Non ce ne vorrà Enrico Bissoli, portiere che brilla nel Torneo Notturno che si svolge da anni presso il Circolo Sociale, alle Crosare di Bovolone, se usciamo con questo colloquio, questa mini-intervista, che lui – antidivo, anti personaggio come ci conferma papà Luca, lì vicino a lui, suo primo tifoso e impiegato presso il Comune bovolonese – chiedeva di non pubblicare, di non rendere cioè fruibile al grande pubblico dei nostri lettori. Ma, portieri promettenti della sua statura – è proprio il caso di dirlo visto che misura 191 cm – e della sua possibile e futura esplosione, non è che ce ne siano tanti in giro, almeno per quanto concerne il Basso Veronese. Enrico è frutto della “cantera” bovolonese, quella retta dal più alto scranno dal massimo dirigente, l’imprenditore di Villafontana, Marco Gonzato: nell’anno che si concluderà ufficialmente lunedì prossimo 30 giugno, Bissoli – cognome molto diffuso nella “capitale del mobile” – cerca di ritagliarsi uno spazio, meglio ancora se da titolare. “Sono cresciuto nel Bovolone 1918” racconta “partendo anch’io come attaccante, per poi, all’occorrenza finire tra quei pali che ho finito di amare. La vocazione di estremo difensore ha prevalso sulla mission di attaccante, perché non possedevo una grande corsa ed anche perché mi ha sempre affascinato il ruolo: quello di impedire agli attaccanti di fare gol e allo stesso tempo di assicurare, grazie ai miei interventi, la vittoria già acquisita dai miei compagni di squadra”.
Portiere dai grandi voli, dalle poche parole, Bissoli tifa Inter, da piccolo è cresciuto col mito del fortissimo Samir Handanovic, ora, invece, con quello di Vicario, Donnarumma (PSG), Carnesecchi (Atalanta): “Destro, tra i pali e nelle uscite, beh, penso di cavarmela, anche se nella vita come nel calcio non si è mai finito di imparare, soprattutto in un ruolo solitario e delicato che so di interpretare. Ho ancora molti margini di miglioramento, specialmente nelle uscite. Poi, dovrei chiamare, guidare di più i compagni del pacchetto arretrato, un’esperienza che immagazzinerò sicuramente strada facendo, soprattutto cercando di ritagliarmi maggiormente quel posto di titolare che finora nel Bovolone 1918 non ha ancora trovato, come alternativa di Andrea Pasìn, classe 2004″. L'”Andanovic di Bovolone” ha debuttato con i rosso-neri “mobilieri” in Prima categoria nel dicembre del 2023: “In questa stagione” racconta “ho collezionato pochi gettoni di presenze, ma, anche giocandomela, mi piacerebbe militare in un club o di Prima o di Seconda categoria. Un portiere si forma, ok, come alternativa al titolare, ma, non sostando troppo tempo in panca, ma, solo e soprattutto provando il clima dei 90 e più minuti ogni festa, potendo in tal modo dimostrare le proprie doti. Nel frattempo, credo di aver dato il mio contributo, alla Juniores Regionale, alla salvaguardia della categoria – in questa primavera appena trascorsa – al gruppo guidato da mister Davide Rossetto”. Più bravo a pararli o a trasformarli i rigori? “Solitamente paro d’istinto, altre volte fisso il piede d’appoggio dell’avversario, ma, ripeto, di fronte al cecchino avversario dagli 11 metri seguo l’istinto. Di rigori, ne ho calciati pochi”. Lunedì 30 giugno è una data importante per il lungo e magro portiere bovolonese: “Tra poco dovrò affrontare la Maturità ITIS, cercando di diplomarmi in specialista di Energia, di diventare un bravo ex termotecnico. Non dovesse verificarsi il sogno di giocatore professionista, mi piacerebbe operare – magari con un’azienda in proprio – nel ramo meccanico-automobilistico”.
Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it





