mercoledì, 12 Agosto 2026

Oggi

Domani l’ultimo saluto a Osvaldo Bagnoli con l’Hellas Verona al completo.

I funerali si terranno martedì 21 luglio alle ore 15.00 nella Basilica di San Zeno. Sarà possibile seguire la cerimonia anche da piazza San Zeno grazie a un maxischermo.

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Domani Verona darà l’ultimo saluto a Osvaldo Bagnoli. I funerali dell’allenatore dello storico scudetto dell’Hellas Verona del 1985 si svolgeranno nella Basilica di San Zeno alla presenza della prima squadra gialloblù al completo, delle istituzioni, di tanti ex calciatori e di tutti coloro che hanno voluto bene a un uomo che ha scritto una delle pagine più belle della storia del calcio italiano. Osvaldo Bagnoli si è spento all’età di 91 anni, quasi in punta di piedi, come era nel suo carattere: lontano dai riflettori, circondato dall’affetto della sua famiglia. Nato nel quartiere Bovisa di Milano il 3 luglio 1935, è stato uno dei più grandi allenatori del calcio italiano. Da calciatore ricoprì i ruoli di difensore e centrocampista, iniziando la sua carriera nel Milan nel 1955 per poi vestire le maglie di Hellas Verona, Udinese, Catanzaro, Spal e Verbania, squadra nella quale concluse la carriera agonistica e mosse i primi passi da allenatore. In panchina guidò Verbania, Solbiatese, Como, Rimini, Fano, Cesena, Hellas Verona, Genoa e Inter, costruendo ovunque gruppi solidi e competitivi. Nel 2017 fu inserito nella Hall of Fame del calcio italiano nella categoria Allenatore italiano e, nel 2018, venne nominato presidente onorario dell’Hellas Verona dall’allora presidente Maurizio Setti. Negli ultimi anni era afflitto da una malattia neurodegenerativa. Verona lo ha sempre amato profondamente, non solo per gli straordinari risultati sportivi, ma anche per le sue qualità umane, la sua semplicità, il carattere schivo e la grande signorilità. Era legatissimo alla città scaligera, dove aveva scelto di vivere sulle Torricelle.

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Il suo capolavoro resta però la conquista dello storico scudetto nella stagione 1984-1985, un’impresa irripetibile costruita con intelligenza, umiltà e una straordinaria organizzazione di squadra. Gli arrivi di Hans-Peter Briegel e di Preben Elkjær Larsen diedero ulteriore forza a una formazione già ricca di talento e personalità. Bagnoli plasmò una squadra perfetta: Claudio Garella tra i pali, Ferroni e Marangon sulle fasce, Fontolan stopper e Tricella libero; a centrocampo Di Gennaro in cabina di regia, Volpati e Briegel a garantire equilibrio, mentre in attacco il trio formato da Elkjær Larsen, Fanna e Galderisi seppe entusiasmare l’Italia intera. Giornata dopo giornata quel Verona dimostrò di meritare il primato grazie a qualità tecniche, forza fisica, organizzazione tattica e straordinario spirito di gruppo. Al termine del campionato conquistò il primo posto con 43 punti, frutto di 15 vittorie, 13 pareggi e appena 2 sconfitte, con 42 reti segnate e 19 subite, precedendo Torino, Inter, Sampdoria, Milan, Juventus e Roma in una delle Serie A più competitive di sempre. Emblematica la filosofia calcistica e di vita di Bagnoli, racchiusa in una frase rimasta nella memoria di tanti: “Il calcio è come una partita a briscola al bar con il tuo migliore amico. Quando giochi fai di tutto per batterlo. Quando posi le carte, bevi con lui un bicchiere”.

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Toccante il ricordo affidato ai social dall’allenatore dell’Hellas Verona Marco Baroni: “Un uomo inarrivabile, capace di usare solo le parole che sapevano migliorare il silenzio. L’unico allenatore capace di costruire un capolavoro con l’umiltà, l’umanità, la forza e la semplicità di un pensiero. Un uomo che c’era, un uomo che ci sarà. Grazie Osvaldo”. Al cordoglio si è unito anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: “Con la scomparsa di Osvaldo Bagnoli se ne va una delle figure più autentiche del calcio italiano. Uomo concreto e lontano dai riflettori, ha scritto pagine indimenticabili della storia dello sport con competenza, passione e umiltà. Il suo capolavoro resterà per sempre lo storico scudetto conquistato con il Verona nella stagione 1984-1985, un’impresa che ha dimostrato come il lavoro di squadra, il sacrificio e la determinazione possano superare ogni pronostico”. Anche il presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, ha espresso il proprio dolore: “La scomparsa di Osvaldo Bagnoli ci addolora profondamente. Ci lascia una persona autentica e un grande allenatore che ha incarnato un calcio fatto di passione e valori e che, insieme a una squadra straordinaria, ha regalato a Verona il sogno più bello: uno scudetto entrato nella storia”. Il sindaco Damiano Tommasi ha proclamato il lutto cittadino per la giornata di domani, in occasione delle esequie, disponendo inoltre l’esposizione della bandiera civica a mezz’asta in tutte le sedi comunali quale segno di cordoglio e di partecipazione dell’intera comunità veronese. Domani Verona renderà omaggio non soltanto a un allenatore vincente, ma a un uomo che con il suo stile, la sua umiltà e la sua umanità è entrato per sempre nel cuore di un’intera città. Ho avuto l’onore di conoscerlo personalmente e porterò sempre con me il ricordo della sua semplicità e della sua straordinaria gentilezza. Grazie di tutto, mister.

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Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it

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