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giovedì, 21 Gennaio 2021

Fernando Moraes (Damaiense) ci parla del calcio dilettantistico Portoghese

Quello fra l’Italia e il calcio portoghese è un rapporto consolidato che va avanti da più di 30 anni. Era infatti il 1988 quando il piccolo e dinamico centrocampista Rui Barros venne acquistato dalla Juventus dell’allora allenatore Dino Zoff. Nel 1994, poi, arrivarono in Italia addirittura quattro portoghesi: da Fernando Couto, roccioso difensore prima del Parma e poi della Lazio a Paulo Sosa, centrocampista tecnico-tattico e importante pedina della Juve di Lippi; dal “Maestro delle luci” Manuel Rui Costa arrivato alla Fiorentina e poi passato, vincendo tutto, al Milan di Carlo Ancelotti al capostipite dei bidoni lusitani: Jorge Cadete, attaccante del Brescia che con 13 presenze e nessun goal abbandonò l’Italia solamente dopo una stagione. Le musiche del Fado – canto popolare portoghese – negli anni Duemila risuonano nella nostra penisola, invece, grazie a giocatori come Sérgio Conceição della Lazio e Luis Figo dell’Inter. A portare in alto i colori portoghesi nella nostra Serie A, attualmente, ci sono Miguel Veloso dell’Hellas Verona, Rafael Leao del Milan, Mario Rui del Napoli, Bruno Alves del Parma e, ovviamente, Cristiano Ronaldo della Juventus. Tra alti e bassi, colossali bidoni e grandi campioni, il nostro rapporto con i lusitani è sicuramente positivo.

Noi di pianetacalcio.it abbiamo voluto arricchire questo binomio calcistico, che ci lega al paese più a occidente d’Europa, andando proprio nel cuore pulsante del “futebol português”, ovvero il calcio dilettantistico della città dello scrittore José Saramago e del “Bacalhau à braz” – piatto tipico portoghese: la capitale, Lisbona. Ti starai chiedendo il perché di questo articolo caro lettore, giusto? Se sei arrivato fin qui, lascia che ti spieghi. Principalmente perché ho vissuto in Portogallo per più di un anno e, poi, perché, nonostante il nostro giornale racconti principalmente il calcio dilettantistico veronese, è sempre pronto a scovare storie calcistiche interessanti indipendentemente dalla provenienza. Ad ogni modo abbiamo parlato con Fernando Moraes, direttore comunicazione della società Damaiense, squadra che milita nella “Prima Divisao Competições Distritais” – la nostra Serie D – chiedendogli di raccontarci un po’ di storia del club: “La nostra organizzazione è nata nel 1938 per promuovere le attività sportive. Il calcio è quella principale; infatti, dalla scuola calcio alla prima squadra abbiamo 15 squadre totali che, con più di 400 atleti, partecipano ai campionati della Federcalcio di Lisbona (AFL)”.

Com’è cambiato il vostro calcio dilettantistico in questi anni – chiediamo direttore rosso-verde? “Noi ci sentiamo sempre meno dilettanti. I club sono delle vere e proprie aziende con obiettivi chiari: ogni elemento ha il suo ruolo e i suoi compiti. Al giorno d’oggi funzioniamo come i club professionistici; inoltre, le federazioni preparano corsi in modo che tutte le figure che ruotano attorno al calcio abbiano lo stesso linguaggio e funzionamento”. Al momento la squadra di Amadora – quartiere di Lisbona – è al secondo posto in classifica con quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta – in Portogallo i campionati non sono stati sospesi. Nonostante gli ottimi risultati attuali Moares ci illustra anche le difficoltà che la società sta affrontando: “I problemi sono molteplici. Parlando di giovanili stiamo riscontrando delle difficoltà a livello organizzativo: le scuole non hanno strutture per la pratica del calcio e i ragazzi settimanalmente entrano in contatto veramente poco con il pallone; inoltre, gli orari scolastici non aiutano a far arrivare in tempo gli studenti-atleti per gli allenamenti. Stiamo cercando di migliorare il tragitto casa-campo da gioco perché molti genitori non hanno la possibilità di accompagnare i figli. Diciamo che tutto dipende dal meccanismo stabile che riusciremo a trovare”.

Nonostante le difficoltà la Damaiense lotta ogni giorno per migliorarsi e contribuire alla crescita dei suoi tesserati. “Dobbiamo continuare – ci racconta “o diretor comunicação” – a innovare e avere gli strumenti per farlo in tempi brevi. Stiamo lavorando fortemente sull’aspetto tecnologico nell’organizzazione della società e degli allenamenti. D’altro canto è fondamentale assicurarci di coinvolgere sempre di più i giovani atleti nelle attività sportive e non in quelle tecnologiche da casa. Dobbiamo sempre distinguere mondo virtuale da realtà.” “Gli obiettivi del club”, spiega Fernando Moares, “sono allenarsi per vincere nella vita, dove tutti noi abbiamo ostacoli da superare. Un club deve avere la capacità di instillare negli atleti un atteggiamento vincente: ogni vittoria sarà un passo in avanti per il club, ogni sconfitta sarà una lezione per la prossima vittoria.” Salutandoci e ringraziandoci il dirigente portoghese spende alcune parole sulla pandemia che stiamo attraversando: “Purtroppo è una cosa che riguarda tutti, in tutto il mondo. Ma fortunatamente, il nostro club è ben preparato e strutturato per rimanere in piedi durante questa fase. Il momento che stiamo vivendo nella nostra società è uguale a tanti altri nel mondo, resta da proteggerci e aspettare un domani migliore.”

Sebastiano Perbellini per www.pianeta-calcio.it

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