Giornata, la 9^ di andata, dai verdetti non tutti prevedibili. Come la resurrezione lupatotina, affidata a un “grande arcivescovo” del nostro calcio, il pluridecorato Fabrizio Sona, classe 1957, il quale pareva strano a tutti che sostasse alla finestra in Piazza San Pietro, senza voler andare incontro a Sua Santità Papa Leone XIV…E, i suoi Lupacchiotti sono tornati a sbranare subito la carne più prelibata sul banchetto domenicale: la vittoria, di 2-0, al “Giobatta Battistoni”, a spese dell’ACD Cologna Veneta guidata dal trainer lupatotino, l’ex molosso di serie C2 al Sudtirol, Matteo Girlanda. Tornano a segnare, dopo un pochino di tempo, i bomber Antonio Cardone, classe 1993, e il suo collega di reparto Marastoni, Luca, classe 2002. Ma, è ancora sagra di reti per la capolista, la centenaria A.C. Zevio guidata da mister Andrea Annechini (grazie per il caffè offertoci con rispetto al “Leo Todeschini”, nel pre partita che ha visto i bianco-neri del presidente Giorgio Scandola asfaltare – 3 a 0 – anche il Pedemonte di mister Stefano Paese, del suo vice-presidente, e “grande anima” Claudio Farina, oltre che degno erede – nipote – dell’indimenticato Francesco, “Checco” per tutti, Farina, detto anche “Farineta”. Sale la media realizzativa, in quest’ultimo mese, degli zeviani ora a quasi 3 gol a partita. Una media incredibile, da difendere fino in fondo, che rischia di rubare il sonno al suo massimo rappresentate a livello dirigenziale, parliamo di Giorgio Scandola, e di tutti coloro che gli stanno intorno, non certo con le braccia conserte (il diesse Luca Pellizzari, Benetti, mister Enrico Romìo, il padre Sandro, il mastro pasticcere Daniele Dall’Oca, felicissimo nonno del bellissimo Gioele, appena nato, mandato dal padre appena scomparso e “confezionato” da Luca, ex mister – assieme al fratello Davide – delle giovanili bianco-nere; alla pari di Enrico Romìo). Della serie: un successo, non nasce mai per caso, ma, se prolungato com’è fino adesso, è frutto di una sua costruzione meditata a tavolino, quest’estate appena trascorsa (forse, anche molto prima). Si rigenera anche – dopo mesi di infortunio – “El Pulcino mahgrebino”, al secolo il 1997 Youssef El Qorichi (il suo gol di ieri, successivo alla doppietta firmata la domenica prima, significherà pure ben qualcosa, o no?, in fatto di ritrovata performance personale e calcistica? Attendendo anche il suo matrimonio, già calendarizzato il prossimo 27 dicembre, nella sua Marrakesh. Tutto ciò per dire che lo spogliatoio generatosi è di quelli giusti, alla pari dell’anno agonistico-calcistico che il gruppo bianco-nero sta vivendo. Ricordiamoci che l’attuale capolista zeviana – a 20 carati – brilla anche senza l’apporto in campo di capitan Matteo Manganotti, classe 1994, fresco papà del meraviglioso pupo Martino. E, che il “soldatino sabaudo” Castagna, purtroppo, ha molto da impegnare il corpo sanitario messogli a disposizione per vederlo ritornare a fianco dell’eterno Enrico Eller. Scoppiano i tacchetti di Kaabu Balde, classe 2000, giunto dal Real Valpolicella per prendersi la rivincita di un’amata retrocessione vissuta lassù, tra i vigneti traboccanti di nettare degli dei. Sua la rete di apertura e di Aguibo Sambu quella nel numero della perfezione, il 3. Che con quello zero a seguito esclude, azzera l’avversario appena incontrato e battuto.
