che ora è impugnata dalla terza incomoda – ve lo ricordate? -, ma, sì, la padovana matricola dell’AQS Borgo Veneto, con impianto sportivo nel paese di Saletto. “El Pede” dà una pedata – tanto per restare in rima baciata – ai bianco-neri del molto imbufalito presidente Giorgio Scandola e dell’altrettanto preoccupato diesse, il giovane Luca Pellizzari – a un avversario, già impallinato da bomber Enrico Rizzi, classe 1999. L’ottimo Kaabu Balde, dal dischetto, sa dosare freddezza a qualità tecnica, e supera il buon estremo difensore pedemontano Umberto Gottardi, classe 2000, ma, poi, è un pochino tutta la squadra che non sa marciare come è capace di fare e l’ha sempre dimostrato. Ed, allora, eccoti la bottigliata – di marca Cantina Farina – sulla testa pioverti da Marco “Re” Salamone, classe 2008 e tutt’altro che calcisticamente un salamone quando nella ripresa stende l’estremo zeviano Francesco Peronato, classe 2007. Si ridefinisce il vertice della graduatoria, la quale vede al comando l’AQS Borgo Veneto di mister Francesco Gasparetto veleggiare a 43 nodi, frutto anche del colpaccio messo a segno ieri pomeriggio – 0-1 – in quel di Belfiore d’Adige, a spese dei “bianco-blu del Basso Adige” guidati da “El Flos” – come lo chiamano dalle sue parti nel Sambonifacese, mister Flavio “Ray ban” Carnovelli, classe 1961. A costringere a indossare non la camicia di forza dei pazzi, taglia n.20…, ma le infradito di ultima della classe – ora in compagnia della forse “risvegliatasi” Pro Sambonifacese – è l’ala sinistra euganea, nei primi minuti dal rientro in campo dopo la pausa del thè, tale Alessandro Trivellato, classe 1990.
AQS Borgo Veneto prima a quota 43 freccette, dietro, a 41 lo Zevio, poi, sul terzo gradino dei 40 punti, l’Union Vis Lendinara, non oltre l’1 a 1, nel suo “Perolari”, contro il coriaceo, ostico, solido come le rocce delle sue parti, Baldo Junior Team di mister Luca Bozzini.
Nemmeno il tempo di accomodarsi in tribuna sul sintetico di Cavaion, che i montebaldini già passano in vantaggio: e, a splendere in una giornata dal clima primaverile non poteva essere che uno scintillante Rubino, Pierpaolo, classe 2003, ex PescantinaSettimo, abile nel saltare via uno dei più difficili ostacoli, vedi Prince Yerboye, ex di tanti club di serie D, ed ex anche audacino, classe 1989, e di fulminare tra i pali il maturo (1990) Davide Bersàn. Ma, a inizio di ripresa, è ancora una volta il maturo (1987) Guido Corteggiano a togliere le castagne dal fuoco ai polesani del diesse “Zucchero” Franco Gobbi, per tutti “El Pizza”. Segna con il contagocce, per non dire quasi mai, l’ex bomber dell’A.C. Oppeano, Marco Farinazzo, classe 1996, apprezzato coiffeur, ma, anche invocato bomber a fare il suo compito, il più prestigioso ed apprezzato dai tifosi: il gol. I fratelli Targon”, Elia, classe 1996, e Filippo, classe 2000, hanno tante cose in comune: in primis, l’amore travolgente verso la coltura delle loro zolle a Ronco all’Adige, secondo sono fratelli dello stesso sangue, vantano un lungo e giovanile tirocinio vissuto nel Chievo di Luca Campedelli, quindi, ora gareggiano non solo a chi – esiste anche il fratello maggiore Manuel, classe 1991, con buoni trascorsi di calcio – alla domenica pomeriggio esibisce alle fans della Pro Sambonifacese il fisico più scolpito, ma anche a buttarla dentro, in fondo al sacco. Una sana e legittima rivalità – questa dei due fratelli “Karamazov” Targòn – che tanto piace al mister e presidente rosso-blu Maurizio Battistella, classe 1957, il quale avrà provato qualche brivido freddo nella schiena quando ha saputo del passo indietro compiuto dal suo collega non solo di trono ma anche di panca, il mitico Gigi Fresco. E, invece, ecco tutti i suoi prodi ragazzi ad accontentarlo in un colpaccio – 1-3 – che nessuno, francamente alla vigilia si sarebbe azzardato di pronosticare. Maccome, il Team S.Lucia Golosine che si fa mettere sotto da una delle ultime della classe? Ma, non saremo mica tutti matti, oh? Il Team del presidente-poeta Beppe Bettini, classe 1959, del diggì Ivano Belligoli, di mister Alessandro Ghirigato, quello delle due consecutivi finali play off, sculacciato dal meno gettonato avversario? Va bè che il nonno paterno Vasco, nell’attiguo cimitero di Santa Lucia, avrà tifato per i suoi due nipoti, i “Fratelli Karamazov” Targon, ma, da qui, a cadere con una squadra che – noi personalmente vorremmo allenare, il Santa Lucia Golosine – beh, dai, ce ne passa! La cronaca parla di vantaggio ospite a firma di Luca Viviani, poi raddoppio firmato da Riccardo Cherubin (alla sera tutti a ballare nel suo rinomato Hotel, chalè, Pub “Relay” alle porte di San Bonifacio), poi, la ripresa, con il rigore trasformato da Federico Nardi, e, infine, il suggello del terzo sigillo – quello posto dal gol di Elia Targon- anche questo alla pari di quello realizzato alcune feste fa dal fratello minore Pippo (gol da oltre 30 metri firmato al “Tiberghien”): per la gioia di papà Sandro e mamma Caterina! -, sigillo impreziosito dalla potenza e precisione balistica che fa di una conclusione un golasso da cineteca.
