giovedì, 21 Maggio 2026

Oggi

Bomber Pietro Mattioli (2008) punta in alto: “Amo correre e fare gol!”

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Se il calcio mercato delle Prime squadre si avvia ad apportare gli ultimi importanti ritocchi alle proprie “rose”, le contrattazioni per le giovani promesse stanno raggiungendo il loro culmine, il loro punto apicale. Perché per un giovane dagli Allievi Regionali in su, vedi Juniores Regionali Élite, o Primavere e Under varie, c’è da scegliere – riconfermati o ancora in cerca di una gradita collocazione – il miglior trampolino, grazie al quale si può spiccare il volo. Tra i banchi della nostra provincia ricercatissime – da sempre, però! – le punte, parte terminale di un gioco corale. Ma, da alcuni anni a questa parte, valgono oro i centrali difensivi e quelli di centrocampo, le chiavi della cassaforte a doppia mandata delle squadre. Tra i bomber più corteggiati, ancora alla ricerca della ideale scuderia, c’è Pietro Mattioli, classe 2008 (è nato il 31 agosto): lo corteggiano l’ASD Isola Rizza Roverchiara (Juniores Regionali, nuovissima categoria per i biancazzurri del presidente Graziano Molinari!) e gli Juniores Provinciali del forte Casteldazzano. “Castellani”, i quali, con il centravanti cadeglioppino vuole vincere tutto. Ha appena concluso la stagione agonistica 2024-25 indossando la casacca dell’Olimpica Dossobuono, arrivato in giallo-rosso dopo aver dato i primi calci nella Juniores Oppeanese del presidentissimo Virginio Bottacini, e dopo aver militato anche nella vicina A.C. Oppeano. “Sono nato bomber” dichiara lo studente che si appresta ad affrontare il 4° anno di Superiori dell’Istituto Tecnico Commerciale “Il Lorgna”, “anche se mio nonno Doriano Greguoldo – zio anche del portiere, ex Concamarise ed altro, Johnny Greguoldo -, (nato nella Sacca della polesana Scardovari, “tana” dei “pescatori del Delta”, la cui squadra rievoca la sconfitta patita per 3 a 1 nella finalissima di Coppa Veneto di 1^ categoria, al neutro di Bagnoli di Sopra di Pd, e lo storico ingresso dei trionfatori, ossia gli “spallini del Piganzo” dell’A.S. Isola Rizza Roverchiara di mister Andrea Corrent). Classe 1950, ex lupatotino, nonno Doriano faceva di tutto per convertirmi al ruolo di portiere, in modo di suggerirmi i migliori trucchi, da buon ex “guardiano dei pali””.

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Ma, niente da fare: lui, Pietro tifoso dell’Hellas Verona, di spiccare voli (il meno possibile pindarici…) o di parare i proietti degli attaccanti avversari non ne aveva proprio né voglia né intenzione: “Avrò anche deluso il nonno, primo mio tifoso assieme a mia mamma Lara e a mio papà Daniele, ma, ho scelto di seguire la mia vocazione per il gol”. E, di reti, Pietro ne ha fatte garrire parecchie: sia nei vari campionati giovanili sia nell’ambito dei Tornei: “A Caorle” ricorda Mattioli “ma, prim’ancora a Bardolino ho firmato gol pesanti, compreso quello che ha eliminato la favorita Virtus Verona. A Caorle, in laguna, invece ho firmato la conclusione che ha matato i pari età del Torino”. Nel breve, ma intenso “curriculum vitae” del giovane cadeglioppino e bomber Pietro, tanti, forse troppi ma arricchenti cambi di scuderia, filosofia e scuola calcistica (anche se non sono mai abbastanza, alla pari della salute, o per i meno credenti, alla pari dei soldi) anche la parentesi vissuta al servizio dell’Alba Borgo Roma. “Ad Oppeano, con mister Renato Benedetti, abbiamo fatto incetta di trofei e di risultati; a Borgo Roma, mi ha fatto crescere molto mister Andrea Gamberoni, mio allenatore all’Alba Borgo Roma, da due anni a questa parte sulla panchina dell’A.C. San Massimo. Ma, non posso scordare anche la guida, i suggerimenti tecnici e tattici impartiti a me da trainer Giuseppe Chimento e Francesco Pirmati (oggi tesserato con l’IFA, costola lupatotina. Piermati mi ha impartito lezioni individuali a San Giovanni Lupatoto durante un Campus da lui stesso organizzato”.

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Mancino di mano, Pietro, ma destro di piede: anche se lui confessa che il sinistro non gli serve solo per salire sull’autobus: “Mi piace tanto giocare spalle alla porta: quando mi arriva la palla, io la scarico subito in direzione del compagno più vicino e meglio smarcato, e, immediatamente mi fiondo in profondità, magari per ricevere nuovamente la palla, pronto per la botta di destro. Ma, a dire il vero, ho fatto anche dei gol di sinistro, sempre incrociandomi con il mio compagno di reparto più vicino”. La tua “fede” calcistica è l’Hellas Verona; il tuo idolo calcistico? “Paulo Dybala: la prima volta che ho visto l’asso argentino mi ha toccato, e mi ha spinto ad arrivare fino dove ora sono arrivato. Di testa? Non sono male, anche se devo migliorare, e lo farò impegnandomi durante gli allenamenti, preparandomi con il massimo impegno alla partita della domenica, e sforzandomi di conciliare lo studio con il mio gioco preferito, il calcio”. L’avrete intuito: Pietro è un ragazzo tanto riservato quanto deciso a puntare il revolver tacchettato contro le porte avversarie, pronte a scardinare le più inviolabili saracinesche. Ma, incontrare ragazzi della generazione Z o alfa, che cullano sogni ambiziosi o posseggono già le idee chiare, oggi come oggi, sono rari come le mosche bianche, panda calcistici oramai in via di estinzione!

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Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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