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giovedì, 21 Gennaio 2021

Addio a Piubelli (Audace) e a Secco (C.R.A. Bonavicina)!

Il nuovo anno ci priva di due grandi “leoni” del nostro calcio: se ne sono andati Aldo Piubelli, dirigente dell’Audace dei record e dell’allora serie C, e Raffaello Secco, presidente di quel C.R.A. Bonavicina che il mondo e la frazione del Basso veronese (San Pietro di Morubio) faceva sognare intorno ai ruggenti anni ’70. Due ultraottantenni innamorati, negli anni della loro maturità, del bel calcio e dei grandi nomi, dei quali erano riusciti a circondarsi: Ezio Vendrame, Paolo Sirena, Carlo Meroni, di Aldo Piubelli e il compianto fratello Rino – fondatori della Comferut, azienda leader degli accessori per mobili, con sede prima a Verona e poi a Cerea -, di Giorgio Zecchini, Turra, Saletti, Flavio Carnovelli, Perusi, Contado (ex sanmichelato alla pari della punta mancina Giorgio), per il club della frazione di S. Pietro di Morubio. Con “Aldo dei ciodi”, tifosissimo dell’Hellas Verona, e con il figlio Paolo, classe 1972, centrocampista giallo e blu nella stagione 1995-96, ex anche di Juve Stabia, la Comferut era l’unico e principale sponsor dell’undici di San Michele Extra che toccò, stagione 1976-77, il punto più alto della parabola rosso-nera, salendo nell’allora serie C unica. Una passione, quella del calcio, che gli è sempre rimasta nel cuore, che l’ho accompagnato per tutta la vita, tant’è vero che nell’azienda di Cerea quelle poche volte che lo vedevi seduto, lo scorgevi appoggiato a una poltrona da stadio versione Hellas Verona.

Piubelli, 82 anni compiuti il 17 dicembre – giorno di nascita di Papa Francesco – verrà salutato per l’ultima volta da chi ha saputo condividerne gli alti valori umani mercoledì prossimo 13 gennaio, durante le solenni esequie che si terranno alle 14.30 presso la chiesa di Santa Maria di Negrar. Il compianto Mariolino Corso, il “sinistro di Dio” dell’Inter del “mago” Helenio Herrera e del petroliere cav. Angelo Moratti, a fine gennaio 2020 – prima di andarsene pure lui il 20 giugno 2020 – in un opuscolo che la famiglia ha voluto lo scorso settembre dedicare all’imprenditore Aldo – ha sottolineato la grande amicizia che esisteva tra i due “campioni”, uno in un campo, quello lavorativo, l’altro in quello sportivo – “un uomo, il Signor Comferut, che credeva nel lavoro e che aveva sacro il concetto dell’amicizia e della lealtà, oltre ad essere un tifosissimo dell’Hellas Verona ed un’inesauribile macchina da guerra lavorativamente parlando”.

Raffaello Secco, scomparso a 85 anni (i funerali si terranno sabato 16 gennaio nella chiesa parrocchiale di Bonavicina, alle 10.30), nel calcio di Bonavicina non può essere dimenticato dal lento ed inesorabile scorrere del tempo, nè ingoiato dalla polvere della storia passata che ogni giorno si affastella sugli scaffali di ognuno di noi: “Da direttore dell’istituto C.R.A., acronimo che sta per Cassa, Rurale ed Artigiana, è riuscito a prodursi i fondi per poter costruire gli ancora ben funzionanti – è il campo principale di gioco dei “pronipoti” della Pol. Bonarubiana, frutto dell’unione tra “el fubal” di Bonavicina e del Comune di S.Pietro di Morubio – impianti sportivi, realizzati tra il 1969 e il 1971. “Era un presidente ambizioso” lo ricorda uno dei suoi mister, il colognese Gigi Donadello, ex Marzotto Valdagno, classe 1943, “si circondava dei migliori talenti del Veronese, ma riuscì solo a sfiorare e a non toccare la spiaggia della Promozione. Noi, alla penultima giornata, in testa a Villafranca, e in vantaggio, capitolammo clamorosamente negli ultimi minuti, ed addio sogno-scudetto. Era generoso e non badava a spese, pur di raggiungere l’obiettivo primario, rincorso non solo dal paese, allora ricco di mobilifici “supportati” dagli aiuti-agevolazioni elargite dall’istituto di credito che fieramente presiedeva, ma da quel lembo del Basso veronese, che era pronto ed entusiasta di vivere la sua favola calcistica”.

In quei “guerrieri bianco-rossi”, ha militato la crema del calcio dilettantistico veronese, dai già citati ed ex audacini Contado (portiere), bomber Giorgio Zecchini, il centrocampista-metronomo Turra, il giovanissimo Lucio Merlìn, il sambonifacese Flavio Carnovelli, Perusi (libero), Brutti, Ferrari (ex giovanili della Sampdoria), Silvano Stella (terzino), Zerbato, Saletti, Patuzzo, Campedelli (di Porto S. Pancrazio): “Tutti ottimi giocatori, chiamati a misurarsi” continua Donadello “contro autentici squadroni del calibro del Pescantina del “punteros” Icio Zenorini, del presidente , poi, anche del Mantova, Natale Pasquali, delle Off. Bra di mister Giancarlo Gatti e degli altissimi (di statura) fratelli Fanini, dei fratelli Stanzial, del classe 1956, il fantasista John Frinzi da Casteldazzano (poi, alla Vis Pesaro, Audace e Maceratese), contro “El Luga” del mister-patriarca Giancarlo Apostoli. Io arrivai prima di mister Arcangelo Mercurio, ma in quella panca ricordo che sedette anche Franco Ferrari. Dopo i fulgori del C.R.A. Bonavicina, ebbe origine la fusione con il Casaleone, in cui giocò anche Alberto Malesani”. “Quel C.R.A.I.” ricorda l’attuale presidente della Pol. Bonarubiana, Pietro Vanni Bersani, classe 1963 “faceva davvero sognare: io ero un ragazzino e non vedevo l’ora che arrivasse domenica pomeriggio per vivere le loro gesta, per incitarli. Secco è stata una figura importante, che ha fatto crescere i mobilieri della zona e ha portato in alto i colori, la bandiera del calcio della frazione di Bonavicina. Se esiste ancora il campo, ora di proprietà del Comune, beh, quello è merito ed orgoglio suo!”

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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