Rallenta il passo l’Union Vis Lendinara di mister Riccardo Di Giovanni e di chi l’ha costruita, ovvero “Zucchero” Franco “Pizza” Gobbi (anche ex diesse del Cerea di dorianafazion èra): 0 a 0 sul sintetico di Cavaion, in casa del Baldo Junior Team di mister Luca Pizzini, ex A.C. Garda, ex S.G. Lupatoto e Villafranca, un tecnico preparato. I polesani del presidente Domenico Princi, “boss dei mulini di farina”, daranno del filo da torcere a tutti, anche se quando operi certi investimenti (Marco Farinazzo, l’ex Crotone Andrea Nalini, Pietro Princi, Prince Yerboye ed altri), il primo vero nemico è la fretta di conseguire i risultati. L’Audace calcio del mister e master chef (scusate il gioco di parole!) alla Tonino Canavacciuolo, Matteo Biroli, viaggia ora a marce basse, condizionata da un’infermeria affollatissima. Chi va in campo, deve sempre stringere i tempi perché sa di non contare su una degna riserva. E’ il caso del dr Jacopo Pasquali, classe 2001, ex ACD Oppeano ed ex ASD IsolaRizza Roverchiara. Ed allora, i filotti vittoriosi si alternano a pareggi non sempre redditizi, anche a livello di aumento dell’autostima. Ecco spiegata, senza nulla togliere ai grandi meriti di chi se l’è guadagnata la pagnotta, del 2 a 1 interno, conquistato al “Luigi Ciresa” di Dossobuono, dall’Olimpica affidata non tanto tempo fa al brillante broker finanziario Maicol Sambenini (originario di San Zeno di Mozzecane e coetaneo del “Raul di Pradella”, al secolo Nalini), il quale si ritrova in grande efficenza la bocca di fuoco più bollente dei giallo-rossi olimpici, Samuele Olioso, classe 1998. Lo imita, ma solo a metà nel doppio gioioso urlo, il 2005 rossonero ospite Lorenzo Pasquariello (ex Primavera del Napoli), figlio del nostro collega e collaboratore Gennaro, classe 1959, partenopeo puro, ex musicista al fianco dei tanto rimpianti geni, quali Pino Daniele e James Gaetano Senese, sassofonista di inimitabile bravura, al fianco tante volte di Eduardo Bennato, l’architetto sfornato al “Politecnico” di Milano e che sognava di ristrutturare, di risanare i partenopei Campi Flegrei. Già, mi raccontava un altro musicista che ci ha appena lasciati, mutuando e scomodando il grande Peppino De Filippo, con quel suo “ma, siamo uomini o caporali?) (pure il nostro giornalista Pubblicista Gennaro, anche apprezzato cameraman, ha da illustrare un prestigioso passato, vissuto anche a fianco dell’ultimo grande sassofonista reduce da “Napoli Centrale”, il non più giovane Marco Zurzolo).