Il PescantinaSettimo di mister Mattia Paiola ha imboccato la galleria del vento favorevole. Ieri, al “Pinarolli Stadium”, ecco un altro successo dei ragazzi del presidente Lucio Alfuso – chiaro, limpido, Recoaro -, ossia la vittoria ottenuta a spese del Bevilacqua di mister Nicola Corestini, ora alle prese con i fumi bollenti delle sabbie mobili della bassa classifica. Per i rosso-blu del diesse Cristian Carigi, le marcature scoccano nella ripresa a firma di Alessio Lorenzini e del mozzecanese Maicol Bonetti, classe 1991. Al “Comunale” di Cologna Veneta, spunta la prima domenica assolata di marzo, ed allora meglio indossare un paio di occhiali da sole – meglio se a specchio – contro il San Giovanni Lupatoto. Che i “giallo-blu del mandorlato” del trainer lupatotino Matteo Girlanda fatichino da una vita, meglio, dall’inizio del Torneo a cacciarla dentro: ebbene, cari lettrici e lettori, questo è un dato di fatto che è oramai anche a danno degli stessi colognesi che non fa guardare molto lontano. Certo che campioni, Carneadi del gol alla Fabio Sinigaglia – classe 1986 – non ne nascono uno al giorno; però, i giallo-blu faticano molto a buttarla dentro. Non segnano invece con il contagocce i bianco-rossi di un altro trainer lupatotino, il più navigato – classe 1957 – Fabrizio Sona: ecco, allora, che da un team molto collaudato in fase offensiva ci saremmo aspettati più potenza sotto rete, senza con questo togliere i meriti ai rispettivi due “guardiani dei pali”. Però, con uno cammino davvero ottimo, come quello dimostrato fino ad ora da Franco Ballarini (1986) e soci, essere riusciti a sferrare il colpaccio all’ombra del Torrione colognese avrebbe fatto salire all’orbita, alle stelle, alla pari del prezzo attuale del petrolio o del bene-rifugio che è l’oro – le quotazioni lupatotine. Se esiste una squadra vocata a fare la terza incomoda, beh, questa è proprio il S.Giovanni Lupatoto! Il “Tiberghien” si dimostra non il primo alleato dell’Audace calcio: lo dicono le condizioni del terreno di gioco, le quali certo non favoriscono quel gioco euclideo che il mister-chef di alto bordo come è Matteo Biroli sa trasmettere ai suoi ragazzi. E, infatti, eccoti l’1-2 con il quale l’Olimpica Dossobuono del mozzecanese “fantino” Maicol Sambenini (1990) stacca un bell’assegno in prospettiva-salvezza. Addirittura duplice il vantaggio dei giallo-rossi ospiti: a firma della punta datata 2003 Filippo Ferrari e di Raul Cantea, classe 2006. Che rendono solo una chimera, una fumosa illusione il gol confezionato dal sanmichelato, il classe 2005 Eliseo Kapaj.
Al “Guglielmi”, in zona Sacra Famiglia, tre punti davvero rivitalizzanti per l’A.C.D. Cadidavid di mister Stefano Ghirardello: è finita 3 a 1 per i biancazzurri del presidente Ermanno Dosso contro la vittima, il Real Valpolicella affidato – a bocce in movimento – all’esperto trainer Alberto Facci, condottiero serio e qualificato, al quale si devono le fiutate di grossi calibri del nostro calcio sia veronese che dilettantistico, vedi Andrea Nalini, Maicol De Marchi e Kevin Lasagna. E, pensare che all’inizio i venti parevano soffiare a favore dei valpolicellesi del presidente Prasad Zeni, se è vero che intorno alla mezz’ora circa, scoccava, scaturiva il gol-illusion confezionato dal freddo quanto preciso rigorista, il giovane classe 2005 Luca Ambrosi. I cadidavidesi erano bravi a non disunirsi, a far subito squadra e ad andare in rete grazie al primo gol in categoria del promettente classe 2007 Matteo Gragnato, ragazzo in prestito dal Team S.Lucia Golosine del padre e responsabile del settore giovanile, Filippo. Dai e ridai, a furia di colpire la sfera di testa, che prima finisce per spolverare la faccia superiore della traversa, ecco così che arriva il gol del sorpasso a firma di Nathan Cavazza, classe 2004. La ciliegina sulla torta, la mette il “re dei cannonieri del San Giovanni Lupatoto”, Nicola Avesani, classe 1991. Cadidavid del diesse Adelino Biondani fuori dalla Sala Rianimazione, ma con l’obbligo di non allontanarsi da un Ospedale molto specializzato nelle salvezze. Non solo quelle fisiche e corporali! E domenica prossima da non perdere San Giovanni Lupatoto vs AQS Borgo Veneto, una sfida d’alta quota che potrebbe rimescolare le carte ancora una volta.
Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it





