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giovedì, 30 Giugno 2022

Gianmarco Menegazzi (San Martino-Speme): “Essere figli d’arte può pesare!”

Dopo il trionfo dell’anno scorso nel mini Torneo di Eccellenza, ora il tonfo con il San Martino-Speme del diesse sanmichelato Giuliano Menegazzi. Il figlio e centrocampista, classe 1999, GianMarco – di cui abbiamo ancora impresso nella retina il golasso da centrocampo sull’impianto di “Borgo della Vittoria” spedito due primavere fa al basito portiere dei vicentini del Cereal Docks Camisano – ora sta scrutando la sfera di cristallo circa il suo futuro. Già gli ronzano intorno club di Eccellenza, categoria dove ha rimesso gli scarpini dopo una stagione – quella sanmartinese – pregna più di ombre che di luci, ma nel calcio non è mica sempre domenica e a volte ti presenta scenari, scorci caravaggeschi, di luci e ombre. “Al momento” si racconta “ho ricevuto l’offerta di rimanere in Eccellenza con la Clivense, destinata a subentrare al San Martino-Speme, e devo dire che non è male, visto tutto quello che c’è dietro alla società, vedi la sua organizzazione, i suoi tifosi ed altro. Al contempo, però, vorrei anche provare a vivere la categoria in un’altra piazza, anche se militare con la Clivense significherebbe acquisire un certo prestigio, rinverdire foglie di alloro che profumano ancora di gloria!”

Che cosa ti ha insegnato l’ultima stagione di serie D? “E’ un campionato diverso dall’Eccellenza: cambia la qualità dei giocatori, cambia la mentalità e l’intensità degli allenamenti. Oltre che per il San Martino, è stata un’annata sfortunata anche per me in quanto ho contratto il Covid-19 ben due volte, ho saltato la preparazione ed in seguito ho risentito della pubalgia che aveva iniziato a mordermi già due stagioni fa. Ciononostante, ho collezionato una ventina di presenze, realizzando zero reti. Studi? Beh, ora ho trovato un impiego in ufficio di contabilità di un’azienda di Lavagno, facendo un po’ fatica a conciliare il lavoro con le sedute atletiche”. Cosa ha prodotto il primo campionato completo del nostro calcio Post-Covid-19? “Ha cambiato qualcosa a livello mentale nei giocatori, pur lasciando intatto l’aspetto fisico-agonistico: molti giocatori – soprattutto i più giovani e quelli che militavano nelle categorie inferiori all’Eccellenza e alla serie D – hanno abbandonato”.

Che girone “A” di Eccellenza si prospetterà, secondo te? “Un Torneo di ferro, perché se è vero che non ci saranno più le corazzate Villafranca e Montecchio Maggiore, è pur vero che vedrà in prima fascia altre big come Vigasio, Montorio (rafforzatissimo!), Belfiorese, PescantinaSettimo e l’esperto Valgatara del nuovo mister Matteo Lallo. Sempreché l’Ambrosiana – speriamo di no – non dovesse essere riammessa in serie D, e tenendo conto – sempre tra le candidate più autorevoli alla corsa al titolo – la Clivense! Che potrà contare sul blasone e sull’urto dei propri tanti tifosi!” Cosa significa per un giocatore avere il padre dirigente nella stessa scuderia dove gioca? Un vantaggio o un piacevole imbarazzo? “Vorrei provare a concorrere in un club dove non c’è lui: non è semplice giocare con lui nel ruolo di direttore sportivo o di dirigente perché, anche se fai finta di non sentirli, certi discorsi ti infastidiscono. Della serie, ecco che gioca perché suo padre è il tal dei tali, ecc… Bene, per la prossima stagione che andrà ad iniziare a settembre, mi piacerebbe liberarmi di tutto questo!”

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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