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lunedì, 8 Marzo 2021

Enrico Guardini (Parona): “Lo stop affligge di più i nostri vivai!”

Dopo aver militato nelle giovanili bianco-verdi, Enrico Guardini, di professione ingegnere, si è rituffato, anima e corpo, nel club del suo paese natìo proprio a partire dalla stagione – la 2019-20 -, che a trequarti del suo cammino ha conosciuto lo sciagurato imperversare del Covid-19. In soldoni, Guardini nelle ultime due stagioni ha “gustato”, ha vissuto nemmeno una 30na di gare ufficiali di campionato. Questo fatto non l’ha affatto scoraggiato, demotivato; anzi, lo ha convinto a investire di più nel settore giovanile, quello che durante gli anni 60-70 aveva dato ottimi atleti al nostro calcio. “Si dovesse riprendere a marzo-aprile” commenta Guardini “spero non lo si faccia con la Prima squadra, ma soltanto con i giovani. Per quello che ci riguarda, è nostra intenzione promuovere, organizzare Tornei riservati alle più giovani leve al fine di far assaporare a loro il clima agonistico dell’attività, la partita vera e propria. Ripartire da loro, ebbene, questo ha un senso,, perché ho notato che qualcuno non ha più la voglia di venire al campo ad allenarsi e rischiamo di perderlo”.

Il tuo, dunque, è un no secco alla ripresa della Seconda categoria, dove milita la squadra del Parona di mister Roberto Pienazza? “Certo! Non ci sono più tempi ragionevoli per recuperare, il format proposto dalla LND prevede il completamento di un solo girone, quello di andata, e vedremo come la stessa Lega riuscirà a cavarsela dopo che noi società abbiamo già pagato le spese di iscrizione ai campionati, quelle dei tesseramenti, quelle di onerosi e difficilmente applicabili protocolli sanitari e quant’altro. E poi, non ha senso promuovere la vincente di un campionato incompleto, pari all’esatta metà di uno regolare. Meglio annullare tutto e ripartire, tabula rasa, a settembre. So che non è colpa di nessuno, ma gestire questo secondo anno di emergenza economica non è facile per le nostre piccole società: che rischiano il tracollo. Mi auguro che la Federazione o chi per essa tenga conto per la prossima stagione, venendoci incontro con ragionevoli agevolazioni sulle spese che annualmente gravano su di noi”.

E, il Parona, davanti al semaforo rosso acceso per la disputa dei campionati maggiori non è stato fermo a guardare, né con le mani in mano: “L’unico rovescio della medaglia del Covid-19 è che noi come paese di Parona e società calcistica ci riscopriamo comunità e riviviamo certi valori che hanno sempre contraddistinto la storia, il cammino del sodalizio in riva all’Adige. Se dobbiamo gestire situazioni fastidiose, ora lo facciamo con un ottimo spirito di servizio, forti del fatto di essere ripartiti come organigramma societario di dirigenti che si sono avvicendati a chi ci ha preceduto, con questi ultimi che avevano esaurito le loro grandi energie, avevamo spremuto il loro splendido entusiasmo”. E, la premura, l’attenzione riversata verso il vivaio ha prodotto una bella serie di iniziative… “Stiamo sviluppando la creazione di un campetto a 7 di allenamento, che sorgerà a fianco dei due già esistenti, stiamo puntando su mister qualificati ed aggiornati oltre che patentati, stiamo promuovendo attività extracalcistiche a beneficio e a indirizzo del Settore Giovanile (in primis, i Campi estivi). Stiamo, insomma, di far crescere dalle radici ancora più forte il calcio a Parona”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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