Stessa tempra di quando era in campo, oggi trasferita in panchina: Luca Pizzini vuole lasciare il segno nel calcio dilettantistico e in questa stagione ha condotto la sua Montebaldina Sona United ai play-off del girone A di Prima Categoria, con la sfida secca in programma domenica 10 maggio sul campo dell’Olimpia Verona guidata da mister Emiliano Testi; la vincente affronterà poi domenica 17 maggio il Peschiera di mister Gabriele Gelmetti, già qualificato al secondo turno. In campionato i gialloblù hanno chiuso al quarto posto con 52 punti raccolti in 30 gare, frutto di 13 vittorie, 13 pareggi e appena 4 sconfitte, realizzando 41 reti e subendone solo 23, miglior difesa del girone. Mister Pizzini non nasconde la soddisfazione per il percorso: “Non sono contento ma entusiasta del cammino fatto dalla mia squadra, alleno un gruppo di ragazzi splendidi che inseguono un sogno proprio come me; con qualche innesto importante a dicembre potevamo ambire a qualcosa di ancora più grande, ma i play-off rappresentano comunque un traguardo importante. A detta di addetti ai lavori e osservatori della categoria abbiamo espresso un gioco piacevole e fluido, forse il migliore del girone; aver perso solo quattro partite in trenta gare è un dato molto significativo, così come la solidità difensiva con appena 23 gol subiti: merito dei miei giocatori, che hanno interpretato al meglio le mie idee di calcio.”
La Scaligera ha meritato di vincere il campionato? “A mio parere sì: è una squadra con una rosa ben strutturata che, grazie al lavoro del tecnico Roberto Manfrin, ha trovato nel corso della stagione l’amalgama giusta. Il valore dei giocatori unito alla qualità dell’allenatore ha fatto la differenza, quindi complimenti a loro”. Ora affronterete l’Olimpia Verona in una gara tosta e difficile: cosa vi servirà per passare il turno? “Sarà una partita complicata, contro una squadra completa in ogni reparto e capace di esprimere un buon calcio; l’Olimpia Verona è allenata dal mio caro amico Emiliano Testi, un tecnico preparato che conosce bene la categoria. Sulla carta partono favoriti, ma noi conosciamo il nostro valore e faremo di tutto per batterli: è una gara da tripla. Colgo inoltre l’occasione, attraverso la vostra testata che seguo sempre, per ringraziare la mia compagna Francesca e mia figlia Bianca: mi sostengono in tutto quello che faccio, senza di loro nulla sarebbe possibile”.
Quali sono le gioie che il calcio ti ha regalato prima da giocatore e poi da allenatore? “Da giocatore mi sono divertito tantissimo: ho collezionato circa 250 presenze in Serie D, calcando stadi importanti e affascinanti. L’esperienza al Verona è stata fondamentale per la mia crescita, mentre porto nel cuore l’avventura al Calmasino, diventato per me una seconda casa, dove abbiamo vinto un campionato con mister Mario Marai, che considero un secondo padre e che oggi purtroppo non c’è più: di lui conservo ricordi splendidi. Da allenatore, invece, raggiungere i play-off rappresenta un grande traguardo e dà valore al lavoro svolto in queste due stagioni con la Montebaldina. Ammiro molto Andrea Cipriani, nostro centrocampista dalle qualità incredibili, che per vari motivi non ha fatto la carriera che meritava: è un esempio per tutti.” Allenatore si nasce o si diventa? “Allenare è qualcosa che senti dentro, non lo diventi semplicemente con il tempo. Non a caso molti ex giocatori, pur avendo fatto buone carriere, non sono portati per questo ruolo. Io, già quando giocavo, percepivo di avere le caratteristiche per allenare: ero un leader in campo e nello spogliatoio e sapevo quale strada volevo intraprendere. Servono carattere, mentalità e soprattutto la capacità di gestire un gruppo di 24-25 giocatori, cosa tutt’altro che semplice.”
Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it





