Onore e merito allo Schio di mister Stefano Pozza che mercoledì, con il netto 4-0 rifilato al Montecchio Maggiore davanti al proprio pubblico, ha vinto il girone A di Eccellenza con tre giornate d’anticipo, forte di numeri impressionanti: 61 punti in 27 gare, 18 vittorie, 7 pareggi e solo 2 sconfitte incassate, 54 gol realizzati e appena 17 subiti. “È una squadra forte in ogni reparto, con ottima visione di gioco e tanta personalità: qualità che fanno la differenza. Lo Schio ha meritato la promozione in Serie D. Quando li abbiamo affrontati mi hanno fatto davvero un’ottima impressione”, le parole di Marjan Gurini, centrocampista classe 1999 dell’Ambrosiana, seconda forza del torneo con 51 punti. Nell’ultimo turno prima della sosta pasquale i rossoneri di mister Jodi Ferrari hanno pareggiato 1-1 allo stadio “Italo e Giuseppe Bombana” contro il Castelnuovo del Garda di mister Alessandro Vecchione: dopo il vantaggio ospite al 5° minuto firmato da Luca Quintarelli, è stato proprio Gurini al 46° minuto della ripresa a griffare il pari. “Segnare è sempre una gioia – racconta – ma questo gol è stato pesante perché arrivato quando la sconfitta sembrava ormai inevitabile. È il bello di questo campionato dove nessuno molla un centimetro e ogni partita scrive una storia diversa. Ringrazio i compagni che mi supportano sempre: siamo un gruppo forte che cresce di gara in gara. In quella circostanza il mio compagno Emanuele Tommasi, promettente classe 2010 figlio del Sindaco di Verona Damiano Tommasi, mi ha servito un assist delizioso e io, nell’ultimo giro d’orologio, in mezza girata ho battuto Dal Bosco. L’abbraccio della squadra dopo la rete è stato qualcosa di speciale”.
Quali sono ora gli obiettivi dell’Ambrosiana? “Dobbiamo tornare a spingere e continuare a far punti. Ci aspettano tre gare complicatissime contro Isola Rizza Roverchiara, Euganea Rovolon e Limena, sfide in cui la posta in palio è altissima per tutti. Vogliamo dare il massimo per regalare gioie ai nostri tifosi che ci sostengono sempre con affetto. Finire bene è fondamentale per presentarci ai play off con la mentalità giusta e una forte spinta morale. Noi ci crediamo ancora”. Gurini dedica poi parole importanti allo staff tecnico di mister Jodi Ferrari e del vice Matteo Mezzetto: “Sono tecnici molto preparati, dediti al lavoro e capaci di stimolarci quotidianamente. Curano ogni dettaglio, ci caricano prima delle partite e tengono alta la concentrazione: i risultati ottenuti sono frutto di tanti fattori, ma la loro guida e la gestione dello spogliatoio pesano tantissimo”. Il centrocampista cita tutto lo staff, dal direttore generale Francesco Pietropoli al direttore sportivo Nicola Righetti, dal preparatore dei portieri Luigi Lupoli al preparatore atletico Samuele Campagnari, fino al fisioterapista Simone Macchiella e al responsabile del settore giovanile Giordy Gasparini, senza dimenticare la dirigenza rossonera: “Il nostro primo tifoso è il presidente Gianluigi Pietropoli, l’anima della società, insieme ai vice presidenti Mauro Testi e Antonio Savoia”. In chiusura Gurini racconta ciò che, secondo lui, rende unica l’Ambrosiana: “Il valore più bello è il senso di appartenenza che si è creato. In passato, anche in categorie superiori, ho vissuto spogliatoi dal clima freddo e distaccato. Qui è l’opposto: siamo una vera famiglia, ognuno è pronto ad aiutare l’altro senza riserve. Il legame è fortissimo e in campo, come fuori, siamo un gruppo davvero unito”.
Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it





