Alla vigilia dello spareggio tra le prime classificate a pari merito del girone “D” di Prima Categoria, che vale la conquista della Promozione, Atletico Città di Cerea e Solesinese rifiniscono gli ultimi dettagli – non solo quelli fisici – affilando al meglio le proprie armi. Sul campo neutro di Saletto, in provincia di Padova – “campo amico” della neopromossa in Promozione AQS Borgo Veneto, formazione del capitano e ingegner Guido Manfrin (classe 1995) – il “Piccolo Toro” di mister Luca Monastero, dopo la clamorosa impresa ottenuta al “Pelaloca” domenica scorsa, battendo per 1 a 0 al 3° minuto di recupero la a lungo capolista Bonavigo 1961 guidata da mister Nicola “Milo” Manara, è ora chiamato a un’altra vittoria epocale: superare i pari classificati padovani della Solesinese, anch’essi fermi a quota 60 punti. Entrambe le sfidanti hanno infatti chiuso la stagione con lo stesso rendimento collezionando entrambe 18 vittorie e 6 pareggi subendo 6 sconfitte. Ora, la gara secca decreterà su chi si poserà ufficialmente la corona di “regina” del girone “D” di Prima Categoria, il più affascinante perché composto da squadre espressione di diverse province.
Per la punta casaleonese, ex Nogara, Kevin “il Polacco” Ambrosi, classe 1999 e laureato in Scienze Motorie presso l’ateneo scaligero, il Cerea se la giocherà fino in fondo, senza alcun timore reverenziale: “Siamo contenti di essere arrivati fino a Roma, ora ci piacerebbe vedere il Papa. Abbiamo tutte le carte in regola, consapevoli che l’assenza – per squalifica e infortunio – del nostro difensore titolare Mattia Camon non sarà fatta rimpiangere: il mister Luca Monastero sceglierà sicuramente un giocatore altrettanto valido”. Ma, come ricorda il vostro presidente Diego Piva, non si è ancora vinto nulla… “Certo, ha ragione. Però viviamo sull’entusiasmo di un percorso iniziato dopo esserci salvati ai play-out – senza di me, che ero a Nogara – con l’obiettivo di raggiungere innanzitutto la salvezza, poi eventualmente i play off, ma senza il revolver puntato alla tempia di dover salire a tutti i costi in Promozione. Il bello del nostro Cerea è che siamo un gruppo molto unito, non solo in campo ma anche fuori: mai uno screzio, sempre in sintonia sulle scelte tecnico-tattiche del mister e sulle decisioni della società, a partire dal diesse Massimo Claudi. Credimi, direttore: in dieci anni di categoria non ho mai trovato un gruppo così fantastico, quello capitanato da Francesco Barotto”.
“E poi – aggiunge Ambrosi – non tutte le squadre possono permettersi un presidente come il nostro: tutto cuore, emozione e passione!” Che spareggio sarà, Kevin? “Intenso, molto intenso. Da giocare fino all’ultimo respiro, fino all’ultima goccia di saliva. Una fotocopia del match che siamo riusciti a fare nostro negli ultimi istanti domenica scorsa al “Pelaloca”, davanti a un pubblico immenso. La Solesinese è una squadra ben organizzata in tutti i reparti, anche se l’abbiamo battuta entrambe le volte. Ma c’è poco da stare allegri contro giocatori come Fantin, Menesello e, soprattutto, contro il micidiale capocannoniere del girone, Stefano Coraini, classe 1987: una punta spietata, con una ventina di reti all’attivo, fisicamente strutturata e con un curriculum vitae e un bagaglio di esperienza impressionanti”. Una curiosità: le due squadre condividono anche i colori sociali, e si è deciso che il “Piccolo Toro” concederà il granata alla Solesinese, indossando la casacca blu. L’Atletico Cerea è un gruppo giovane, pronto ad affrontare un’altra domenica “bollente” in tutti i sensi. “Siamo una squadra giovane, con tutti i pro – spregiudicatezza, corsa, fiato – e anche con qualche contro, come la mancanza di esperienza e l’astuzia del mestiere. Ma ripongo una grandissima fiducia nei miei compagni. Il discorso scudetto vorremmo chiuderlo già domani, senza dover tornare in campo un’altra volta contro la vincente tra Montagnana e il già incontrato Bonavigo”.
Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it





