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martedì, 27 Luglio 2021

Gianmarco Scalera, l’ex portiere dell’Ambrosiana, racconta il suo incontro con Donnarumma

In un post apparso sulla sua pagina Instagram, il portiere della Nazionale azzurra ora pronto a indossare la sua nuova maglia, quella dei transalpini del Psg, dice: “Certe scelte sono difficili ma fanno parte della crescita di un uomo. Sono arrivato al Milan che ero poco più di un bambino, avevo solo otto anni. Ho indossato questa maglia con orgoglio, abbiamo lottato, sofferto, vinto e gioito, ma anche perso e pianto, insieme ai miei compagni, ai miei allenatori, a tutti coloro che hanno fatto e fanno parte del club rossonero, insieme ai nostri tifosi che sono parte integrante di quella che per tanti anni è stata una famiglia. In maglia rossonera ho tagliato anche traguardi personali importanti, come l’esordio a 16 anni in Serie A. Ho vissuto anni straordinari che non dimenticherò mai. Ora è arrivato però il momento di salutarci, una scelta che per me non è stata semplice. Quello che posso dire – prosegue il portiere – è che a volte è giusto scegliere di cambiare, di affrontare sfide diverse, crescere e completarsi. Auguro al Milan tutti i successi possibili e lo faccio con il cuore, per l’affetto che mi lega a questi colori, un sentimento che la distanza e il tempo non possono cancellare”. Arriva anche la risposta del Milan attraverso un suo canale social: “Caro Gigio, grazie per quello che ci hai dato in tutti questi anni rossoneri, ti auguriamo il meglio per la tua carriera, con affetto”.

A parte le polemiche, che ci possono stare dopo un addio, Gigio ha dimostrato ancora una volta che non esistono più le bandiere nel calcio. Dopo tutta la trafila nel settore giovanile rossonero, a 22 anni ha preso il volo attirato dalla valanga di soldi che il Psg gli ha offerto (60 milioni in 5 anni). Una scelta che va rispettata ma che per una frangia di tifosi milanisti assolutamente no. Tifosi che criticano la scelta dell’ormai ex rossonero e che hanno corretto il suo cognome in Dollarumma. Noi da cronisti nell’ambito dei dilettanti veronesi non vogliamo entrare nel merito. Resta il dato confortante che Gigio, con le sue parate, ha contribuito a portare la nostra Nazionale azzurra alla vittoria a Wembley ed a tornare sul tetto d’Europa, cosa che non succedeva da ven 53 anni. Uno che ha avuto l’opportunità di conoscere bene Donnarumma, e l’ex portiere rossonero classe 2002 Gianmarco Scalera che lascia l’Ambrosiana e si accasa nel San Martino Speme, fresco di promozione in serie D dopo aver vinto il mini torneo di Eccellenza.

“Ho conosciuto Gigio nel convitto dove tutti i ragazzi come me, in forza nelle giovanili del Milan, vivevano dopo aver frequentato la scuola al mattino e l’allenamento pomeridiano. Io ero nell’Under 15 e lui era nella squadra Primavera. Un fisico statuario ed un’altezza già notevole. Si vedeva già allora che avrebbe potuto garantirsi una grande carriera nei professionisti. Mi ha colpito di lui la sua spontaneità, scherzava con tutti noi, il suo carattere era solare e aveva voglia di vivere la vita con entusiasmo giorno per giorno. Ho fatto un allenamento con lui nella Primavera e mi sono divertito molto. E’ una sicurezza tra i pali e ha voglia di crescere, allenamento dopo allenamento, curando con attenzione i fondamentali del portiere. Non mi meraviglio che sia arrivato dove è arrivato. Ho gioito quando ha parato il rigore decisivo nella finale degli Europei contro l’Inghilterra e mi sono ricordato la prima volta che gli ho stretto la mano”.

Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it

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