Al “Renzo Tizian” è andato, ieri pomeriggio, un altro non felice copione della Pro Sambonifacese del mister e neo presidente, l’imprenditore metalmeccanico Maurizio Battistella, classe 1957. Passa 3 a 1 il Team S.Lucia Golosine di mister Alessandro Ghirigato, e del nuovo, azzeccatissimo acquisto novembrino-dicembrino, lo statuario bomber alla Bieroff, Matteo Badia, dicembre 1999. Intanto, finchè non è ancora utilizzato lui nella nuova scuderia, i conti li fa facendo tornare il “Cigno di Campagnola di Zevio”, il classe 2002 Andrea Varano, troppo umile per guardare e puntare in alto, troppo bravo nel cacciare in fondo al sacco due palloni dei tre che hanno impallinato i “rosso-blu dell’Est” veronese, appunto, la Pro. Che va troppo presto in rete, come quando a un party, per paura di restare senza tramezzini o i pasticcini, se ne ingollano troppi: è sempre lui, il padre felicissimo di due splendide “bamboline”, “Varenne” Giovanni Lorenzi da Veronella, a rompere il ghiaccio, a far crollare il muro dei falsi rituali del “ma, dai, non facciamoci del male, l’uno con l’altro”, quei convenevoli che s’addicono di più a grosse personalità, vedi cardinali, Capi di Stato, Segretari di Partito, tachè d’Ambasciata. Ma, Varano, semplice come le fragole che ogni estate lo vedono curvo nel raccoglierle, figlio di gente normale quanto umile, fratello più piccolo di due amatissimi gemelli, capaci di abbandonare il loro primo amore quando lo riconoscono troppo gonfio di superbia, eccedente di vizi…cesarismi, nepotismi, troppo difficili da digerire, troppo delicati da metabolizzare anche in una logica di gruppo. E, così, mamma Stefania e papà, Domenico, il catanzarese primo tifoso del “genio dei gol su corner”, il recanatese Massimo Palanca, assolutamente indisturbabile durante il match che riguarda i suoi pargoletti, sono l’esatto humus di campioncini di provincia, che vivono di un applauso, di nient’altro, anche di amari bocconi da mandare giù. Nel lago del Cigno di Campagnola di Zevio, non poteva non alzare le ali e le braccia al cielo, il compagno di reparto Luca Riva, classe 1994.
Il Real Valpolicella di mister Davide Chizzoni Susani inacidisce…davanti alle fobici “da vegna” azionate da SaccoGol, il “bomber duemillenario di Pressana di Verona, una sorta, permettetemelo di dire dopo 48 anni di, mi auguro davvero, onesta professione, di extraterrestre dei nostri dilettanti. Un atleta, guardategli la morfologìa, la corsa, la passione, la gioia degli occhi che sprizzano luci alla maniera di Pippo Inzaghi dopo un gol, che ha sempre vissuto per il calcio; certo, alla pari di miglioni di altri suoi compagni calciatori. Ma, questi due gol ci ricordano Virgilio e il famoso episodio, descritto nell'”Eneide”, e che ritraeva l’eroe troiano Enea, fuggire da Troia letteralmente in fiamme, caricandosi l’anziano padre Anchise sulle proprie sudate quanto coraggiose spalle. Così sta la similitudine tra il duemillenario goleador pressanese e il passo virgiliano e, quindi, l’A.C. Cadidavid di mister Stefano Ghirardello, del presidente Ermanno Dosso e dell’eterno diesse Adelino Biondani. Ritorna ad assaggiare polvere l’appena rialzatasi Belfiorese del sambonifacese mister “Ray Ban” Flavio Carnovelli: a Saletto, patria della matricola AQS Borgo Veneto di mister Francesco Gasparetto, subisce la 4^ sconfitta – 2 a 1 -, seppure passata in vantaggio per prima grazie all’ex ACD Oppeano Dame Diagne. Ma, la felicità non dura un quarto d’ora, ma quasi un’ora: infatti, prima il difensore 1990 Silvio Gennaro, poi, il 2002 Nicolò Cavaliere tolgono ai “biancazzurri del Basso Adige” la gioia almeno della condivisione dell’intera posta in palio. Sull’impianto di via PontePitoco, a Bevilacqua, spettacolare, pirotecnico, picaresco 3 a 3 tra la “Cremonese della Bassa” di mister Leonardo Pastorello e il PescantinaSettimo dell’omologo della panca, Mattia Paiola. Al grigiorosso Edoardo Leggieri replica il 2000 Riccardo Sospetti, all’ex Ceretano, il duemillenario Paolo Zocco (ora in grigio e rosso) risponde Giordano, Matteo classe 1999; e, non, invece, il famoso filosofo napoletano Bruno. Poi, sono gli ospiti che azzardano la fuga con il mozzecanese Maicol Bonetti, classe 1991, ma vengono braccati, placcati rugbisticamente dal 2002 avanti Jonathan Guglielmetti.
Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it





