sabato, 16 Maggio 2026

Oggi

La normativa sui premi di tesseramento

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La Figc rende noti i premi di tesseramento e di formazione così che le società sono costrette a fornirsi di calcolatrice per fare il punto su quanto devono versare o riscuotere. È il nuovo sistema messo in campo dalla Federazione per regolarizzare il campo minato dei premi di preparazione, sin d’ora un groviglio di pratiche spedite a Roma, spesso respinte per vizio di forma o per mancanza di certificazioni. D’ora in poi sarà tutto più semplice e chiaro, basta aprire un’apposita facciata dell’Anagrafe Federale per conoscere tutti i crediti e i debiti spettanti. I calcoli, in base alla nuova riforma dello Sport, partono dalla stagione 2023-24 e vanno in prescrizione a fine dicembre 2025. A volta sono cifre modeste da incassare, ma, visto i costi di gestione di ogni club dilettante, anche il poco aiuta. Come si comporteranno le società di fronte a questa opportunità? Si posizioneranno davanti al computer per far decollare le pratiche o lasceranno andare tutto in prescrizione, quest’ultimo passaggio però dopo aver interpellato sia la società creditrice o debitrice? Su questo tema, abbiamo sentito Saverio Barini, della società Mozzecane e componente della Consulta Figc Veneta. Il quale sottolinea alcune criticità legate all’applicazione del cosiddetto Premio di Formazione.

1) Sproporzione e iniquità della disciplina. L’applicazione del premio, così come attualmente configurata, produce effetti sostanzialmente iniqui: penalizza le società che hanno regolarizzato per prime i rapporti con gli atleti, gravandole di oneri economici aggiuntivi; premia, invece, chi per anni ha operato senza contratti o con forme non conformi, alterando l’equilibrio competitivo tra ASD/SSD.
2) Problematiche di retroattività. L’introduzione del premio con efficacia retroattiva ha reso suscettibili di richieste economiche contratti e tesseramenti anche molto datati (es. 2015-16). Questo meccanismo contrasta con i principi di certezza del diritto: le società hanno agito correttamente in base alle regole allora in vigore e non possono oggi essere penalizzate ex post.
3) Rischio per la sostenibilità economica delle società. Il cumulo delle richieste di premio, anche per importi contenuti, rappresenta un grave pericolo per la tenuta economica delle ASD/SSD. Le conseguenze possono tradursi in: abbandono della regolarizzazione contrattuale; conflitti tra società per somme irrisorie; chiusura di realtà associative che svolgono un ruolo sociale fondamentale sul territorio.

Da Saverio Barini, arrivano le critiche ma anche alcune proposte correttive, che si possono così sintetizzare: eliminazione della retroattività, con applicazione della norma solo ai contratti sottoscritti dopo la sua entrata in vigore; introduzione di soglie minime al di sotto delle quali nessun premio sia dovuto; trasformazione del premio in un sistema di incentivi positivi, finanziati con risorse federali o pubbliche, anziché in un meccanismo che genera conflittualità.

Conclusione e richiesta
Alla luce di quanto sopra sarebbe opportuno il congelamento immediato degli effetti della normativa vigente, in attesa di una sua revisione e rivalutazione complessiva. Solo dopo un confronto costruttivo sarà possibile elaborare regole più eque, sostenibili e coerenti con gli obiettivi di sviluppo dello sport dilettantistico.

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Renzo Cappelletti per www.pianeta-calcio.it

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