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martedì, 13 Aprile 2021

Alessandro Dusi, l'”esperto marketing” del calcio

Attualmente collabora con il Calcio Caldiero del presidente Filippo Berti

Classe 1972, una laurea in Economia e Commercio conseguita nel 1997, anno della sentenza Bosman, titolo “Le società calcistiche in prospettiva aziendale”, Alessandro Dusi, oggi, si è un pochino allontanato da quel mondo, che per un decennio lo ha visto grande protagonista, regalandogli grandi soddisfazioni. “Da un paio di stagioni” racconta “do una mano al Caldiero Calcio, a livello marketing, mentre sto anche vagliando la possibilità di portare la mia esperienza in un’importante azienda veronese esperta in illuminotecnica”. Dusi aveva iniziato all’Iperzola Bologna (in serie C2), come diggì, e sempre nel medesimo ruolo, è stato 8 stagioni consecutive nel Trento (5 anni di serie C e 3 di serie D), poi mezza annata al Mezzocorona, sempre in D, due stagioni a Carpenedolo, in C2, in veste di direttore organizzativo. “Poi, ho operato a Jesolo, in serie D, a San Bonifacio (sempre per 2 anni: in serie C2 e serie D), poi, a Mantova (due stagioni, una in serie C e una in C2), quindi, a borgo Venezia, nella Virtus Vecomp gigifreschiana, entrambi i campionati in serie D”.

Il Covid-19 ha costretto alla chiusura l’azienda esperta in personalizzazioni, nel campo sportivo, calcio in particolare, guidata dal dottor Dusi: “Servivamo noi il Bologna Calcio e il Parma. Purtroppo, il virus ha messo in ginocchio migliaia di ditte e anche la nostra”. Dusi, anche se non desidera che lo riportiamo, è stato colui che per primo ha segnalato, ha “scoperto” l’attuale allenatore dell’Hellas Verona, Ivan Juric: “Quand’ero al Mantova, ho avuto la fortuna di ascoltare il consiglio del Direttore del Settore Giovanile del Genoa Michele Sbravati, che ci aveva segnalato Ivan Juric da portare come mister del Mantova. E così è stato. Sono molto felice per il mister e per tutto il suo staff per quanto stanno facendo ora con l’Hellas Verona.” Come sarà il calcio dopo la lunga e terribile stagione del Covid-19? “Non ho la più pallida idea, ma, quello che stiamo vivendo per il nostro calcio – ma, ovviamente, non solo – è un momento delicato. Le priorità che anticipano il football sono la salute, e poi il posto di lavoro: le aziende, infatti, si preoccupano – giustamente – di salvare prima i posti di lavoro ai loro collaboratori, che sganciare qualcosa alla squadra del loro territorio”.

Partirà, nel circo dei dilettanti del Veneto, soltanto l’Eccellenza, con un mini Torneo… “Se hanno deciso di farlo ripartire con tale formula, avranno avuto le loro buone ragioni. Dobbiamo comunque coglierne l’aspetto positivo, e cioè che il pallone sta riprendendo a rotolare. A livello organizzativo e di capacità di rispettare i costi nella rigorosa applicazione dei protocolli sanitari, l’Eccellenza è più portata a sopportare certi obblighi sanitari. Ecco, forse, perché si è deciso di far scattare il verde all’Eccellenza. Comunque, non sarà stato di certo facile per chi decide prendere certe decisioni. Campionato sfalsato? Hanno voluto dare un segnale di continuità al nostro calcio che è molto giù di morale”. Infatti, il presidente del Coni del Veneto, Dino Ponchio, ha dichiarato che su 5.000 società sportive, il Covid-19 ne ha fatte sparire il 10%… “E’ un dato che fa molto riflettere. Un’azienda-sponsor del territorio è portata, con ragione, prima alla salvaguardia del posto di lavoro delle famiglie, piuttosto che a garantire la continuità della pratica sportiva che abbraccia la propria comunità”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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