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giovedì, 21 Gennaio 2021

Il ricordo di Maradona attraverso le parole dei mister e giocatori dilettanti veronesi

E’ stato sepolto accanto alla tomba dei genitori “il Pibe de oro” Diego Armando Maradona, scomparso da poco per un’arresto cardiaco. Abbiamo voluto chiedere un pensiero sul popolare numero 10, forse il più grande giocatore del mondo di tutti i tempi, agli addetti ai lavori del nostro pianeta dilettantistico veronese. Queste le loro parole:

Mister Antonio Ferronato, allenatore del Pedemonte: “Una morte che lasciato sbigottiti tutti. Maradona ha lasciato un grande segno non solo agli amanti del calcio, un giocatore di immenso talento che ha vissuto la sua vita con la massima intensità possibile. In campo era incredibile, fuori pieno di eccessi e contraddizioni. E’ stato, a mio parere, il migliore giocatore di tutti i tempi. Era anche impegnato in prima persona per i più deboli, ha lottato contro il sistema ed è stato distrutto anche per le sue colpe. Ha fatto del male a sé stesso fino alla fine ma del bene agli altri. Ho avuto personalmente la gioia di incontrarlo un sabato sera del ’88 in via Rosà a Verona, a due passi dal Hotel Due Torri dove era in ritiro con il Napoli. Passeggiava tranquillo da solo, ed io, nonostante avesse un capello abbassato sul viso e occhiali scuri, l’ho riconosciuto. Per un attimo i nostri sguardi si sono incrociati e devo dire che mi tremavano le gambe. Con un cenno della mano mi fece capire di non attirare troppo l’attenzione e mi salutò con una pacca sulle spalle. La domenica dopo, contro il Verona, fece un eurogol. Era un giocatore davvero fantastico! Di lui conservo un bel ricordo che porterò sempre nel cuore”.
Thiago Finazzi, giocatore del Garda: “Sono molto triste che a soli 60 anni se ne sia andato. Con la sua esperienza poteva dare ancora tanto al calcio. Aveva talento, estro e bravura da vendere. Quello che più mi ha stupito è che era anche un grandissimo leader. Generoso e protettivo nei confronti dei suoi compagni. Un grande guerriero. Ciao Diego! Ci mancherai! “.
Domenico Danti capitano della Virtus Vecomp: ” Genio e sregolatezza allo stato puro. Il re del calcio. Un talento cristallino nato nel quartiere più povero di Buenos Aires. Ho visto tutti i suoi gol. Sempre belli e molto emozionanti. Riposa in pace grande Diego!”
Dario Biasi capitano dell’Ambrosiana: “Se ne è andato il Dio del calcio! Certamente tutti lo ricorderanno così, solo per quello che ha fatto vedere sui campi di calcio”.
Claudio Ferrarese, direttore sportivo del Sona: “Maradona ha regalato gioie e dolori ma è sicuramente il calciatore più grande di sempre! Nessuno mai come lui! La punizione tirata con la maglia del Napoli contro i bianconeri della Juventus ti fa capire che ha fatto un gesto atletico che va contro la fisica! Il pallone non poteva passare da lì.. Un marziano del calcio mondiale!”.
Michele Mezzacasa, vice allenatore e preparatore Atletico del Valgatara: “La notizia della scomparsa di Maradona ha sconvolto non solo me ma tutte le persone innamorate del gioco del calcio. Quasi fosse venuto a mancare un familiare, un proprio caro. Io sono cresciuto con il poster di Platini e Maradona in cameretta. Ammiravo ogni loro gesto e giocata e provavo, quando giocavo a calcio sui campetti della nostra provincia veronese, ad imitarli. Oltre tutto io sono un mancino naturale e ho giocato con lo stesso numero, il 10, sulla maglietta. Provavo e riprovavo a calciare come faceva lui. Conservo a casa ancora le scarpe da calcio Puma King che portava lui. Sono davvero tristissimo. Nessuno mai cancellerà il suo infinito talento calcistico. A parere mio è il più grande giocatore in assoluto del mondo!”.
Mister Luca Mancini, ex Montebaldina: “E’ un extraterrestre del calcio! Lui era il numero 10 per antonomasia. Il re del football in assoluto. Genialità incredibile, ha saputo unire la mia generazione e quella attuale nel gioco del calcio. Maradona rimarrà in tutti noi l’unico, l’inimitabile, l’inarrivabile. Diego sei stato un grande e ti ho voluto bene!”.
Luca Pizzini, capitano del Calmasino: “Una morte che ha lasciato tutti a bocca aperta. Una vita a due facce, dissoluta fuori dal terreno di gioco e bellissima sul campo con giocate e gol pazzeschi. Ultimamente aveva dei problemi di salute che lo hanno sconfitto. Resterà a mio parere sempre un icona di tutta la storia del calcio. Un giocatore unico in tutti i sensi. Chi lo vedeva in campo non poteva non innamorarsi del gioco del calcio. Siamo tutti tristi e ora lui potrà guardare tutti dall’alto in cielo. Una perdita per la quale non ci sono parole per definirla”.
Lorenzo Pinamonte, vice allenatore del Garda: “Lui era l’essenza del calcio, abbiamo perso con lui un pezzo di storia del calcio! Quando l’ho saputo mi sono messo a piangere. Mi ha accompagnato negli anni ottanta per molto tempo con le sue gesta! E’ il numero uno in tutti i sensi! Grazie di tutto, grandissimo Diego!”
Alberto Bau, mister del San Giovanni Lupatoto: “Io sono cresciuto guardando, alla fine degli anni ottanta, le sfide appassionate tra Milan e Napoli. Quando Maradona era in campo faceva sempre la differenza. La cosa che mi ha colpito di più guardandolo in televisione era il rapporto che aveva con la palla, era in pratica una cosa sola con i suoi piedi. Lui la palla non la toccava, sembrava proprio una parte del suo corpo. A cavallo della fine anni settanta e primi anni ottanta era un grande personaggio mediatico, tutti parlavano di lui. Napoli e lui sono diventati il centro del mondo. Uno dei più grandi nel suo momento storico. Noi appassionati di calcio dobbiamo ricordarcelo per uno che in campo faceva cose che gli altri non riuscivano a fare. La vita che faceva fuori dal campo era un altra cosa e appartiene solo a lui”.
Marco Tommasoni, mister del Sona calcio: “E’ stato un super giocatore. Ho visto i suoi gol in videocassetta più di 100 volte! Ho consumato il nastro! Diego rappresenta il mito di chi scende in campo per cercare di imitarlo! Volontariamente o meno è stato un maestro di calcio per tutta la nostra generazione”.

Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it

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