sabato, 14 Marzo 2026

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Giuseppe Ambrosi, il “Thuram della Valpolicella”, sogna il ritorno in Eccellenza

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Ragazzo timido, che ama nascondere la propria profondità d’animo sfogando il suo talento la domenica pomeriggio, quando si diverte a far saltare dighe, a mandare in tilt le retroguardie avversarie, a scardinare le “saracinesche” di questa o di quella compagine. Il suo talento lo si era già intravisto la scorsa primavera, quando, al “Comunale” di San Pietro In Cariano, si era assistito al declino del Valpolicella verso il limbo della Prima Categoria, girone “A”. “Mi piace puntare l’uomo”, si fotografa il bomber (7 reti in 16 partite) del team affidato dal presidente Fosco Frapporti in corso d’opera a mister Andrea Crema, subentrato ad Andrea Gallo. “Anche se in questi due anni, per esigenze tattiche, mi sono trasformato in una seconda punta che, con il fisico che mi ritrovo, potrebbe benissimo interpretare il ruolo di prima punta. Ma, oltre alle giocate e alla conclusione vincente, mi piace anche candidarmi come assist-man a beneficio dei miei compagni di prima linea”. Famiglia numerosa quella in cui vive Giuseppe, interista, con idoli “fenomenali”, come lo è pure lui nel suo piccolo: “Amo CR7 e l’altro Ronaldo, ma adesso nel cuore ci sono Lautaro Martínez e Marcus Thuram. Siamo in sette fratelli, quattro maschi e tre femmine, e io sono il più piccolo”. Mamma casalinga, papà farmacista, Beppe ama un po’ tutta la musica, non solo quella commerciale: “Ascolto anche quella “vecchia”, quella di Battisti. I miei gusti toccano anche Cremonini e Jovanotti, passando da Bruce Springsteen. Frequendo il secondo anno del corso di laurea in Scienze Motorie a Verona e sogno, nel caso non riuscissi a sfondare in questo meraviglioso mondo, di restare nei suoi dintorni (nutrizionista, manager calcistico o scouting)”.

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Il “Thuram della Valpolicella”, residente in zona stadio “Bentegodi”, è nato il 1° marzo del 2005: “Dopo i primi calci al “Manuel Fiorito”, in Borgo Milano, nel PGS Concordia, sono passato nella categoria Giovanissimi al Paluani Life, prima del Covid, per poi salire a Sant’Ambrogio, dove ho vissuto tre stagioni, l’ultima delle quali indimenticabile: negli Allievi Élite siamo andati molto lontano, arrivando al quarto posto in Italia e firmando qualcosa come 36 gol! Quindi un anno nell’Under 19 della Virtus Borgo Venezia e poi l’Eccellenza con l’Ambrosiana, club in cui, non trovando spazio, sono rimasto a livello di “toccata e fuga”, preferendo poi accordarmi con il Valpolicella”. Amara la retrocessione dalla Promozione patita la scorsa primavera, eh! “Sì, ma faremo di tutto per provare a salire, anche se domenica scorsa le abbiamo prese a Lugagnano, con l’attenuante però che non c’erano tutti i titolari”. Qual è il numero più prestigioso del tuo repertorio? “La “ruleta”, quella sorta di veronica da corrida lanciata da Zinedine Zidane, che consiste in una finta e nel far ruotare rapidamente busto e gambe attorno al pallone, sbilanciando così l’avversario. Sarei capace, giuro, di improvvisarne una anche all’indomani di una notte brava!”. Il tuo sogno? “Quest’anno arrivare alla doppia cifra, in futuro salire il più in alto possibile nella scala del calcio, diventare un professionista o, come ti dicevo prima, restare attorno a questa bellissima galassia”.

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Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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