Arbitrare non è mai facile. Soprattutto quando a volte si è vittima di aggressioni ingiustificate. Se si sfogliano i giornali si leggono episodi di cronaca che non hanno nulla a che fare con il mondo dello sport. Un’emergenza per il calcio italiano con più di un centinaia di episodi denunciati ogni anno, specialmente nelle categorie giovanili e dilettantistiche, fatto che ha portato a un intervento legislativo storico: con il nuovo DL Sport del 2025, gli arbitri sono equiparati a pubblici ufficiali, equiparando le pene per chi li aggredisce a quelle riservate ad Agenti di Polizia. Questo cambiamento mira a tutelare i direttori di gara garantendo loro più sicurezza e ripristinando il rispetto per la figura arbitrale. “La violenza è un disagio sociale – afferma Claudio Fidilio, presidente della Sezione di AIA di Verona -, è un fatto culturale da condannare in maniera totale. Serve educazione, rispetto e autorevolezza da parte delle forze coinvolte nel pianeta calcio. Non dimentichiamo che il calcio è un gioco. In campo possono sbagliare i giocatori, i dirigenti e quindi anche l’arbitro. Cerchiamo di darci tutti una regolata ed una mano. Non esistono alibi contro la violenza, che sia fisica, verbale o psicologica. Mi auguro di cuore che nei nostri campionati , che partiranno a metà settembre, episodi bruttissimi da vedere e da commentare non ne succedano più. Lo sport è bellissimo quindi non sporchiamolo con cose che nulla hanno a che fare con questo”.
La violenza proviene non solo dagli spettatori sugli spalti e dai tifosi, ma anche da giocatori, allenatori e genitori. Le aggressioni possono causare lesioni fisiche, con prognosi lunghe e un profondo disagio psicologico agli arbitri. L’Associazione Italiana Arbitri (AIA) ha protestato con vari mezzi, incluso l’oscuramento del proprio sito web, per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni. Si spera che le pene più severe possano fungere da deterrente, scoraggiando futuri atti di violenza. L’obiettivo è quello di ripristinare un ambiente di sport e rispetto trasformando il calcio in una “palestra di vita” e di rispetto e convivenza civile. Per concludere, Claudio Fidilio ricorda che il prossimo 23 settembre 2025 inizia un nuovo corso per diventare arbitro di calcio. Il corso si tiene presso la sede dell’AIA Verona (Stadio Bentegodi cancello 5). La presentazione del corso è fissata per il 19 settembre alle ore 19.00. Per info (mail vrona@aia-figc.it; telefono 333-9077042). Il corso è aperto dai 14 anni fino ai 40 anni. Una volta superato l’esame finale si potrà iniziare la carriera di arbitro. Non appena ricevuta la divisa, gratuitamente offerta ogni anno, con il fischietto in bocca si scenderà in campo per dirigere gare provinciali, regionali e con il tempo e fatica anche Nazionali.
Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it





